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 Pour tous les isotopes! Guasti e pasticci sui reattori francesi; Parigi in allarme blackout



Parigi, 9 novembre – Il nucleare francese è nei pasticci. Da lunedì infatti sono scattate le procedure per spegnere 18 dei 58 reattori nucleari, tutti a causa di guasti o malfunzionamenti, con non pochi problemi di approvvigionamento energetico alle soglie dell’inverno.
La Francia potrebbe quindi trovarsi, tra novembre e dicembre, a dover importare 4.000 megawatt per soddisfare il fabbisogno elettrico, oltre ai 7.770 megawatt già importati. Anche per questo, forse, la EdF ha annunciato che non ci saranno ritardi nei lavori del cantiere di Flamanville, imputabili alle richieste dell'autorità di sicurezza nucleare francese (Asn) di modificare il software di pilotaggio del reattore nucleare Epr. Infatti l’Asn francese, assieme a quella inglese e finlandese, dove questo tipo di reattore è in circolazione, avevano sostenuto che ''il design dell'Epr, così come è proposto da chi ha comprato la licenza e dal fabbricante Areva, non è conforme al principio di indipendenza, nella misura in cui esiste un altissimo grado di interconnessione complesso tra i sistemi di sicurezza e di pilotaggio'', chiedendo ad Areva, cui si deve la concezione dell'EPR, di modificare il design iniziale. La Areva aveva risposto in un comunicato, che ''L'EPR è attualmente il reattore più potente del mondo e risponde alle più alte esigenze di sicurezza'', mentre EDF ha sottolineato come la richiesta di ulteriori analisi tecniche del software ''non ha, a questo stadio, un impatto sul planning della realizzazione del progetto di Flamanville”, cui partecipa, con il 12% anche l’Italiana Enel. E Greenpeace ci mette del suo. Il direttore di Greenpeace Italia, Giuseppe Onufrio, in merito alle riserve espresse dalle autorità di controllo di Francia, Finlandia e Regno Unito sul sistema di sicurezza del reattore nucleare Epr, ha dichiarato: “E' chiaro che si tratta di un prototipo di cui non è completo nemmeno il progetto e già lo si vende come tecnologia affidabile''. ''Non solo sono state riscontrate oltre 2100 non conformità in cantiere a Olkiluoto, ma il progetto stesso del 'sistema nervoso centrale' del reattore non soddisfa i minimi criteri della sicurezza nucleare'' - ha concluso Onufrio domandandosi, in riferimento all’uso dell’EPR in Italia, come possano ''certi esponenti di Confindustria e del Governo dire che questi reattori siano sicuri''.