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 Voglia di rigassificatori - La provincia di Rovigo stoppa il terminal dell’Adriatic Ing
Rovigo, 4 dicembre – La Provincia di Rovigo stoppa il terminal gasiero che dovrà sorgere al largo di Porto Viro, a una quindicina di chilometri dal delta del Po. Secondo quanto si legge sul Gazzettino, dagli uffici dell'area Urbanistica di Palazzo Celio sta per partire la notifica della determina di annullamento dei permessi a costruire rilasciati all'Adriatic lng per i lavori relativi alla realizzazione delle strutture (metanodotto) sul territorio polesano. In pratica un divieto a continuare i lavori per il terminal. L'efficacia dell'atto di annullamento è immediatamente esecutiva, ma perché diventi pienamente operativa è necessario che venga notificato alla società titolare della realizzazione del rigassificatore, cosa che potrebbe avvenire nel giro di pochi giorni.
A questo punto l'Adriatic, per neutralizzare la delibera sottoscritta dall'ingegnere Claudio Zerbinati, potrà solamente ricorrere al Tar del Veneto per chiedere la sospensione dell'efficacia dell'atto. Si tratta di un atto amministrativo, di natura non politica, adottato dai tecnici della Provincia e non dalla giunta del presidente Federico Saccardin.
Alla base della decisione ci sono i rilievi sollevati poco di più di due mesi fa e notificati ai soggetti firmatari dell'accordo di programma, che ha dato il via all'apertura dei cantieri: la Regione Veneto, il Comune di Porto Viro, l'Adriatic lng. La contestazione era stata inviata anche alla ditta incaricata di effettuare i lavori nel territorio di Porto Viro.
Quattro sono le irregolarità sulle quali punta l'indice la Provincia di Rovigo, vizi di legittimità capaci di azzerare tutto l'iter burocratico-amministrativo dell'opera. Al centro della delibera di Claudio Zerbinati c'è la violazione della normativa sulle autorizzazione paesaggistiche, il fatto che l'autorizzazione appare in contrasto con le norme tecniche del piano d'area. L'articolo 6, infatti, sancisce il divieto di movimenti di terra e scavi all'interno degli scanni. Sotto accusa soprattutto i lavori che dovrebbero essere effettuati allo scanno Cavallari. Le contestazioni puntavano anche sull'aspetto che la normativa per il rilascio del permesso a costruire prevede che il soggetto abbia la titolarità della zona in questione.
Secondo l'area Urbanistica, Adriatic non possiede questa titolarità su tutti i terreni sui quali dovrebbe passare il metanodotto Cavarzere-Minerbio. Infine, si era eccepita l'incompetenza del soggetto firmatario dell'accordo per il Comune di Porto Viro. La firma era quella del vicesindaco Geremia Gennari, mentre il nero su bianco, sempre secondo la contestazione, avrebbe dovuto metterlo il responsabile comunale del servizio Urbanistica. A partire dalla data della notifica c'erano 60 giorni di tempo a disposizione dell'Adriatic per le controdeduzioni. Documentazione che a quanto pare non ha soddisfatto gli uffici tecnici di Palazzo Celio.
Si ingarbuglia, quindi, l'iter per la realizzazione del terminal gasiero. Un cammino che in Polesine ha già affrontato diversi ostacoli. Ora arriva anche questo altolà, capace di rendere abusivi i lavori edilizi nel Delta.
    
 
giovedì 9 settembre 2010