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 Voglia di rigassificatori - Gas Natural punta al via libera per Trieste a metà 2007
Trieste, 4 dicembre – Ottenere l'approvazione definitiva del progetto a metà del 2007 per poi, dopo circa 42 mesi di lavori, “tagliare il nastro” del nuovo rigassificatore a Trieste “tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011”: è questo l'auspicio espresso dal Project Leader della compagnia spagnola Gas Natural, Martin Yanez, in merito alla realizzazione del rigassificatore gnl nella zona industriale di Trieste, a margine di un incontro sull'argomento promosso dall'Assindustria di Trieste.
“La procedura in sede di Valutazione di Impatto Ambientale è già in fase avanzata, contiamo - ha detto Yanez - di avere l'approvazione intorno gennaio 2007 e a circa metà dell'anno prossimo di avere l'approvazione definitiva del progetto. Poi - ha spiegato - i tempi di realizzazione effettiva dell'impianto sono di circa di 42 mesi, quindi - ha concluso Yanez - possiamo contare di tagliare il nastro tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011”.
L'investimento totale previsto per realizzare l'impianto ammonta a 450 milioni di euro, di cui il 40% verrà utilizzato da maestranze e aziende locali. Yanez ha sottolineato che, per quanto riguarda i timori di inquinamento da parte della popolazione, “il sito dove sorgerà l'impianto è già inquinato, e noi faremo una bonifica, con un investimento di 40-50 milioni di euro”. Sul tema sicurezza, il project leader ha affermato che “l'impianto di gnl (gas naturale liquefatto) è molto, molto sicuro. Nel mondo, in particolare in Spagna - ha proseguito - abbiamo un'esperienza di 40 anni di rigassificatori, il primo a Barcellona, e non si è mai verificato nessun incidente”.
Giuseppe Muscio, responsabile della comunicazione di Gas Natural Italia, gli ha fatto eco puntualizzando che in Spagna vi sono cinque impianti on shore e nel mondo 50, di cui la maggioranza in Giappone, paese che usa il gnl al 100%. Ebbene, ha sottolineato Muscio, negli impianti on shore dal '69 a oggi non si è mai registrato un incidente, a parte gli infortuni sul lavoro legati all'attività industriale. Invece, ha aggiunto, “non si può dire lo stesso per gli impianti off shore (nel mare) in quanto non vi è nessun impianto attivo al mondo e quelli che ci sono, sono in via di costruzione”.
Molte, secondo Yanez, le ricadute positive dell'impianto: “Primo i posti di lavoro - ha specificato - diretti nell'impianto e quelli nell'indotto; secondo, la possibilità di creare un'industria del freddo. Il terzo punto è che siccome, si tratta di un terminale on shore, una percentuale molto importante dell'investimento si lascia qui”. In particolare, Yanez ha parlato di 80 dipendenti fissi di Gas Natural e di 320 collegati all'indotto.
Un altro possibile beneficio, sarà la riduzione del costo del gas per i residenti nel territorio: “È una possibilità - ha confermato Yanez - poiché la regione e l'industria avranno la possibilità, attraverso il terminale, di avere il gas ad un prezzo più basso”.
    
 
giovedì 9 settembre 2010