Protocollo di Kyoto/2 - Matteoli: 2 miliardi di euro contro i gas serra 
  Roma, 2 novembre – Due miliardi di euro per la lotta ai gas serra. Questo l''impegno per la realizzazione del piano d''azione nazionale in vista degli obiettivi del Protocollo di Kyoto... 
  Roma, 2 novembre – Due miliardi di euro per la lotta ai gas serra. Questo l''impegno per la realizzazione del piano d''azione nazionale in vista degli obiettivi del Protocollo di Kyoto. Sei punti per un totale di riduzione del 55-60% di emissioni nel periodo 2008-2012.
Lo ha detto il ministro dell''Ambiente, Altero Matteoli, che ha fatto il punto della situazione sull''attuazione del Trattato internazionale salva-clima davanti alle commissioni ambiente e attività produttive della Camera. All''Italia, ha ricordato il ministro, “la Commissione europea ha assegnato una quantità totale di quote di emissione pari a 232,5 milioni di tonnellate di Co2 annue nel triennio 2005-2007”. Per la realizzazione di questo obiettivo, il piano nazionale prevede stanziamenti previsti che ammontano a 2.080,4 milioni di euro di cui, ha riferito Matteoli, 390,3 già stanziati in bilancio”.
La restante quota di crediti sarà coperta attraverso i cosiddetti “meccanismi” previsti dal Protocollo che riguardano interventi di cooperazione internazionale e acquisto di crediti.
“Abbiamo lavorato per tutelare gli interessi nazionali e cogliere tutte le possibili opportunità positive connesse all''attuazione del Protocollo di Kyoto - ha detto Matteoli, annunciando che è in fase di completamento l''assegnazione definitiva dei permessi di emissione alle imprese. Sempre a favore delle imprese l''Italia - ha annunciato Matteoli - ha messo a disposizione ''crediti'' a un costo tra 5 e 7 dollari di Co2 “inferiore di oltre cinque volte rispetto al prezzo corrente nel mercato Ue dei permessi di emissione”. Per Matteoli “è necessario individuare strumenti innovativi oltre il Protocollo di Kyoto per agevolare la transizione verso un''economia globale decarbonizzata in un processo finalizzato a raggiungere un accordo globale che coinvolga anche Stati Uniti, Australia ed economie emergenti”.
Per il ministro Matteoli “se l''obiettivo principale è quello della riduzione delle emissioni globali è necessario individuare strumenti innovativi oltre il Protocollo di Kyoto”. Una prospettiva in cui Kyoto rappresenta “un primo passo, un quadro di riferimento nel quale sperimentare programmi, regolamenti e strumenti di mercato”.Una necessità dettata dall''emergenza energia. “Il consumo mondiale di energia - ha riferito Matteoli - aumenterà di circa il 55% tra il 2000 e il 2030. Nel 2030 circa il 60% della domanda mondiale di energia proverrà da paesi in via di sviluppo rispetto all''attuale 40% e - ha proseguito - se il sistema energetico mondiale continuerà ad essere dominato dai combustibili fossili e tecnologie poco efficienti, le emissioni globali di CO2 aumenteranno entro il 2030 di circa il 60% rispetto ai livelli del ''90”. Ecco perché, secondo il ministro è necessario “agire velocemente”. “Se non si sarà in grado di orientare le scelte nella giusta direzione si rischia di compromettere l''obiettivo di una economia a basso contenuto di carbonio”. Per questo “è fondamentale che alla prima conferenza delle parti del protocollo l''Unione europea invii un messaggio forte agli altri partner negoziali sulla necessità di avviare un processo finalizzato a raggiungere un accordo globale”.
Rispetto al piano nazionale di assegnazione delle quote di CO2 “l''approvazione del piano, che riconosce per il periodo 2005-2007 un aumento delle emissioni del sistema industriale italiano del 10% contro un''ipotesi iniziale di riduzione del 6,5%, ha rappresentato - ha proseguito - un evidente successo per l''Italia”.
Motori industriali ad alta efficienza (riduzione CO2 3,6 milioni tonnellate anno); micro-cogenerazione (riduzione 8 milioni tonnellate anno CO2); idrogeno; valorizzazione dell''energia solare; combustibili alternativi; produzione decentrata e distribuita di energia elettrica: queste le ricette previste nel piano nazionale per la riduzione delle emissioni. Di rilievo la parte legislativa che riguarda le energie rinnovabili. Per quanto riguarda i programmi internazionali avviati nell''ambito del protocollo di Kyoto sono in corso di realizzazione 80 progetti in venti paesi nei settori energetico, industriale e forestale.
 
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