Ecomondo si interroga sullo sviluppo equo del pianeta 
  Rimini, 2 novembre – Sviluppo equo del pianeta? Si può. Come? Attraverso un cambiamento radicale dei consumatori e un nuovo equilibrio tra Nord e Sud del mondo. Ma non solo: quello che ci vuole è anche una rivoluzione energetica... 
  Rimini, 2 novembre – Sviluppo equo del pianeta? Si può. Come? Attraverso un cambiamento radicale dei consumatori e un nuovo equilibrio tra Nord e Sud del mondo. Ma non solo: quello che ci vuole è anche una rivoluzione energetica. Di questi temi si è discusso durante il talk show intitolato ‘Quali strategie e soluzioni per uno sviluppo equo del pianeta?’, organizzato da Rimini Fiera in collaborazione con il Conai (Consorzio nazionale imballaggi), che si è tenuto a Ecomondo la settimana scorsa.
Ad aprire il dibatto - coordinato dalla giornalista di La7 Tiziana Panella - è stato Giancarlo Longhi (direttore del Conai) il quale ha aperto il dibattito ricordando che i rifiuti oggi giorno vanno considerate risorse, perché consentono di creare nuovi beni e nuovi manufatti tutelando la natura e l’uomo. “La mostra Ecofatto, qui ospitata – ha detto – ne è un esempio tangibile”. Dunque, via libera allo sfruttamento dei “giacimenti metropolitani”, in contrapposizione a quelli petroliferi e lotta dura alla discarica, “vero nemico dell’ambiente”. “Consumare meno, consumare meglio, consumare tutti, democraticamente,” ha continuato Wolfgang Sachs (ricercatore del Wuppertal Institute), che da tempo teorizza come unico modo per non diventare vittime del consumismo e quindi per la sostenibilità, il metodo della “misura”, della giustezza, dell’armonia. Secondo Sachs, inoltre, bisogna riscoprire la lentezza, spazi più umani e, non ultima, la sobrietà.
E ancora. ''Un nuovo equilibrio tra Nord e Sud deve essere necessariamente trovato - ha detto il ricercatore tedesco - dato che una pianificazione razionale della Terra non potrà essere raggiunta senza la cooperazione di molti soggetti politici. Quindi, almeno alcune aspettative della parte meno privilegiata della classe media mondiale devono essere soddisfatte se si vuole raggiungere un nuovo ordine mondiale. In questa prospettiva, l''impegno per combattere i problemi ambientali non trascura il problema della giustizia sociale”.
Sachs ha dunque proposto un approccio al problema della violenza internazionale e del terrorismo che prende le mosse dalla necessità di ristabilire maggiore equità nel mondo. Per raggiungere l''equilibrio nella distribuzione della ricchezza e per le ipotesi di sviluppo delle nazioni più povere, ha suggerito, “si deve necessariamente tener presente che le risorse non sono infinite e che è necessario porre dei limiti anche alla crescita economica dei paesi più sviluppati. Progresso quindi è limite, è rispetto per l''ambiente in cui viviamo, è percorso verso l''equità e di conseguenza verso la pace”.
L''interdipendenza tra gli Stati, che il fenomeno della globalizzazione ha incrementato, a giudizio del ricercatore teutonico provoca un maggiore consumo di energia: ''l''espandersi delle reti di scambio commerciale su tutto il mondo viene pagata in buona misura a spese del capitale di risorse naturali dell''umanità''. Sarebbe invece opportuno che le attività economiche si evolvessero in una pluralità di spazi ''connessi tra loro solo per alcune parti''. L''ormai notissimo slogan ''pensare globalmente e agire localmente'' sembra davvero un''indicazione operativa imprescindibile, a detta di Sachs, se vogliamo guardare al futuro con qualche preoccupazione in meno.
Wolfgang Palz, presidente europeo del Consiglio mondiale per l’energia rinnovabile, si è detto d’accordo. “Il percorso verso l’abbandono delle fonti energetiche fossili a favore di quelle rinnovabili, verso il “solare” inteso nel suo significato più ampio - ha commentato - rappresenta una strada possibile, ma soprattutto obbligata”.
Palz ha anche evidenziato le resistenze al cambiamento, espresse da forze che paiono cieche di fronte all’evidenza dei benefici che l’economia solare e più in generale delle fonti rinnovabili apporterebbero. “Un nodo apparentemente inestricabile lega l’economia e la società all’attuale modello energetico, con tutte le sue contraddizioni: da una parte gli sprechi e i danni prodotti dalle lunghissime catene di approvvigionamento delle energie fossili, dall’altra il tentativo di riportare anche le energie rinnovabili - e il loro potenziale di innovazione - all’interno di una struttura di potere cristallizzata, che vede prevalere i soliti attori, i global player del mercato globale”.
Come uscirne? “Chiarendo soprattutto come l’alternativa al sistema fossile esista già e non abbia alcun gap tecnologico da colmare, ma debba solo superare l’opposizione di chi oggi controlla l’energia e ha ben poca voglia di rinunciare a tale potere”.
Secondo lo scienziato tedesco, oggi ci troviamo nella fase iniziale di una rivoluzione energetica, quella a favore delle fonti rinnovabili. Una rivoluzione che ha colto di sorpresa anche molti fra coloro che l’hanno sostenuta e voluta.
All’incontro ha partecipato anche il ministro indiano per l’ambiente dello stato di New Dehli, Ashok Kumar Walia, medico, noto per il suo impegno per la difesa della salute della donna e strenuo difensore del ruolo chiave che il gentil sesso è chiamato a svolgere nella risoluzione dei problemi metropolitani. Il ministro ha ricordato che “se le donne sono istruite, lo sarà l’intera famiglia, e la salute verrà meglio tutelata, facendo sì che la popolazione non cresca tanto in fretta”. Infatti New Dehli, con un’affluenza di mezzo milione di persone all’anno - già conta 14 milioni di abitanti - si trova ad affrontare gravi problemi di sovrappopolazione e, conseguentemente, di inquinamento atmosferico e smaltimento rifiuti. “Qui ad Ecomondo - ha detto - ho potuto toccare con mano prodotti e tecnologie altamente innovativi nel settore ambientale che potranno esserci utile nel prosieguo della nostra battaglia”.
 
    indice