La sfida dei gasdotti - Il metano dell’Asia Centrale arriverà via Turchia e Grecia 
  Lecce, 2 novembre – Si apre una nuova sfida per gli approvvigionamenti italiani di energia: quella dei Balcani e dell’Asia Centrale... 
  Lecce, 2 novembre – Si apre una nuova sfida per gli approvvigionamenti italiani di energia: quella dei Balcani e dell’Asia Centrale.
Il 4 novembre a Lecce sarà firmato un accordo intergovernativo Grecia-Italia per posare il gasdotto Igi sotto il canale d’Otranto e mettere l’Italia in connessione con i giacimenti di metano dell’Asia Centrale. L''intesa infatti si allargherà alla Turchia con la sottoscrizione di una dichiarazione di collaborazione trilaterale in campo energetico.
Alla cerimonia parteciperanno per l''Italia il ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola; per la Grecia il ministro dello Sviluppo, Dimistri Sioufas, e per la Turchia il Ministro dell''Energia e delle risorse naturali, Hilmi Guler.
In seguito all''incontro trilaterale sarà presentato il Progetto Igi, che prevede la realizzazione del gasdotto di collegamento tra la rete italiana e la rete greca e turca. Questa infrastruttura, che è stata inserita dalla Ue in uno dei cinque assi prioritari di sviluppo del sistema energetico transeuropeo, avrà una capacità di trasporto pari a 8 miliardi di metri cubi l''anno e potrà entrare in esercizio a partire dal 2010 consentendo di importare il gas proveniente dall''area del Caspio (Azerbaigian e Iran) dove si concentrano il 20% delle riserve mondiali. All’incontro parteciperanno Umberto Quadrino, presidente e amministratore delegato dell’Edison; Raphael Moissis, presidente e amministratore delegato della società statale greca del gas Depa, e Riza Ciftci, direttore generale della Botaþ ( www.botas.gov.tr), la compagnia di stato turca del gas, che rappresentano le società che stanno sviluppando il progetto.
Nel frattempo giorni fa l''Unione europea ha firmato un patto energetico con la Turchia e sette Paesi balcanici per l''estensione del mercato unico europeo del gas e dell''elettricità al sud-est del continente. “L''obiettivo di questo trattato, così come l''integrazione dei Balcani nella mappa energetica europea, è creare una zona che attragga gli investimenti”, ha ribadito il segretario generale del ministero greco dello Sviluppo greco, Nikos Stefanou. Il trattato chiede a Turchia e ad altri stati balcanici (Albania, Bulgaria, Croazia, Macedonia, Bosnia-Herzegovina, Romania, Serbia-Montenegro) di adottare le norme Ue mirate a creare un mercato pan-europeo per l''elettricità e il gas.
Secondo Stefanou, la liberalizzazione del gas e dei mercati dell''elettricità in questi Paesi sarà completa nel 2008 per le compagnie elettriche e nel 2015 per i consumatori.
La Banca Mondiale ha stimato che il patto porterà a 21 miliardi di euro di investimenti nei prossimi 15 anni. Un documento del ministero dello Sviluppo afferma che 12 miliardi e mezzo di euro sono stati stanziati per la modernizzazione degli impianti di produzione e 8 miliardi e mezzo per la rete di trasporto e distribuzione. Il trattato è stato firmato dal ministro per l''Energia britannico, Allan Johnson, presidente di turno, in rappresentanza dell''intera Unione europea, e dal commissario per l''Energia dell''Unione europea, Andris Piebalgs.
 
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