Ancora la storia dell’Eni+Gazprom - Frittura mista di notizie 
  Milano, 2 novembre – Concludiamo i nostri articoli sull’accordo saltato e poi rinegoziato fra Eni e Gazprom con una carrellata di notizie varie... 
  Milano, 2 novembre – Concludiamo i nostri articoli sull’accordo saltato e poi rinegoziato fra Eni e Gazprom con una carrellata di notizie varie.

Quartiani (Ds) - “Non basta stracciare un accordo sbagliato. Il governo riferisca in Parlamento su Gazprom e Snam-rete gas”, dice l''onorevole Erminio Quartiani, commissione Attività produttive Camera dei deputati e responsabile Energia dei Democratici di sinistra. “La nuova intesa siglata da Scaroni per conto di Eni con Gazprom, dimostra che era assolutamente sbagliato l''accordo precedente che cedeva due miliardi di metri cubi di gas nel mercato interno italiano alla società di Gazprom e Mentasti. Il contratto non garantisce di per sé che il processo di liberalizzazione avviato nel settore, e che interessa anche le reti del gas, possa procedere senza alcun intoppo. Avevamo contestato, il 18 di luglio con un''interrogazione parlamentare e nei giorni scorsi con un''interpellanza al governo, l''intesa di Mincato. Quel che è successo a Mosca, tra Scaroni e Miller, ci dà ragione. Tuttavia non si sa chi deve pagare gli errori commessi che hanno reso instabile e hanno rallentato il processo di privatizzazione di Snam Rete Gas (il decreto giace ancora presso i ministeri dell''Economia e Attività produttive). Per questo aspettiamo che il governo risponda su quel che è stato e che venga a spiegare, lo chiederemo con un question time in commissione Attività produttive, tutti gli elementi della nuova intesa. La trasparenza e l''osservanza delle regole del mercato sono condizione necessaria per quella concorrenza che serve ad agevolare imprese e famiglie italiane abbassando i costi dell''energia”.

Alessandro Ortis (Autorità dell’energia) - La lezione dell’intesa sul gas sfumata tra l’Eni e la Gazprom dice che d’ora in poi si sceglie la via della trasparenza. Alessandro Ortis, presidente dell’Autorità dell’energia, dice che i contratti di importazione del gas devono essere aperti (per decenni il prezzo è stato chiuso dal segreto di Stato), in modo da consentire un sistema tariffario più corretto. “Lo sviluppo di un’effettiva concorrenza - dice Ortis - è strettamente condizionato dall’ingresso di nuovi operatori indipendenti da Eni nell’approvvigionamento di gas a condizioni competitive. Sono contratti segreti su cui piano piano cercheremo di mettere il naso. Il gasdotto Tag è controllato dall''Eni e lì ci sono le giuste tariffe di transito sulle quali andremo a guardare più a fondo”.

Stefano Saglia (An) - “Consolidare i rapporti con Gazprom è stata una scelta intelligente. Nell''approvvigionamento energetico, dobbiamo cercare di affrancarci dai Paesi più instabili e sotto questo profilo la strategia del Gruppo è vincente”, dice Stefano Saglia, responsabile della Politica industriale di Alleanza Nazionale. “Mi auguro però che questi accordi non ostacolino il processo di liberalizzazione. Eni fa molto bene a lavorare ad accordi come questi. L''intesa con Gazprom è un''operazione straordinaria e utile al Paese. Occorre però garantire che non si pregiudichi che anche altri - penso all''Enel, alla Edison, alle utility - possano fare accordi strategici”.
Alberto Morselli (Cgil) - Alberto Morselli, segretario generale Filcem-Cgil, commenta la nuova intesa raggiunta fra i vertici del gruppo guidato da Paolo Scaroni e il colosso russo Gazprom. “Vorrei ricordare che i sindacati Filcem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil il 13 ottobre scorso avevano sollecitato un incontro all''Eni proprio per chiedere chiarezza. Tuttavia la questione che più di tutto ci interessa, e che va risolta urgentemente, è come mai l''Italia paga l''energia il 30% in più rispetto al resto d''Europa, mettendo seriamente in forse il rilancio competitivo delle nostre imprese industriali”.
Pierluigi Bersani (Ds) - “È giusto che l''Autorità dia uno sguardo molto attento all''evoluzione dell''operazione sui tubi”, dice il responsabile economico dei Ds, Pierluigi Bersani.
“Mi auguro che Eni e Gazprom nelle prossime mosse siano all''altezza del loro grande ruolo sui mercati internazionali il che vuol dire condurre pratiche trasparenti. Abbiamo bisogno di fare una riflessione strategica sul gas perché si arrivi ad una riduzione dei prezzi dell''energia rendendo il mercato più trasparente e capace. Chiaramente non è solo un problema del nostro Paese, ma dell''Europa intera; dobbiamo concentrarci su questo punto perché dal gas venga fuori una riduzione dei prezzi dell''energia”.
Ulderico Marzioni (Cisl) - “Il superamento del precedente accordo fra Eni e Gazprom è un fatto positivo in quanto quell''intesa ci sembrava molto confusa e poco trasparente”, commenta Ulderico Marzioni, responsabile nazionale del settore gas della Femca-Cisl. “Anche questo accordo quadro deve comunque essere chiarito e approfondito. Soprattutto per quanto attiene ai riflessi nel settore gas e anche nel campo petrolio. Come sindacato noi continuiamo però ad esprimere un giudizio negativo su come sta evolvendo il mercato del gas in Italia, dove ormai sono largamente presenti oltre ad Eni ed Enel, anche operatori francesi, tedeschi, spagnoli con quote rilevanti di mercato mentre la presenza delle aziende italiane sul mercato del gas negli altri Paesi europei è irrilevante. Quanto sta accadendo l''avevamo denunciato in passato, al tempo della discussione sulla liberalizzazione del settore e non ci trova d’accordo. Se le aziende straniere possono vendere gas sul nostro territorio deve esistere un diritto di reciprocità che consenta di vendere gas sui mercati dell''Unione Europea. A tutt''oggi questo non avviene e questo contribuisce a rendere incerti i futuri assetti del mercato del gas in Italia e in Europa”.

Enrico Letta (Margherita) - “Spero che il nuovo accordo permetta di superare i pasticci tutti italiani che c''erano dietro al primo e che erano legati a Berlusconi e al suo modo di gestire gli affari di stato come fossero privati”, aggiunge Enrico Letta, responsabile economico della Margherita. “E'' un fatto molto positivo, ma il nuovo accordo andrà visto nei dettagli. Credo che Scaroni si sia mosso molto bene. Gazprom e il gas russo sono partner strategici ed è giusto che lo restino anche in futuro”.

Vremia Novosti - Una vicenda tra “il giallo” e lo “scandalo politico” scrive il quotidiano russo Vremia Novosti sull’accordo Gazprom-Eni.

Vedomosti - “Il piano del monopolista del gas non ha funzionato”, scrive il quotidiano russo Vedomosti, a cui una fonte di Gazprom “ammette che l''iniziativa è stata presa da Eni, da cui i parlamentari italiani esigevano di rompere il patto, insospettiti dai fondatori della società Central Italian Gas. Uno di questi è risultato essere l''imprenditore ed ex partner di Berlusconi Bruno Mentasti. Dopo questa vicenda, forse Gazprom farà più attenzione nella scelta dei partner per la vendita all''estero di gas. In ogni caso il tentativo di entrare nel mercato italiano è fallito”.
 
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