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| Scaroni: per il greggio prezzi alti ancora per qualche anno, poi scenderanno | |||
| Milano, 2 novembre – “La stima dei mercati finanziari che valutano il prezzo del petrolio nel lungo termine intorno ai 30-35 dollari al barile considerando le riserve sottoterra delle maggiori compagnie petrolifere, Exxon, Bp, Total, Eni, mi sembra la più solida”... | |||
| Milano, 2 novembre – “La stima dei mercati finanziari che valutano il prezzo del petrolio nel lungo termine intorno ai 30-35 dollari al barile considerando le riserve sottoterra delle maggiori compagnie petrolifere, Exxon, Bp, Total, Eni, mi sembra la più solida”. Lo prevede Paolo Scaroni, amministratore delegato dell''Eni, che per i prossimi 2-3 anni prevede uno scenario di prezzi alti, che per definizione sono quelli sopra i 40 dollari. “Si dice che il petrolio è una risorsa che finirà, ma la sua fine non è vicina. Credo di poter dire che il petrolio non finirà dalla sera alla mattina, ma quando sarà trovata un''altra fonte energetica abbondante e pulita”. “Le previsioni a breve termine, a 2-3 anni stimano prezzi alti mentre sul lungo termine prezzi intermedi, intorno ai 30-35 dollari al barile. Ci sentiamo di confermare queste previsioni quando vediamo che i mercati finanziari, considerando le riserve delle società del settore, valutano i prezzi in un range compreso tra i 30 e i 35 dollari al barile”. Scaroni è ottimista per il futuro dell''industria petrolifera, grazie a un sistema che, nel suo insieme, appare come un ecosistema equilibrato: i rischi potenziali sono talmente dirompenti che ogni segnale di squilibrio viene ricondotto alla ragionevolezza”. I prezzi alti hanno due ragioni. La prima ragione - ha spiegato Scaroni - è che il prezzo è salito non per problemi nell''offerta, ma per una crescita inaspettata della domanda mondiale”, con la Cina e l''India che hanno raddoppiato la loro domanda di petrolio. La seconda ragione è invece legata alla produzione di prodotti petroliferi: “La capacità di raffinazione in questi anni è rimasta ferma o leggermente scesa, con particolari problemi in Usa e in Europa. I margini di raffinazione sono stati molto bassi per anni e non stimolavano investimenti e poi non si riusciva a creare nuove raffinerie”. Per quanto riguarda l''offerta, “l''orizzonte non è sereno”. Per quanto riguarda l''Iran “il programma nucleare ha creato serie complicazioni che non facilitano gli investimenti soprattutto delle compagnie Usa”. Della Russia Scaroni ha sottolineato il problema “irrisolto” della Cecenia che rischia di ripercuotersi in tutto il Caucaso, ricco di petrolio, “gettando una nube particolare sull''industria petrolifera della regione. In Venezuela Chavez manifesta intendimenti di indipendenza nei confronti degli Stati Uniti che possono destabilizzare il sistema, anche se ora è solo molto retorica”. Infine l''Iraq: “a oggi non produce nemmeno i 3 milioni di barili al giorno che producevano prima della guerra. La normalità tarda ad arrivare”. Per quel che concerne il nostro Paese, Scaroni sottolinea: “Abbiamo una produzione di quasi 200mila barili al giorno - ha detto - potremo fare di più, ma ci si scontra con il solito tema dell''equilibrio tra risorse e ambiente. Siamo un Paese dove tutti vogliono tutto, ma senza pagare il prezzo. Immaginare di sviluppare in modo importante le infrastrutture e il petrolio richiede una volontà molto forte. Io ce l''ho”. “L''Italia ha bisogno di scelte coraggiose di lungo termine. Ho invece l''impressione che negli ultimi venti anni la politica abbia cercato di pedalare in discesa, facendo cose semplici e in un''ottica di breve termine. Le scelte di lungo termine richiedono costanza e coraggio e non sempre sono gradite ai cittadini. Nessuno per esempio vuole vedersi costruire una centrale elettrica vicino casa. Ma ho la sensazione che siamo arrivati alla fine di questa strada in discesa. O la politica s''impegna a fare scelte, anche se non sempre popolari, oppure - ha sottolineato l''amministratore delegato della compagnia petrolifera - dovremo rassegnarci ad avere i prezzi più alti d''Europa. È arrivato il momento di decidere cosa vogliamo fare”. | |||