Ecomondo/4 - Unire: la strada per Kyoto passa dal recupero dei rifiuti 
  Rimini, 2 novembre – La strada per Kyoto passa dal riciclo dei rifiuti: è la filosofia dell’Unire (Unione imprese di recupero), aderente alla Federazione imprese di servizi (Fise), che al salone Ecomondo la scorsa settimana a Rimini ha presentato “L’Italia del Recupero”... 
  Rimini, 2 novembre – La strada per Kyoto passa dal riciclo dei rifiuti: è la filosofia dell’Unire (Unione imprese di recupero), aderente alla Federazione imprese di servizi (Fise), che al salone Ecomondo la scorsa settimana a Rimini ha presentato “L’Italia del Recupero”, sesta edizione di un’indagine sull’universo del riciclaggio che delinea le dinamiche e gli aspetti critici di un settore chiave del panorama industriale italiano. Lo studio è stato realizzato con il patrocinio del ministero dell’ambiente, del ministero delle attività produttive e di Apat, in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale sui Rifiuti e con il contributo di Conai ed Ecomondo. “I dati registrati nel 2004 - spiega il presidente Unire, Corrado Scapino - mostrano anche per quest’anno l’incremento a livello generale dalle raccolte differenziate anche tramite ingiustificati ampliamenti delle assimilazioni dei rifiuti da attività economiche a quelli urbani operate dagli enti locali. A questo incremento non è corrisposta una pari crescita delle quantità riciclate, in ragione, per alcuni settori, del mancato sviluppo della domanda: condizione che ha comportato, peraltro, la non piena utilizzazione della capacità di valorizzazione dei rifiuti nel nostro Paese”.
Rispetto agli anni precedenti l’indagine riscontra un aumento delle esportazioni dirette verso Paesi extraeuropei (solo per il macero la Cina, ad esempio, ha importato dall’Italia 40mila tonnellate nel 2004), riscontrando nel contempo un orientamento a privilegiare la domanda verso selezionate tipologie di rifiuto. Questo settore, oltre a rappresentare una risorsa non secondaria per l’economia italiana in termini di materie prime ed energia risparmiata, offre - sottolinea l’Unire - un contributo importante nell’ambito degli impegni di Kyoto, considerato che l’Italia detiene la maglia nera per il mancato rispetto degli accordi sulla riduzione delle emissioni “climalteranti”. Nel solo settore della plastica, ad esempio, grazie al riciclo si sono evitate emissioni di gas ad effetto serra per circa 105 milioni di tonnellate. Tale sarebbe stato, infatti, l’inquinamento immesso nell’ambiente se si fosse prodotto un quantitativo di nuove materie plastiche pari a quello riciclato. In particolare, per i settori interessati da apposite normative speciali basate sulla responsabilità del produttore del bene, Unire ritiene che “solo con il pieno coinvolgimento di tutta la filiera, e quindi anche dei recuperatori, possono essere assicurate soluzioni efficaci ed economiche per il raggiungimento degli obiettivi di recupero”.
 
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