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Allarme Orlando: “Al ministero dell’Ambiente tagli del 70% in dieci anni”

where Roma when Mar, 28/05/2013 who matteo

Il ministro, in audizione alla Camera, chiede più risorse per un dicastero “che non può essere solo un centro di crisi”. No allo spacchettamento delle competenze. Aperto il tavolo con la Coesione territoriale per i fondi strutturali al 2020

Il ministero dell’Ambiente va riorganizzato e rafforzato, dotando le politiche ambientali di maggiori risorse. È quanto ha sostenuto il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, nel corso dell’audizione alla commissione Ambiente della Camera dei deputati.
“L’attività del ministero – ha sottolineato Orlando – non deve essere relegata nel tecnicismo di autorizzazioni e controlli o, peggio, a un centro di crisi per la gestione delle emergenze. Uscire da questo tipo di gestione è una necessità ineludibile – secondo il ministro del governo Letta – per riuscire a imprimere quella svolta prospettica e programmatica all’attività del dicastero”. Inoltre, per Orlando è errata l’idea di “spacchettarne” le competenze attribuendole a diversi altri dicasteri.
Prioritario, invece, è lavorare per invertire la tendenza, in atto da almeno un decennio, a una sistematica spoliazione di risorse e strumenti a disposizione dell’Ambiente: “È mia opinione – ha detto Orlando – che non possa più reggere il binomio aumento delle competenze con diminuzione delle risorse. È dagli anni Duemila che le competenze del ministero si sono ulteriormente arricchite, soprattutto per il rilievo internazionale degli impegni assunti nell’ambito dell’Unione europea e delle convenzioni e protocolli delle Nazioni Unite (quasi settanta tra direttive e regolamenti europei e oltre venti accordi internazionali ratificati dal Parlamento, ndr)”. Ma a fronte di questo aumento delle competenze e delle responsabilità, il ministro segnala una diminuzione di oltre il 70% della dotazione annuale di bilancio del ministero e di quasi il 50% del personale rispetto al 2003.
“Infrazioni Ue figlie dei tagli all’Ambiente” – “Forse non è un caso – ha concluso il ministro – l’aumento vertiginoso del numero di procedure di infrazione comunitarie in materia ambientale: 31 casi su 98 a fine aprile 2012, di gran lunga il settore in cui l’Italia presenta maggiori difficoltà. Tali infrazioni, se dovessero perdurare, esporrebbero l’Italia al rischio di condanna e al pagamento di ingenti sanzioni”.
Orlando ha quindi annunciato che nei prossimi giorni avvierà un’interlocuzione con il ministero della Coesione territoriale per la programmazione e l’implementazione delle politiche per il ciclo 2014-2020 dei fondi strutturali.

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