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Rifiuti. Sotto inchiesta ex amministratori Pd (Brindisi) e M5S (Gela)

where Milano when Lun, 11/06/2018 who michele

Un sindaco è accusato di avere incassato una tangente per poter pagare Equitalia

La pubblica accusa ha chiesto la condanna a 5 anni di reclusione per un ex sindaco Pd di Brindisi accusato di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio perché sospettato di avere accettato una tangente da 30mila euro versatagli, secondo l'accusa, dal patron di una ditta appaltatrice. L'importo, a parere degli accusatori, sarebbe servito al sindaco per pagare in contanti un debito personale con Equitalia. In cambio l’azienda avrebbe ottenuto facilitazioni illegali nell'avvio all'esercizio dell'impianto di biostabilizzazione di rifiuti e produzione Cdr e Css di Brindisi.
Per l’imprenditore il pm Giuseppe De Nozza ha chiesto la condanna a 3 anni e 7 mesi di reclusione e per l’azienda, imputata come persona giuridica, è stata chiesta invece una sanzione da 270 mila euro. Si tornerà in aula davanti al gup Tea Verderosa il 19 giugno, data in cui sono previste le arringhe degli avvocati Massimo Manfreda e Vincenzo Farina. Nella stessa giornata dovrebbe anche essere emessa la sentenza di primo grado. emergenza-rifiuti.jpg

Nel frattempo in Sicilia quattro avvisi di garanzia sono stati notificati dalla Guardia di finanza al sindaco di Gela, al suo vicesindaco, assessore all'ambiente, a un dirigente del Comune e a un esponente dell’azienda che gestisce il servizio di nettezza urbana in città. A carico dei due amministratori comunali (ex M5s), l'accusa di abuso d'ufficio per avere sospeso i servizi aggiuntivi che permettevano, tra le altre prestazioni, di eliminare i rifiuti abbandonati per le strade dai cittadini che non rispettavano il calendario di ritiro della differenziata, causando il diffondersi di cumuli di spazzatura in varie zone della città e la conseguente crisi igienico-sanitaria. L'inchiesta giudiziaria è scattata ad aprile dopo le proteste della gente, i numerosi roghi con cui di notte sconosciuti bruciavano l'immondizia e dopo gli scontri politici tra la giunta che chiedeva l'adeguamento dei costi del servizio come debiti fuori bilancio e il consiglio comunale che puntualmente lo bocciava. A fare chiarezza sulla spesa per la rimozione dei rifiuti è intervenuta la Corte dei conti che ha permesso di scoprire un buco di 10 milioni e mezzo di euro ma a parere della difesa gli uffici comunali avrebbero in realtà dimenticato di inserire nel piano economico e finanziario degli ultimi tre anni e mezzo il costo dei servizi aggiuntivi, pari a 3 milioni annui. Per evitare altri roghi, lo stesso sindaco ha emesso una nuova ordinanza con cui ripristina fino a settembre i servizi per la pulizia straordinaria della città, spiagge comprese.

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