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​Caro Matteo - Lettera aperta di ANIE Rinnovabili e AssoRinnovabili per cambiare lo “Spalma-incentivi” alla Camera

where Milano when Lun, 04/08/2014 who michele

Le principali associazioni di produttori da rinnovabili invitano il presidente del Consiglio a cambiare idea. Chiesto un tavolo tecnico sulle proposte alternative

Con la recente approvazione al Senato del DL Competitività e della norma “spalma-incentivi” in esso contenuta, il Governo Italiano ha deciso che non è più tempo di sostenere la green economy. Anie Rinnovabili e AssoRinnovabili hanno inviato una lettera aperta al presidente del Consiglio Matteo Renzi perché faccia cambiare idea al suo governo sulle modalità di riduzione della bolletta elettrica e sul valore della filiera fotovoltaica.
“Il previsto taglio retroattivo delle risorse destinate agli impianti fotovoltaici non solo farà fallire migliaia di aziende produttrici di energia, comprese molte piccole e medie imprese (PMI), ma metterà anche in crisi l’intera filiera e le tantissime imprese manifatturiere che hanno investito nel fotovoltaico per autoprodursi l’energia e rilanciare la propria competitività. Si fermano gli investimenti in ricerca e innovazione delle tante imprese italiane che hanno scommesso sulle nuove tecnologie (accumulo, SEU, smart grids). Si allontanano definitivamente gli investitori esteri che avevano sottoscritto contratti e creduto nelle potenzialità del mercato italiano sulla base di parametri e rendimenti che ora invece vengono modificati in maniera retroattiva e unilaterale, creando un enorme danno reputazionale al Paese. L’obiettivo di ridurre il prezzo dell’energia per le PMI italiane è pienamente condiviso e può essere raggiunto con soluzioni alternative. Il settore dell’energia rinnovabile di fatto gioca un ruolo determinante nell’abbattimento nel tempo del prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica, che rispetto ad un anno fa è calato da 70 a 45 €/MWh. Ma il calo dei prezzi all’ingrosso continua a non riflettersi in bolletta, non certo per colpa delle rinnovabili. La Camera dei Deputati - conclude la lettera - può ancora intervenire per stralciare la norma. Chiediamo che si apra subito un tavolo tecnico che valuti le proposte alternative che già esistono e sono percorribili”.
 
 

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