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Rinnovabili: Bortoni, autoproduzione possibile e auspicabile

where Roma when Mer, 24/05/2017 who roberto

Lo ha detto il presidente dell’Aeegsi nel corso di un incontro di Legambiente e Free dedicato ai prosumer e alle utenze domestiche

"L'autoproduzione è possibile e auspicabileguidobortoni.jpg, per cui proponiamo di fare uno strumento regolatorio il più velocemente possibile, che sia flessibile per realizzare quei benefici che i prosumer si attendono, senza aspettare modifiche di rete e tante definizioni e modificazioni dell'assetto della produzione del consumo". Così all'Ansa Guido Bortoni, presidente Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico, a margine del convegno "Liberiamo in Italia l'autoproduzione da energie pulite" di Legambiente e Coordinamento Free a Roma presso l'Hotel Nazionale di Piazza Montecitorio. "La seconda proposta è quella della partecipazione dei consumatori alla vita del sistema - prosegue Bortoni -, in aggregato lo possono fare, possono partecipare dietro un corrispettivo, ovviamente non è gratuito, i consumatori possono essere pagati e possono partecipare al bilanciamento e alla sicurezza del sistema aggregandosi e con accumulo".
Infine Bortoni sottolinea: "Siccome questi strumenti non sono fisici né tecnologici, bisogna però essere sicuri che la promozione di queste realtà avvenga solo se queste sono sostenibili ambientalmente e quindi non ci siano autoproduzioni su base fossile che si prendono il premio di essere in questi schemi".
 
Nel corso del convegno sono state presentate e discusse due proposte che puntano ad aprire in Italia, come già avviene in altri Paesi, all'autoproduzione e distribuzione di energia da fonti rinnovabili, consentite dalle Direttive europee.
La prima innovazione riguarda l'introduzione di sistemi di produzione e scambio di energia da fonti rinnovabili attraverso reti private, nella forma di sistemi di distribuzione chiusi (previsti dalla direttiva 2009/72/CE), in modo che tra aziende limitrofe o all'interno di edifici si possa scambiare energia prodotta da fonti rinnovabili. Il vantaggio è che attraverso una gestione attenta di impianti e sistemi di accumulo si possono garantire contratti di immissione e prelievo stabili, permettendo quindi di ridurre sia le oscillazioni che la potenza impegnata per la rete.
La seconda proposta riguarda l'introduzione di incentivi per le utenze domestiche, per impianti fino a 10 KW, in prevalenza in autoconsumo e legati a sistemi di accumulo. Anche in questo caso si riducono gli scambi con la rete e le oscillazioni conseguenti. Si propone inoltre di rendere finalmente trasparente la fiscalità in bolletta e la modulazione nel pagamento degli oneri di sistema sulla base delle fonti utilizzate e dei vantaggi ambientali.
 
Per Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente "in Italia possiamo e dobbiamo aprire subito all'autoproduzione e distribuzione locale di energia da fonti rinnovabili. Oggi questa prospettiva può davvero creare uno scenario che porti opportunità per le imprese, le famiglie e i condomini attraverso le energie pulite. La novità è che questa prospettiva è al centro della nuova Direttiva europea sulle rinnovabili, che rafforza i prosumer e le comunità energetiche. Ma possiamo da subito introdurre questa opportunità senza aspettare la Direttiva. Le proposte che abbiamo presentato oggi dimostrano come si possano creare vantaggi per le imprese e le famiglie, anche perchè non esiste alcuna ragione giuridica o economica che possa impedire interventi che rendano l'Italia leader nel Mondo, in un campo di innovazione dove si incrociano fonti rinnovabili, smart grid, auto elettriche e storage dell'energia".
 
"L'autoproduzione con fonti rinnovabili e la piccola cogenerazione, se associate alla possibilità di vendere liberamente parte dell'energia prodotta anche mediante microreti locali - ha rilevato invece GB Zorzoli, Presidente del Coordinamento Free - possono promuovere la diffusione di tecnologie come il fotovoltaico senza il ricorso a incentivi, consentendo riduzioni di costi per gli acquirenti e ritorni economici per i fornitori, siano essi prosumer domestici o imprese”.

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guidobortoni
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