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​Scienza ed elettronica. Addio silicio, arriva il microchip di carta riciclabile

where Lisbona (Portogallo) when Lun, 13/06/2016 who redazione

A costo bassissimo e a basso impatto ambientale, potranno essere usati anche per marchiare prodotti di uso comune

universitanova1.jpgSostituire il silicio dei microchip con della semplice carta: ci sono riusciti due ricercatori portoghesi, dell'Università Nuova di Lisbona, sfruttando le proprietà della fibre di carta per sostituire il prezioso elemento alla base dell'industria elettronica. La nuova invenzione, che abbatterebbe di molto i costi di produzione e l'impatto ambientale, è candidata come una delle idee dell'anno al Premio europeo degli inventori di Lisbona. Grazie alle sue caratteristiche e al basso costo, il silicio è da sempre fondamentale nel mondo dell'elettronica, tanto da essere quasi un sinonimo di innovazione. Ma l'impatto ambientale dovuto alla sua lavorazione e allo smaltimento stanno spingendo a cercare nuove soluzioni. Una potrebbe arrivare dalla semplicissima carta, le cui proprietà sono state sfruttate da Elvira Fortunato e Rodrigo Martins per creare dei microchip green che funzionano senza silicio. "Finora la carta era stata usata come semplice supporto su cui creare i circuiti - ha spiegato Martins - , noi abbiamo trovato il modo di usarla come parte integrante di un microchip. In realtà non abbiamo dovuto vincere una complessa sfida tecnologica ma abbiamo semplicemente avuto un'idea nuova, ossia usare la carta per sostituire letteralmente il silicio". In particolare, i ricercatori portoghesi hanno capito il modo per sostituire le due principali funzioni del silicio nei microchip, come semiconduttore e allo stesso tempo come materiale isolante. Una ‘invenzione’ che permette anche di eliminare elementi come indio e gallio e di semplificare i processi di produzione, che possono essere fatti a temperatura ambiente, e rendere i microchip completamente riciclabili. I microchip di carta non potranno certo sostituire quelli che troviamo all'interno di pc o smartphone, ma potrebbero trovare grande diffusione per ‘marchiare’ a costi bassissimi prodotti che vengono immagazzinati o movimentati, ad esempio per tracciare i percorsi di lavorazione degli alimenti.

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Il rettorato della Universidade Nova di Lisbona
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