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Acqua. Sotto accusa il depuratore di Casteggio (Pavia), tredici indagati

where Pavia when Mar, 01/09/2020 who roberto

La società di gestione idrica di Pavia e un’azienda che produce lieviti e ingredienti per la panificazione sono accusate dell’inquinamento del torrente Coppa

La Procura di Pavia, assieme alla Forestaletorrente-coppa.jpeg di Pavia e alla Finanza di Voghera, hanno notificato avvisi di conclusione delle indagini preliminari a 13 persone (5 appartenenti alla pubblica amministrazione, 5 di una società privata produttrice di sostanze alimentari e altre 3 appartenenti ad enti con responsabilità di gestione dell’impianto di depurazione del Comune di Casteggio) e 2 società, rendendo noto che l’autorità giudiziaria, a vario titolo, sta procedendo nei loro confronti per i reati di inquinamento ambientale, abuso d’ufficio e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici.

La società di gestione idrica di Pavia e un’azienda che produce lieviti e ingredienti per la panificazione sono accusate dell’inquinamento del torrente Coppa.
Nel 2016 i forestali della stazione di Zavattarello avevano osservato che l’impianto di depurazione comunale di Casteggio aveva ha ricevuto anche reflui industriali provenienti dall’impianto di produzione di un’azienda alimentare contenenti elementi inquinanti in quantitativi sensibilmente superiori a quelli autorizzati o autorizzabili per legge, tali da non poter essere smaltiti correttamente, anche per inadeguatezza strutturale del depuratore, determinando così la compromissione delle acque del torrente Coppa con contestuale moria di fauna ittica.
 
La società privata dedicata alla produzione di sostanze alimentari, tramite il suo procuratore speciale con delega all’ambiente, si sarebbe resa altresì responsabile dell’inquinamento ambientale del suolo e del sottosuolo, mediante lo sversamento di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, sul terreno di proprietà della società stessa e altrui, nei pressi dello stabilimento sito in Comune di Casteggio. Le indagini hanno, inoltre permesso di riscontrare e segnalare alla Procura Regionale presso la Corte dei Conti di Milano un danno erariale di circa 2,9 milioni di euro, pari al costo degli interventi di ampliamento che sono stati sostenuti per il depuratore e che si sono rivelati inadeguati.

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha commentato l’indagine: “Mi complimento con la Procura di Pavia e con gli uomini dei Carabinieri Forestali e della Guardia di Finanza impegnati nell’operazione Acque Pulite per il lavoro svolto, che ha permesso di individuare una vera e propria organizzazione criminale dedita allo smaltimento illecito di reflui industriali a danno del sistema di depurazione comunale e di conseguenza dell’ambiente e della salute dei cittadini”.

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