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L’ambiente e la città. L’allarme del Wwf: “Il rischio del riscaldamento globale”

where Roma when Lun, 29/09/2025 who roberto

Nuovo rapporto dell’associazione ecologista: “Italia terza in Europa per pericolosità degli eventi meteo estremi che colpiscono le aree urbane”. Urban Nature 2025, in programma nel weekend del 4 e 5 ottobre con 100 eventi, celebra l’importanza del verde urbano per il benessere, la salute e la sicurezza dei cittadini.

Le città sono uno snodo chiave urban-nature.jpegper comprendere e affrontare il riscaldamento globale. Non solo sono tra le principali responsabili della situazione meteo, ma ne subiscono anche gli effetti più gravi: ondate di calore, siccità prolungate, alluvioni improvvise. E, per le città costiere, anche il rischio che in futuro ci sia un innalzamento del livello del mare. In occasione di Urban Nature, in programma il 4 e 5 ottobre, il Wwf lancia un rapporto dal titolo “Adattamento alla crisi climatica in ambito urbano: ripensare le città come sistemi viventi di natura e persone”, grazie alla collaborazione di esperte ed esperti di impatto della situazione climatica e gestione urbanistica, sanitaria, ambientale, sociale e di governance dell’adattamento.
 
Impatto urbano
Tra città metropolitane e comuni, le aree urbane sono responsabili in Italia del 75% delle emissioni globali di carbonio, a fronte di una occupazione della superficie terrestre pari al 3% (dato Anci). Dai dati statistici europei rappresentati dall’Ispra su danni economici e perdite umane, nel periodo che va dal 1980 al 2022 l’Italia si posiziona al terzo posto della classifica europea in termini di pericolosità degli eventi estremi che hanno colpito le nostre città e le persone che ci vivono. Nelle 4 città più popolose d'Italia (Roma, Milano, Napoli e Torino) le tabelle grafiche del Cmcc (Centro Euromediterraneo cambiamenti climatici) mostrano “chiaramente l’intensificarsi del riscaldamento globale nel corso del tempo".
 
Il rapporto del Wwf
Il rapporto del Wwf “Adattamento alla crisi climatica in ambito urbano: ripensare le città come sistemi viventi di natura e persone” è una raccolta di contributi di professionisti del mondo scientifico e accademico, che hanno costruito un’analisi su come favorire anche nelle città italiane una transizione verde urbana. “Adattare le città al rischio climatico – si legge nel documento - non è più un’opzione, ma una necessità. Dobbiamo ammorbidire gli impatti, creare zone cuscinetto, rendere i nostri insediamenti più resilienti, capaci di rispondere con una logica vegetale. È il principio delle nature-based solutions: alla forza della natura si risponde con la natura stessa”.
 
Le proposte: città parco
Tra le proposte emerse dal report spicca la creazione, anche in Italia, di città parco nazionali, aree urbane dove gli spazi verdi e le aree naturali fanno parte di scelte consolidate e si favorisce la diffusione di azioni sostenibili anche in funzione di una crescita della biodiversità. La prima città del mondo ad istituirsi come National Park City è stata Londra nel luglio 2019, seguita da Adelaide nel 2021, Breda nel 2022 e Chattanooga nel 2023. Attualmente sono decine le realtà urbane che intendono seguire il loro percorso, tra le quali Southampton, Glasgow e Rotterdam.
 
Le proposte: abitare
Un altro obiettivo è la creazione di un housing sociale climaticamente adattivo. Si propone cioè di integrare criteri di adattamento climatico e coesione sociale nelle politiche abitative, progettando alloggi e quartieri che favoriscano resilienza e relazioni sociali, attraverso standard obbligatori per l’efficienza energetica, con una attenzione particolare ad un percorso partecipativo dal basso.
 
Maledettamente maladattamento
Il rapporto del Wwf indica anche un tema raramente affrontato, quello che l’Ipcc, il Panel scientifico delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico, definisce “maladaptation” (cattivo adattamento): la situazione che si verifica quando le azioni intraprese per aiutare le comunità ad adattarsi al riscaldamento globale determinano, al contrario, un aumento della vulnerabilità stessa. Da tutti i contributi del report emergono almeno due indicazioni: l’adattamento non può essere un ghetto, ma deve pervadere tutte le politiche pubbliche e private, fino ad arrivare a un nuovo modello di città, adeguando risorse, organizzazione e strumenti; i meccanismi partecipativi, il coinvolgimento di popolazione e stakeholders sono essenziali per questo processo.
 
Contraddizioni
Viviamo in una grande contraddizione, afferma Mariagrazia Midulla, responsabile clima ed energia Wwf Italia. Mentre di clima si parla sempre meno nel dibattito pubblico, la situazione “desta sempre maggiori preoccupazioni sia tra gli scienziati, sia tra i cittadini. Gli impatti colpiscono i territori frequentemente e intensamente ma non sono uguali per tutti: purtroppo chi ha meno ed è più vulnerabile, di solito vive in aree già svantaggiate e ha anche meno mezzi per affrontare situazioni che possono cambiare radicalmente in poco tempo. Gli studiosi concordano sulla centralità della salute degli ecosistemi e della natura per affrontare l’adattamento, a cominciare dalle soluzioni innovative come quella delle città parco. Ma il piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico, approvato alla fine del 2023, è chiuso in un cassetto”.
 
Appuntamento nel weekend
La salute degli ecosistemi naturali è la nostra migliore garanzia per il futuro. Di questo parla il Wwf in occasione di Urban Nature, il festival annuale dedicato alla natura in città che per questa nona edizione torna sabato 4 e domenica 5 ottobre in tutta Italia con circa 100 iniziative fra passeggiate naturalistiche, laboratori didattici, attività nei musei scientifici e molto altro. Il Wwf sarà presente in particolare in tanti orti botanici italiani, ma anche giardini storici, parchi e oasi urbani, fino all’evento centrale che si terrà il 5 ottobre all’Orto Botanico di Roma.
L’iniziativa Urban Nature 2025 ha ricevuto il patrocinio del ministero dell’Ambiente, Associazione nazionale comuni italiani (Anci), Ispra, Società Botanica Italiana e Orti Botanici e Giardini Storici. Il festival diffuso sarà organizzato in collaborazione con comando unità forestali ambientali e agroalimentari carabinieri e l’Associazione nazionale musei scientifici.
 
Il progetto del Wwf https://www.wwf.it/cosa-facciamo/pub...

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