L’ambiente in numeri. Dai territori. Migliora (poco) la salute ambientale della Liguria
Pubblicata la Relazione sullo stato dell’ambiente in Liguria. Aumentano i rifiuti, cresce la raccolta differenziata: bravissimi gli spezzini, pessimi i genovesi. Migliora la qualità dell’aria. Il problema dell’aria inquinata nella zona di Cairo Montenotte. Un buon andamento per la biodiversità. Salvare la falesia di Camogli.
Una fotografia dell'ambiente ligure
aggiornata in base ai dati più recenti, per verificare cosa è migliorato e quali sono gli aspetti su cui gli enti competenti devono concentrare ancora attenzione e impegno. Questo il contenuto della nuova edizione della Relazione sullo stato dell'ambiente in Liguria (Rsa), curata dalla direzione generale ambiente della Regione, in collaborazione con la direzione generale difesa suolo e protezione civile e Arpal. L'obiettivo è presentare informazioni scientificamente rigorose e nello stesso tempo di facile lettura anche per un pubblico non specialistico.
La Rsa è uno strumento totalmente informatizzato, consultabile nel sito regionale e sul sito ufficiale della Regione Liguria per l'ambiente, con una rinnovata modalità di navigazione.
Rifiuti
Nel 2023 si evidenzia un aumento, seppur molto leggero, della produzione totale dei rifiuti urbani che raggiunge le 804.972 t rispetto alle 803.108 t del 2022. Al netto dei rifiuti urbani fuori privativa, il servizio pubblico ha gestito 779.900 t di rifiuti nel 2023, dato inferiore rispetto al minimo precedentemente toccato nel 2020. Di converso, il contributo accertato dei rifiuti urbani gestiti dai privati rispetto alla produzione totale è risultato pari al 3 %, ancora probabilmente sottostimato rispetto al fenomeno reale.
Parallelamente al dato sulla produzione totale, aumenta di conseguenza, complice anche il leggero calo di popolazione, la produzione pro-capite che si è assestata sui 530 chili per abitante, rispetto ai 528 chili per abitante anno dell'anno precedente. Il dato è ancora superiore alla media nazionale.
Raccolta differenziata
La raccolta differenziata in Liguria è ulteriormente salita nel 2023, arrivando al 59,35%, in incremento rispetto al 57,64%% del 2022 e con un + 21% in più rispetto al 38,63% del 2015. La provincia della Spezia mantiene il suo primato con una raccolta differenziata ulteriormente salita al 76,21% seguita dalla provincia di Savona con il 63,05%, dato sostanzialmente stabile rispetto all'anno precedente. Segue la provincia di Imperia che arriva al 57,12%, mentre in ultima posizione si conferma la Città Metropolitana di Genova, che raggiunge il 53,84%. Entrambe hanno comunque incrementato la raccolta differenziata di due punti percentuali rispetto all'anno precedente.
Vince la discarica
Ancora significativa come impatto sul dato complessivo la prestazione del comune di Genova, comunque in crescita al 47,02%, rispetto al 43,46 % dell'anno precedente. Al netto del comune di Genova, la stessa Regione supererebbe l'obiettivo del 65% (65,94%), mentre il resto della Città Metropolitana si troverebbe già al 68,14%.
La gestione, nel complesso, risulta ancora incentrata principalmente sullo smaltimento in discarica, destino, anche nella situazione transitoria attuale, di circa il 32% del rifiuto urbano prodotto e di notevoli quantità di rifiuti speciali, la cui produzione è aumentata del 9,3% rispetto al 2022.
Bene l'aria
Le valutazioni evidenziano nel tempo un complessivo miglioramento della qualità dell'aria, con particolare riferimento ai parametri storicamente più critici dovuto alle politiche e alle misure attivate ai diversi livelli istituzionali, volte al risanamento della qualità dell'aria.
Nel 2024, le concentrazioni limite e obiettivo per la protezione della salute riferite agli inquinanti biossido di zolfo, monossido di carbonio, benzene, particolato fine (pm10 e pm2,5), piombo, arsenico, cadmio, nichel sono rispettate su tutto il territorio regionale.
Il caso Cairo Montenotte
Tuttavia non sono completamente risolti i superamenti del limite medio annuo di biossido di azoto, nonostante il significativo miglioramento e persistono criticità per il benzo(a)pirene a Cairo Montenotte e per l'ozono. In particolare, il limite medio annuo di biossido di azoto è ormai ampiamente rispettato in tutte le 42 stazioni della Liguria con l'eccezione di 2 postazioni nell'agglomerato di Genova che sono orientate al monitoraggio del traffico veicolare.
Per quanto riguarda il benzo(a)pirene, il valore obiettivo sulla media annuale risulta ampiamente rispettato ovunque tranne che nella zona It0720 Bormida BaP, dove è stato superato nelle 2 postazioni industriali mirate al monitoraggio della sorgente industriale (cokeria), mentre nella postazione di fondo ubicata nell'abitato di Cairo è nuovamente rispettato, con un generale miglioramento rispetto al 2022 e al 2023.
Altri inquinanti
In risposta al superamento del limite per la concentrazione media annuale del biossido di azoto nel comune di Genova e alla relativa procedura di infrazione, sono tuttora in vigore a Genova bandi emanati dal comune per incentivare l'acquisto di biciclette a pedalata assistita e per incentivare la sostituzione di veicoli interessati da limitazioni con veicoli a nulle o basse emissioni.
Per quanto riguarda l'ozono perdurano superamenti dei valori obiettivo e della soglia di informazione, con un trend non univoco. Il 30 gennaio 2025, con la deliberazione di Giunta n.67, la Regione ha adottato la proposta di aggiornamento del Piano regionale di risanamento e tutela della qualità dell'aria comprensiva del rapporto ambientale e della Sintesi non Tecnica ai fini dell'avvio della fase pubblica della procedura di Vas.
Fiumi e laghi
Le acque interne superficiali presentano l’82% dei corpi idrici in stato chimico buono e circa il 45% in stato ecologico buono.
I dati non sono da confrontare con il passato perché è appena cambiato il sistema di rilevazione. Queste percentuali, tratte dalla classificazione dei corpi idrici relativa al sessennio 2014-2019, sono in peggioramento rispetto al periodo precedente (2009-2013), ma risentono tuttavia di una diversa modalità di trattamento dei dati: tra i due cicli di monitoraggio, infatti, sono stati abbassati alcuni standard di qualità chimica, mentre altri sono stati introdotti per la prima volta. Su tali cifre si dovranno paragonare le successive classificazioni, valutando l'efficacia delle misure di risanamento previste dal piano di tutela delle acque.
Siccità
Il periodo 2021-2023, sostanzialmente in linea con il sessennio 2014-2019 ma con una flessione, è stato fortemente condizionato da una marcata e prolungata siccità nel 2021-2022 che ha anche influito negativamente su alcuni degli indicatori di qualità; l’impatto è risultato sensibile soprattutto per le acque fluviali, sia per la minore diluizione degli scarichi sia per la sofferenza delle comunità igrofile, ma in maniera meno pronunciata anche sulle acque lacustri degli invasi, sottoposti a forti fluttuazioni di livello.
Sostanzialmente stazionaria appare la situazione qualitativa delle acque sotterranee, mentre la crisi idrica del 2021-2022 ha sicuramente causato un depauperamento quantitativo di numerosi acquiferi liguri. Gli indicatori di stato quantitativo per le acque sotterranee sono in corso di definizione e saranno pubblicati nelle prossime edizioni della relazione sullo stato dell’ambiente.
Coste in salute (forse)
L'ecosistema costiero è risultato ovviamente indenne dal periodo siccitoso 2021-2022 e si presenta generalmente in salute, con tutti gli indicatori biologici esaminati in condizioni almeno sufficiente ed una grande maggioranza in stato buono, con tendenza al miglioramento; per contro esistono alcuni inquinanti di natura chimica la cui presenza risulta localmente ancora al di fuori degli standard di qualità obiettivo per il 2021; tale criticità si riscontra raramente nelle acque, più diffusamente nei sedimenti marini, il cui trend nel lungo periodo appare in lento miglioramento.
Biodiversità e difesa del suolo
La ricchezza di biodiversità animale e vegetale in Liguria è documentata dalla presenza di 5.285 entità sistematiche nella check list dell’osservatorio ligure della biodiversità (Libioss).
Per quanto riguarda la difesa del suolo, secondo il report generato dalla piattaforma IdroGEO, alimentata da Ispra mediante la mosaicatura delle aree perimetrate dalle autorità di bacino distrettuali, viene stimata del 23,3% la percentuale di popolazione ligure residente nelle aree a bassa pericolosità di alluvione (p1), cioè le aree inondabili fino al tempo di ritorno maggiore considerato (t=500 anni) e del 5,9% la percentuale di popolazione ligure residente nelle aree a pericolosità da frana molto elevata (p4) o elevata (p3),
Dal 2006 al 2024, sono stati finanziati interventi strutturali di difesa del suolo con quasi 680 milioni di euro, ma il fabbisogno per interventi finalizzati alla messa in sicurezza delle aree a rischio molto elevato ed elevato, come desumibile dai piani di bacino approvati, ammonta a circa 1,5 miliardi di euro.
La falesia di Camogli
Nel 2024, in particolare, sono stati finanziati con oltre 30 milioni di euro (con fondi che il ministero per l'Ambiente ha assegnato al commissario di Governo con Dpcm del 27 settembre 2021) 23 interventi di mitigazione del rischio idrogeologico in altrettanti Comuni liguri; l'intervento maggiormente significativo inserito in questa programmazione è quello relativo al consolidamento della falesia sottostante il cimitero ed il belvedere di Camogli, per un importo superiore ai 5 milioni di euro.
Leggi la relazione sullo stato dell'ambiente in Liguria https://relazioniambiente.regione.li...


