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Animalìe. Cinghiali al censimento: l’Ispra ne stima un milione e mezzo in Italia

where Roma when Lun, 16/01/2023 who roberto

In sette anni abbattimenti aumentati del 45%. Danni all’agricoltura per 120 milioni di euro. Abruzzo e Piemonte le regioni più colpite

Cinghiali, continua la crescita cinghiali.jpgdegli abbattimenti (o “prelievi”) e dei danni: nel periodo 2015-21 il “prelievo” di cinghiali è aumentato del 45% e in media sono stati abbattuti circa 300mila cinghiali l’anno (di cui 257mila in caccia ordinaria e 42mila in interventi di controllo faunistico). Nello stesso periodo, gli importi annuali dei danni all’agricoltura sono oscillati tra 14,6 e 18,7 milioni di euro, con una media annuale pari a oltre 17 milioni.
Sono alcuni dei risultati della prima indagine di dettaglio a scala nazionale che l’Ispra ha realizzato grazie alle informazioni fornite dalle Regioni e dalle aree protette e che l’istituto ha comunicato ai ministri dell’Ambiente e dell’Agricoltura.
 
Il censimento
La consultazione di oltre 700 documenti e relazioni tecniche ha permesso, per la prima volta, di raccogliere i dati quantitativi indispensabili per fotografare in modo realistico l’andamento della gestione del cinghiale negli ultimi sette anni su tutto il territorio nazionale. La mancanza di un sistema omogeneo di raccolta dei dati a scala nazionale ha reso necessario un enorme sforzo di armonizzazione delle informazioni trasmesse; determinanti per la costruzione della banca dati utilizzata per le analisi, sono state le informazioni contenute nei “Piani regionali di interventi urgenti per la gestione, il controllo e l'eradicazione della peste suina africana”, elaborati nel 2022 da tutte le regioni e province autonome in risposta all’arrivo del virus nel nostro paese.
Sulla base dei numeri disponibili sui cinghiali prelevati e dei parametri reperibili nella letteratura scientifica, l’Ispra ritiene plausibile una consistenza minima al 2021 di un milione e mezzo di animali.
 
La caccia al cinghiale
Nei sette anni dello studio, l’86% degli abbattimenti di cinghiale (circa 1,8 milioni di animali) è avvenuto in attività di caccia ordinaria e il restante 14% (circa 295mila animali) in attività di controllo faunistico. Il 30% del prelievo totale (circa 6,3 milioni di animali) è stato realizzato in Toscana e sono sette le regioni che hanno prelevato oltre un milione di animali nel periodo 2015-2021 (Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte, Lazio, Umbria, Liguria e Marche), per un complessivo 73% del prelievo totale. L’abbattimento in caccia è stato realizzato per il 94% in territorio pubblico e solo il 6% in riserve di caccia private. La tecnica di caccia più utilizzata in Italia rimane la braccata con cani da seguita (88% degli animali prelevati), seguono il tiro selettivo da appostamento (9%), la girata (2%) e la caccia vagante (1%).
Questo tipo di prelievo è risultato all'incirca paritetico tra i sessi (51% maschi e 49% femmine), mentre è risultato sbilanciato per quanto riguarda l'età, con il 60% di adulti tra gli animali abbattuti e i restanti di meno di un anno. Il 38% dell’attività di controllo faunistico stata realizzata all’interno delle aree protette nazionali e regionali, la restante parte (circa 184mila animali) in territorio non protetto. La tecnica più utilizzata per il controllo è stata il tiro selettivo (52%), seguita da cattura (31%), braccata (11%) e girata - tecnica condotta con l’uso di un unico cane che segnala la traccia dei cinghiali - (6%).
 
I danni dei cinghiali
Nel periodo 2015-2021 la stima complessiva dei danni all’agricoltura è risultata di poco inferiore a 120 milioni di euro di danni, per un totale di oltre 105.000 eventi di danno. Complessivamente, il 36% degli importi (circa 30 milioni di euro) per danni da cinghiale è riferito alle aree protette nazionali e regionali, la restante parte (circa 89 milioni) ad aree non protette.
 
I danni maggiori in Abruzzo, Piemonte, Toscana, Campania e Lazio
Le regioni più colpite dai danni da cinghiale sono risultate Abruzzo e Piemonte con, nell’ordine, circa 18 e 17 milioni di euro nel periodo considerato.
Altre tre regioni hanno fatto registrare oltre 10 milioni di danni: Toscana, Campania e Lazio. Solo nella Provincia Autonoma di Bolzano non si rilevano danni all’agricoltura, in relazione alla distribuzione ancora molto limitata del cinghiale in questo contesto.

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