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Animalìe. La Lav contesta la legge sulla tutela penale dell’ambiente

where Roma when Lun, 23/02/2026 who roberto

È in corso il recepimento italiano della nuova direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente. A fine gennaio il Consiglio dei ministri ha licenziato uno schema di decreto legislativo i cui contenuti sono al vaglio delle Camere. L’Italia sta dimenticando la fauna selvatica? “Lo schema appare ancora fortemente ancorato alla logica classica dei reati ambientali”.

Quasi allo scoccare del secondolav.jpg anniversario della “nuova” direttiva sulla tutela penale dell’ambiente, il Governo italiano ha cominciato a muoversi per il recepimento. A fine gennaio il Consiglio dei ministri ha licenziato uno schema di decreto legislativo, i cui contenuti sono attualmente al vaglio delle Camere.
 
La direttiva
Nel delineare la normativa di riferimento, il legislatore europeo prende atto dell’insufficiente conformità, delle sopraggiunte esigenze e della scarsa coesione del diritto comunitario in materia di ambiente, habitat, biodiversità e tutela degli animali. La normativa comunitaria vuole rendere più coerenti e unitari questi aspetti attraverso due aspetti, e cioè con sanzioni penali proporzionate ed effettive che costituiscano un efficace mezzo di dissuasione, e con un coordinamento migliore tra disciplina penale e amministrativa. Inoltre, la direttiva delinea nozioni ampie di ambiente ed ecosistema, che ricomprendono anche l’insieme dinamico di piante, animali, funghi, microrganismi e delle componenti non viventi su cui gli esseri viventi insistono. La direttiva mira a proteggere tali matrici sia singolarmente intese, sia come parti di un tutto, cosicché non risulti concepibile la tutela di un ambiente naturale asetticamente inteso, senza quella degli esseri viventi che ne fanno parte. Animali e piante non sono più considerati elementi accessori dell’ambiente ma parti essenziali e inscindibili di un sistema dinamico.
 
Il testo di recepimento
In Italia lo schema di decreto sembra recepire l’impostazione della direttiva nel superare una visione antropocentrica del bene giuridico, e riconosce che la protezione dell’ambiente non può prescindere dalla salvaguardia anche degli animali selvatici.
 
La contestazione
A parere della Lav Lega anti vivisezionista, “l’impatto di tale prospettiva risulta attenuato da alcune scelte strutturali che rischiano di mantenere una protezione indiretta e mediata, anziché pienamente autonoma” e “si tratta di contenuti che sarà necessario rivedere, approfondire e rielaborare se non si vuole tradire l’intento riformatore del legislatore comunitario, le cui indicazioni sono state invero solo in parte ascoltate”.
Lo schema – avverte l’associazione animalista - appare ancora fortemente ancorato alla logica classica dei reati ambientali, nei quali l’offesa alla fauna rileva prevalentemente come conseguenza di una condotta di “inquinamento” dell’ecosistema o delle matrici ambientali, piuttosto che come lesione diretta di un bene giuridico autonomo. “Tale impostazione rischia di aggiungere poco a quanto già previsto dal Titolo VI-bis del libro II del Codice penale, non valorizzando appieno il salto di qualità richiesto dalla direttiva europea”.
“Noi di Lav cercheremo in tutti modi di far sentire la nostra voce e di non farci sfuggire questa importantissima occasione di rendere operativo il nuovo precetto impartito dall’art. 9 della Costituzione, secondo cui la Repubblica “Tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”.
 
Per saperne di più https://www.lav.it/news/recepimento-...

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