Biodiversità. Così Veneto e Croazia si alleano per difendere l’Adriatico
La Regione del Veneto lancia il progetto Brave per la tutela della biodiversità del Mare Adriatico. Nel progetto sono coinvolti pescatori, cittadini e diverse istituzioni, tra le quali anche le Regioni Emilia-Romagna, Marche, Puglia, Istria, Zara e altre.
È stato ufficialmente avviato
a Venezia il progetto Brave (Building Resilience and Adaptive Vision for the Adriatic Sea Environment), un'iniziativa transfrontaliera guidata dalla Regione del Veneto, direzione Progetti Speciali per Venezia. L'evento di avvio ha segnato l'inizio formale di questa “operazione di importanza strategica” (Osi), inserita nel programma Interreg VI-A Italia-Croazia e finanziata nell'ambito della Priorità 2–Ambiente condiviso verde e resiliente e dell'Obiettivo Specifico 2.2. Nel progetto sono coinvolti pescatori, cittadini e diverse istituzioni, tra le quali anche le Regioni Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Puglia, Istria, Zara e altre. L'obiettivo strategico del progetto è rafforzare la protezione della biodiversità e migliorare la funzionalità dell'ecosistema nel Mare Adriatico, un bacino di eccezionale valore naturale e socio-economico. Questa iniziativa nasce dalla necessità di affrontare in modo coordinato le crescenti pressioni ambientali che minacciano la salute e la resilienza del mare. La dotazione finanziaria del budget (totale del progetto) è pari a 6.869.437 euro.
La sfida
Il progetto Brave affronta le critiche sfide ambientali che minacciano l'equilibrio del Mare Adriatico, un ecosistema complesso dove le problematiche ecologiche e le attività economiche sono strettamente interconnesse. Tra le minacce principali figurano la proliferazione di specie aliene invasive, che alterano gli habitat e danneggiano settori come la pesca, e il progressivo declino della biodiversità causato da inquinamento e sovrasfruttamento.
A queste si aggiungono ostacoli di natura tecnica e comunicativa, come la frammentazione dei dati ambientali tra le diverse nazioni e la difficoltà nel rendere tali informazioni accessibili ai non esperti, elementi che finora hanno impedito una pianificazione transfrontaliera realmente efficace.
Il progetto
Per contrastare questi fenomeni, Brave propone un modello di gestione attiva e collaborativa che unisce istituzioni, centri di ricerca e operatori del settore in un fronte comune tra Italia e Croazia. Il cuore pulsante di questa strategia è l'innovazione tecnologica, rappresentata dalla creazione di una piattaforma digitale intelligente progettata per raccogliere e armonizzare i dati provenienti da fonti eterogenee. Questo strumento non si limita all'archiviazione, ma sostiene attivamente i processi decisionali basati sull'evidenza scientifica, offrendo soluzioni gestionali mirate per comparti vitali come l'acquacoltura e la pesca.
Monitoraggio
Il monitoraggio dell'ecosistema viene potenziato attraverso l'integrazione di metodologie tradizionali e tecnologie d'avanguardia. Il progetto prevede l'impiego di boe multiparametriche per la raccolta dati in tempo reale, telerilevamento satellitare, veicoli a pilotaggio remoto (rov) per l'osservazione dei parametri superficiali e tecniche molecolari come l'analisi del dna ambientale (edna), che permette di mappare le specie presenti senza interventi invasivi. L'approccio è arricchito dall'uso di nature based solution e dallo sviluppo di modelli ecosistemici capaci di simulare le interazioni tra le diverse pressioni ambientali.
Pescatori e cittadini
Un tratto distintivo dell'iniziativa è il forte impegno sociale e partecipativo, che vede il coinvolgimento diretto di pescatori, cittadini e policy maker in attività di formazione e citizen science. Questa cooperazione è essenziale per costruire un consenso diffuso su pratiche sostenibili e per rafforzare la governance internazionale. La visione a lungo termine di Brave mira a lasciare un'eredità duratura attraverso la formalizzazione di un piano d'azione congiunto e di un memorandum d'intesa, garantendo che gli strumenti sviluppati continuino a proteggere la resilienza dell'Adriatico e la prosperità delle comunità costiere anche dopo la conclusione del progetto.
Gli alleati
Capofila è la Regione del Veneto e i partner di progetto sono le Regioni Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche, Puglia e Istria, la Confcooperative Unione Regionale del Veneto, le province di Primorje-Gorski Kotar e Zara, le società provinciali di sviluppo Rera Sd della provincia di Spalato-Dalmazia e di Sebenico, l’Istituto Idrico Josip Juraj Strossmayer, la provincia di Dubrovnik-Ragusa-Neretva e infine il Centro croato di sviluppo dell’innovazione e la Piattaforma Tecnologica e di Innovazione dell'acquacoltura europea.
Per saperne di più https://www.italy-croatia.eu/web/brave


