In breve. Mappe Ispra, intesa Aubac+Ania contro le frane e altre notizie
Il ministero dell'Ambiente ha disposto che Eni Rewind riprenda i lavori per decontaminare Crotone dopo il ritrovamento di altri inquinanti. La Toscana finanzia la salvaguardia delle pinete costiere. Un nuovo passo fondamentale per il progetto Remare: oltre 80 stakeholder in un processo partecipativo ambizioso per rigenerare l’Adriatico Meridionale. Prosciolto Rida Ambiente.
Disinquinare Crotone
Il ministero dell'Ambiente ha disposto
l'immediata ripresa delle attività di scavo per la decontaminazione del sito di interesse nazionale di Crotone. Il provvedimento ribalta la decisione di Eni Rewind che il 14 gennaio aveva comunicato la sospensione unilaterale dei lavori nelle aree Agricoltura e discarica Pertusola sud. Lo hanno reso noto il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, e il presidente della Provincia, Fabio Manica. Il blocco delle attività era stato motivato da Eni Rewind con il ritrovamento, durante gli scavi, di rifiuti contenenti amianto e Tenorm, materiali radioattivi di origine naturale tecnologicamente potenziati. Il ministero dell’Ambiente ha ordinato ad Eni Rewind di riprendere i lavori di disinquinamento.
Pinete costiere toscane
Pinete litoranee, slittano al 27 febbraio 2026 i termini per la presentazione delle domande di accesso al bando per interventi di recupero e miglioramento. È quanto disposto dalla Regione Toscana per ottimizzare la risposta dei privati e garantire la massima partecipazione degli interessati che volessero accedere alle opportunità previste. Considerata l’importanza di assicurare, mediante la tutela attiva, la salvaguardia e la perpetuazione delle pinete, la misura è rivolta sia a soggetti pubblici sia a privati. Si vuole cercare di avviare il superamento delle situazioni di degrado e abbandono e di instaurare un meccanismo virtuoso che porti anche altri soggetti a intervenire nei boschi. Il termine delle domande di aiuto è prorogato alle ore 13 del 27 febbraio.
Il progetto Remare
Si è concluso tra le province di Brindisi e Lecce un percorso partecipativo promosso da Wwf Italia nell’ambito del programma internazionale Endangered landscape and seascape programme (Elsp) ed è stato scelto dalla comunità anche il nome del progetto: Remare (Recupero marino e costiero per comunità resilienti). Il percorso, coordinato dal Wwf Italia e finanziato dalla Fondazione Arcadia, ha coinvolto oltre 80 stakeholder in un processo partecipativo ambizioso. L’obiettivo è unire sostenibilità ambientale, sociale ed economica per rigenerare ecosistemi fragili come le praterie di Posidonia oceanica, il coralligeno e le dune costiere. Il cuore dell'iniziativa è un approccio "dal basso": pescatori, operatori turistici, istituzioni e associazioni sono stati chiamati non solo a individuare le criticità del territorio, ma a diventarne parte attiva nella soluzione. Tra le priorità individuate figurano il rafforzamento della legalità contro le attività illecite, la creazione di tavoli di co-gestione tra i diversi attori e la necessità di infrastrutture adeguate alle comunità di pesca artigianale, così come di dispositivi volti alla tutela dell’ambiente come telecamere, campi boe per proteggere la Posidonia, passerelle e steccati per proteggere le dune. Per saperne di più https://www.endangeredlandscapes.org....
Mappare le frane con Ispra
L’Ispra, in collaborazione con le Regioni e le Province Autonome, censisce quotidianamente i principali eventi di frana che provocano danni a edifici, beni culturali, infrastrutture primarie di comunicazione, tessuto economico e produttivo, per pubblicarli sulla piattaforma nazionale IdroGEO. IdroGEO è uno strumento facile da usare anche con uno smartphone, sviluppato dall’Istituto con l’obiettivo di favorire il coinvolgimento delle comunità e una maggiore consapevolezza sui rischi che interessano il territorio. Con “Verifica pericolosità” l’utente può cercare un indirizzo, oppure geolocalizzarsi in mappa e identificare il livello di pericolosità per frane e alluvioni in un intorno di 500 metri dal punto di interesse (abitazione, attività economica o produttiva). Per saperne di più: https://www.isprambiente.gov.it/it/p...
Aubac con Ania
Rafforzare la prevenzione e la gestione del rischio idrogeologico e della crisi idrica, promuovendo al contempo una maggiore resilienza del sistema assicurativo e del territorio. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto tra l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale (Aubac) e l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (Ania), rappresentate rispettivamente dal segretario generale Marco Casini e dal presidente Giovanni Liverani. L’accordo avvia una collaborazione strategica tra settore pubblico e assicurativo finalizzata a rafforzare la conoscenza e la gestione dei rischi naturali, anche in linea con il nuovo quadro normativo sulle coperture assicurative contro eventi catastrofali. L’integrazione tra pianificazione territoriale e strumenti assicurativi rappresenta un elemento chiave per migliorare prevenzione, adattamento e resilienza. Aubac e Ania istituiranno un tavolo tecnico permanente per il coordinamento delle attività e la verifica dei risultati, promuovendo iniziative comuni di ricerca, formazione e sensibilizzazione e favorendo un approccio integrato che metta in relazione pianificazione di bacino, prevenzione e resilienza assicurativa.
Rida Ambiente
Si è conclusa con il proscioglimento l’udienza predibattimentale che vedeva il patron di Rida Ambiente, Fabio Altissimi, insieme a due collaboratori, accusati di irregolarità nella realizzazione di un piazzale destinato allo stoccaggio di rifiuti vicino all’impianto di trattamento meccanico-biologico in via Valcamonica ad Aprilia. Il 19 gennaio il giudice monocratico del Tribunale di Latina, Elena Sofia Ciccone, ha dichiarato il “non luogo a procedere” perché mancavano le condizioni di una previsione di condanna. Parte dell’area contestata era stata sanata e autorizzata dalla Regione Lazio, come hanno ritenuto anche il Tar Lazio e il Consiglio di Stato.


