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Che caldo che fa. L’Aubac rileva: nel 2024 è piovuto molto meno, primato di caldo a +1,9°C

where Roma when Lun, 07/07/2025 who roberto

Un rapporto dell’Autorità di bacino dei fiumi dell’Appennino Centrale (Aubac) ha rilevato l’anno scorso una temperatura media annua superiore di +1,9°C rispetto al periodo di riferimento 1991–2020, una riduzione dell’83% delle nevicate e un calo generalizzato dei livelli idrici dei principali laghi naturali.

L’Autorità di bacino dei fiumi aubac.jpgdell’Appennino Centrale (Aubac) ha misurato il meteo del 2024 e ha presentato un rapporto secondo cui l’anno scorso è stato segnato da anomalie termiche record, un deficit generalizzato di precipitazioni e una crisi idrica prolungata in diverse aree del distretto. Le elaborazioni contenute nel rapporto evidenziano, tra l’altro, una temperatura media annua superiore di +1,9°C rispetto al periodo di riferimento 1991–2020, una riduzione dell’83% delle nevicate e un calo generalizzato dei livelli idrici dei principali laghi naturali.
 
Il bacino
Il distretto idrografico di competenza dell’Autorità di bacino dell’Appennino Centrale è costituito da otto bacini idrografici: il bacino del Tevere, il Tronto, il fiume Sangro, i bacini dell’Abruzzo e del Lazio, i fiumi Potenza, Chienti, Tenna, Ete, Aso, Menocchia, Tesino; il Fiora e i fiumi minori Foglia, Arzilla, Metauro, Cesano, Misa, Esino, Musone.
 
Analizzare i dati
Il monitoraggio ambientale come punto di partenza per comprendere i cambiamenti in atto e guidare le scelte per il futuro del territorio. È con questo obiettivo che l’Aubac ha presentato a Roma il primo rapporto “Dati climatici e risorse idriche”, un documento tecnico-scientifico che analizza l’andamento meteorologico e idrologico del distretto nel 2024.
Il rapporto inaugura una serie di pubblicazioni annuali pensate per aiutare con dati aggiornati e affidabili le attività di pianificazione territoriale, gestione delle risorse idriche e prevenzione del rischio idrogeologico nell’Italia centrale.
Nell’ambito delle sue funzioni istituzionali, Aubac ha adottato un sistema digitale avanzato per il monitoraggio continuo dei parametri ambientali, integrando i dati delle reti meteorologiche ufficiali delle regioni e dei radar del Dipartimento della Protezione Civile.
 
Il rapporto
Il documento analizza l’andamento meteorologico e idrologico del distretto, evidenziando i principali effetti del riscaldamento globale: anomalie termiche, scarsità di precipitazioni e crisi idrica. Il sistema di monitoraggio di Aubac integra dati regionali e nazionali per offrire indicatori e strumenti utili alla pianificazione, prevenzione e gestione sostenibile del territorio.
Oltre ai dati, il rapporto offre strumenti di lettura efficaci come mappe tematiche, indicatori e rappresentazioni mensili delle principali variabili atmosferiche. Il formato consente una consultazione intuitiva e immediata, utile sia per il lavoro tecnico degli enti, sia per la diffusione della consapevolezza ambientale tra cittadini e comunità locali.
Con questa pubblicazione, Aubac avvia un’attività strutturata e continuativa, che mira a costruire nel tempo una base informativa solida, aggiornata e pubblicamente accessibile.
 
I commenti
“La conoscenza è la prima condizione per agire in modo efficace. Questo rapporto rappresenta un salto di qualità nella capacità del distretto di leggere, comprendere e affrontare le dinamiche legate al riscaldamento globale. Si tratta di uno strumento tecnico ma anche strategico, al servizio delle amministrazioni, dei gestori e delle comunità locali, attraverso cui l’Autorità realizza la missione di pianificazione e governo delle risorse ambientali”, ha dichiarato Marco Casini, segretario generale di Aubac.
Nella stessa direzione, il deputato Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera: “Accolgo con favore il lavoro dell’Autorità di bacino dell’Appennino Centrale, che mette a disposizione uno strumento di straordinario valore tecnico e istituzionale per conoscere e affrontare le criticità ambientali. Da questo patrimonio di conoscenza devono scaturire risposte tempestive, in grado di orientare l’azione politica verso soluzioni efficaci, anche per contrastare gli effetti del riscaldamento globale”.
“In un contesto segnato da eventi estremi, come la siccità e le bombe d’acqua, è fondamentale dotarsi di strumenti di monitoraggio avanzati e di una visione integrata delle dinamiche territoriali. Grazie al lavoro di Aubac, stiamo rafforzando la capacità del Paese di prevenire e gestire i rischi idrici e idrogeologici”, ha concluso l’onorevole Vannia Gava, viceministra dell’Ambiente.
 
Per saperne di più: https://aubac.it/

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