Il clima della Cop30. Perdite di metano, dare energia all’Africa e altre notizie
Mission 300 intende dare l’accesso all’elettricità a 300 milioni di africani entro il 2030. Un incontro sui carburanti sostenibili e sui combustibili non fossili per alimentare i settori strategici. Soluzioni contro le emissioni fuggitive di metano. Rigenerare la natura. Risparmiare energia con riscaldamento e condizionamento più efficienti. Parlamentari per il clima, giornalisti per il clima, sportivi per il clima.
Mission 300 intende dare
l’accesso all’elettricità a 300 milioni di africani entro il 2030. Un incontro sui carburanti sostenibili e sui combustibili non fossili per alimentare i settori strategici. Soluzioni contro le emissioni fuggitive di metano. Rigenerare la natura. Risparmiare energia con riscaldamento e condizionamento più efficienti: è possibile tagliare del 64% le emissioni e uno studio Onu dice che si possono risparmiare 43 trilioni di dollari al 2050 con un "percorso climatizzazione sostenibile". Parlamentari per il clima, giornalisti per il clima, sportivi per il clima. Sono alcuni dei temi discussi a Belém, in Brasile, per la trentesima conferenza delle parti indetta dall’Onu sul clima.
Carburanti non fossili
Si è svolta la tavola ritonda ministeriale sull’attuazione del “Belém 4X Pledge on Sustainable Fuels”, promossa dal Clean energy ministerial su mandato della presidenza della Cop30. L’obiettivo è quadruplicare l’uso globale di carburanti sostenibili entro il 2035 rispetto al 2024 e mira a contribuire a raggiungere un futuro a zero emissioni nette in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi e le decisioni della Cop28 Global Stocktake, valorizzando il ruolo dei carburanti sostenibili, compreso l'idrogeno a zero e basse emissioni e i biocarburanti sostenibili, alla luce del loro ruolo chiave e complementare in tutti i settori per sostenere transizioni energetiche sostenibili, giuste, sicure e accessibili volte a raggiungere un futuro a zero emissioni nette attraverso un approccio tecnologicamente neutro e sul life cycle assessment. I carburanti sostenibili integrano l'elettrificazione e l'efficienza energetica, contribuendo a ridurre la domanda di combustibili fossili, in particolare nei settori difficili da abbattere, come l'aviazione, il trasporto marittimo e stradale, e i settori industriali, dove l'elettrificazione rimane costosa o non è ancora disponibile. Possono inoltre rafforzare la sicurezza energetica, creare occupazione rurale e ridurre la dipendenza dalle importazioni, aiutando sia le economie sviluppate che quelle in via di sviluppo. L’incontro ha visto il contributo attivo dell’Italia, tra i Paesi promotori insieme a Brasile e Giappone, con il sostegno dell’Agenzia Internazionale per l’Energia. Maggiori informazioni e il programma eventi sono disponibili al sito www.ItalyCop30.org
Effetto climatizzazione
In un mondo caldo la domanda di climatizzazione e raffreddamento potrebbe raddoppiare entro il 2050 a causa dell'aumento della popolazione, della ricchezza e degli eventi estremi. Tuttavia, un percorso di raffreddamento sostenibile potrebbe ridurre le emissioni del 64% - 2,6 miliardi di tonnellate di CO2 equivalenti - sotto i livelli previsti per il 2050. Inoltre, consentirebbe la tutela di 3 miliardi di persone e un risparmio di 43 trilioni (43mila miliardi) di dollari in costi di elettricità e infrastrutture. È quanto emerge da un report pubblicato dalla Unfcc, l'agenzia per il clima dell'Onu, in occasione della Cop30 di Belém (Brasile). In base all'attuale trend le emissioni di gas serra entro il 2050 sono destinate a raddoppiare rispetto ai livelli del 2022, a circa 7,2 miliardi di tonnellate di CO2 equivalenti. Questo, "nonostante gli sforzi per migliorare l'efficienza energetica, ridurre gradualmente i refrigeranti che contribuiscono al riscaldamento globale e sovraccaricare le reti elettriche durante i picchi di carico". Con un percorso di raffreddamento sostenibile combinato con una rapida decarbonizzazione del settore energetico globale, le emissioni residue legate al raffreddamento potrebbero però scendere al 97% al di sotto dei livelli attuali. In termini economici, si potrebbero invece risparmiare 17mila miliardi di dollari in costi energetici e 26mila miliardi di dollari in investimenti nella rete elettrica grazie alla riduzione della domanda di energia elettrica. Il percorso previsto dall'Onu combina strategie di raffreddamento passivo e a basso consumo energetico e ibrido (con ventilatori e condizionatori d'aria), l'adozione di apparecchiature ad alta efficienza energetica e l'accelerazione della graduale eliminazione dei refrigeranti idrofluorocarburi (Hfc).
La minaccia del metano
L’evidenza più critica emersa dal Global Methane Status Report 2025, prodotto dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep) e dalla Climate and Clean Air Coalition (Ccac), e presentato alla Cop30, è inequivocabile: nonostante un inedito slancio politico globale, e una crescente consapevolezza, le emissioni di metano continuano ad aumentare. Dal 2020, le emissioni globali sono cresciute di circa il 2%. Questa traiettoria pone il mondo nettamente fuori rotta rispetto all’obiettivo del Global Methane Pledge (Gmp), che mira a una riduzione di almeno il 30% rispetto ai livelli del 2020 entro il 2030.
Agricoltura, energia, rifiuti
Il rapporto sulle emissioni fuggitive di metano valuta che nel 2020, le emissioni di metano si attestavano a 352 milioni di tonnellate, concentrate in tre settori principali.
Agricoltura. Rappresenta la quota maggiore, quasi il 42% (pari a 146 milioni di tonnellate nel 2020). Le emissioni derivanti dal bestiame, in particolare, sono previste in crescita a causa dell’aumento della popolazione mondiale e dell’espansione degli allevamenti in Africa e America Latina.
Settore energetico: contribuisce per il 38% delle emissioni totali.
Settore dei rifiuti: costituisce il restante 20% delle emissioni.
Il gruppo di Paesi G20+ (che include i 19 Paesi sovrani del G20, più l’Unione Europea, Norvegia, Svizzera, Islanda e Nuova Zelanda) è responsabile del 65% delle emissioni globali.
In assenza di azioni aggiuntive (scenario Current Legislation Emissions – Cle), le proiezioni indicano un aumento drammatico delle emissioni: si prevede una crescita del 5% entro il 2030 e un aumento del 21% entro il 2050 rispetto ai livelli del 2020.
L’agricoltura e il settore dei rifiuti guidano questa crescita, con aumenti stimati rispettivamente dell’8% e del 13% tra il 2020 e il 2030. Solo il settore energetico mostra un lieve declino tra il 2020 e il 2030, guidato da un calo previsto del 12% nella produzione di petrolio, ma con una successiva ripresa fino a un aumento modesto dell’8% entro il 2050.
Ridurre le emissioni
Il rapporto sulle emissioni di metano sottolinea che applicare tutte le attuali politiche e piani nazionali (Nationally determined contributions Ndc e Methane action plans Map) potrebbe frenare la crescita attesa, ma risulterebbe solo in una riduzione dell’8% delle emissioni sotto i livelli del 2020 entro il 2030. Uno strumento per raggiungere l’obiettivo del Global Methane Pledge risiede nell’applicare le misure tecnicamente fattibili (maximum technically feasible reduction), che porterebbero a una riduzione del 32% delle emissioni di metano entro il 2030. I benefici annuali associati a questa riduzione sono enormi, a cominciare dall’efficacia economica: oltre l’80% di queste riduzioni potrebbe essere realizzato con un costo annuo basso o nullo.
Parlamentari climatici
Una delegazione di parlamentari italiani, guidata da Angelo Bonelli e Chiara Braga, ha incontrato, nel corso della Cop30 di Belém, il personale del ministero dell’Ambiente impegnato nei tavoli tecnico-scientifici del negoziato sul clima. All’incontro hanno partecipato anche i funzionari del ministero dell’Ambiente coinvolti nella cooperazione bilaterale e multilaterale sui temi dell’ambiente, del clima e dell’energia. In questi ambiti, il ministero collabora attivamente con numerosi partner internazionali, rafforzando la posizione dell’Italia nelle strategie globali. Nel corso dell’incontro è stato illustrato lo stato del negoziato, nonché le principali iniziative promosse dal ministero dell’Ambiente, tra le quali i progetti di ricerca e sviluppo su energie pulite, programmi di formazione e capacity building rivolti ai Paesi emergenti, e attività di aiuto tecnico per l’implementazione degli impegni presi nell’ambito dell’Accordo di Parigi. I rappresentanti del ministero hanno inoltre presentato gli eventi e le iniziative in corso in questi giorni a Belém.
Obiettivo Africa
Nell’Africa Pavillon si è svolto l’evento “Mobilising Commercial Capital for Renewable Energy and Energy Access in Africa”, organizzato dalla Banca Africana di Sviluppo. L’incontro ha inteso promuovere i flussi di capitali privati verso i mercati africani delle energie rinnovabili e dell’accesso all’energia, individuando percorsi concreti per mobilitare investimenti commerciali nei prossimi anni. È stato presentato il Sefa (Sustainable energy fund for Africa) come piattaforma per finanziare progetti nell’ambito dell’iniziativa Mission 300, finalizzata a garantire l’accesso all’elettricità a 300 milioni di africani entro il 2030.
Rigenerare la natura
“Nature to tackle the challenge of global warming: businesses and urban regeneration”, organizzato da UN Global Compact Network Italia e RemTech Expo, ha messo in luce il ruolo strategico della natura nella lotta al riscaldamento globale e sottolinea la necessità di un approccio integrato tra governi, imprese e cittadini. Due le sessioni: la prima, a cura di UN Global Compact Network Italia, ha illustrato uno studio sul contributo delle imprese italiane alla tutela del capitale naturale; la seconda, coordinata da RemTech Expo, ha offerto una riflessione su come città e territori possano rigenerarsi e contribuire a raggiungere gli obiettivi climatici globali.
Il clima dello sport
Nel padiglione Unfccc si è svolto l’evento “Game On for Climate: Harnessing Sports for Climate Action”, organizzato dalla Fondazione Mohammed VI per la protezione dell’ambiente e dalla Confederazione generale delle imprese del Marocco. L’evento ha valorizzato il potenziale dello sport come strumento per l’azione climatica, promuovendo modelli sostenibili e inclusivi. Attraverso il coinvolgimento di atleti, federazioni, imprese e istituzioni, sono state esplorate modalità con cui il settore sportivo può contribuire alla riduzione delle emissioni, all’efficienza energetica, alla sensibilizzazione del pubblico e all’attuazione delle strategie climatiche nazionali. Sono state presentate esperienze e partnership innovative di Africa, Mediterraneo e America Latina.
Giornalisti del clima
Si è tenuto al Padiglione Italiano l'incontro "Climate Comms and Environmental Journalism: Impacts and Innovation", che ha aperto i lavori della giornata. L'Italia ha ospitato l'iniziativa, promossa dalla Earth Journalism Network — una rete globale che dal 2017 collabora con lo Stanley Center — per riaffermare il ruolo cruciale dei media nella lotta per la verità e la trasparenza sulla situazione meteo. Ha aperto i lavori Alessandro Guerri (ministero dell'Ambiente), il quale ha sottolineato che l'ospitalità italiana è un impegno strategico per "una corretta e trasparente informazione". Guerri ha definito il ruolo del giornalismo "non solo un'opzione, è fondamentale" nell'era della disinformazione e ha ribadito l'impegno dell’Ue e dell'Italia nel fornire gli strumenti per "gestire la complessità e distinguere i fatti". Attenzione è stata data all'investimento sui giovani giornalisti del Global South, ribadendo la volontà italiana di lanciare nuovi programmi di formazione avanzata in sostenibilità e di creare i "lavori qualificati del futuro".


