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Il clima e le nostre montagne. Legambiente contro nuovi impianti di sci in Valcamonica

where Brescia when Lun, 22/11/2021 who roberto

Il Comitato Mto2694 contro l’ampliamento degli impianti sciistici Tonale Medio-Cima Le Sorti verso il demanio sciabile dell’Alta Valtellina

Due impianti di risalita, cinque stazionivalcamonica.jpg per le cabinovie, un rifugio, un parcheggio e 10 chilometri di nuove piste da sci. Sono queste le opere che il Comune di Ponte di Legno intende realizzare al Tonale Occidentale, passando per il Monte Tonale Occidentale, ideale collegamento sia con la Val di Viso verso la Valtellina che con gli impianti del Trentino, in Valbiolo. Si tratta di interventi siti all’interno del territorio del Parco dell’Adamello, in prossimità dei luoghi in cui si collega con il Parco dello Stelvio. Tuttavia, questo genere di amore per la montagna,  che attrae tanti sciatori e amanti delle attività in quota, non viene condiviso da chi intende l’amore per la montagna come preservazione senza mutazioni. “In tempi di variazioni climatiche così impressionanti - dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia - dove i ghiacciai per primi non vengono risparmiati dalle alte temperature, si ipotizzano nuovi impianti sciistici, per assecondare un turismo che lascia per gran parte dell’anno luoghi anonimi e paesaggi deturpati.”

Secondo le associazioni contrarie agli investimenti, “le opere comporteranno diboscamenti e il probabile danneggiamento delle trincee della Prima Guerra Mondiale, classificate di interesse archeologico, conseguenza dello sbancamento per collocare le stazioni della cabinovia e la movimentazione di migliaia di metri cubi di terre e rocce in una zona di rischio valanghe a elevata o molto elevata pericolosità. Soprattutto, si tratta di interventi che assecondano previsioni urbanistiche che prefigurano nuove invadenti edificazioni in un tratto di fondovalle finora risparmiato da quella edilizia di consumo che caratterizza negativamente il paesaggio dell’Alta Valle Camonica, capitale alpina delle seconde case, in cui si snodano schiere di migliaia di edifici inutilizzati per gran parte dell’anno, mentre la popolazione dei residenti è in continua e inesorabile riduzione”. “Abbiamo già espresso la nostra contrarietà ai nuovi impianti e stiamo lavorando con il Comitato Mto2694 che per primo ha sollevato il problema – dichiara Livio Pelamatti, presidente del Circolo Legambiente Vallecamonica. – Chiediamo al Comune di Ponte di Legno e alla Regione Lombardia di pensare ad un diverso sviluppo della montagna, allocando le risorse pubbliche su interventi davvero prioritari per qualificare l’economia e l’ambiente della valle, se si pensa anche solo all’urgenza delle bonifiche delle aree industriali dismesse come quella della ex Selca”.

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