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Cop30. I temi di Belém. L’accordo Ue sul clima. I dettagli e le contestazioni

where Bruxelles when Lun, 10/11/2025 who roberto

Alcuni dei temi della COp30 sul clima: il ruolo delle foreste e l’impatto del riscaldamento globale. I contributi del Cmcc e del think tank Ecco. La posizione europea: taglio del 90% di emissioni nocive al 2040 con meccanismi di flessibilità.

I temi di Belém: foreste
Il tema delle foreste assume cop30.jpgcentralità nel dibattito sul clima: qui convergono diversi aspetti dei negoziati, come le politiche e gli strumenti verso la net zero society, l’assorbimento di CO2 dall’atmosfera e i conseguenti cambiamenti di uso del suolo, con deforestazione, afforestazione e agricoltura tra i nodi centrali.
 
I temi di Belém: l’impatto
Le conseguenze del riscaldamento globale sui sistemi socioeconomici, la distribuzione delle responsabilità, i diversi settori dell’adattamento, la vulnerabilità delle comunità umane e dei sistemi ambientali, come finanziare soluzioni e strategie di adattamento, sono aspetti a cui il processo negoziale dedica specifici gruppi di lavoro e alla Cop sono protagonisti di approfondimenti e incontri.
 
I temi di Belém: l’Europa
Dopo un negoziato breve ma intenso, i ministri europei dell’ambiente hanno raggiunto a Bruxelles un compromesso sugli obiettivi climatici del 2040 da presentare alla Cop30 di Belém, in Brasile. L’intesa preparata dalla presidenza danese dell’Unione europea introduce vari elementi di flessibilità, pur lasciando inalterato il target principale: l’obiettivo è ridurre del -90% le emissioni di CO2 al 2040 rispetto al 1990 – anno di riferimento - con possibilità di usare crediti internazionali e un impegno al 2035 definito Ndc (Nationally Determined Contribution). La Commissione Ue ha accolto con favore il rafforzamento dell'ambizione climatica dell’Ue in vista della Cop30. Per l'Italia l'accordo trovato al Consiglio Ambiente sulla revisione della legge sul clima è un "buon compromesso" che riconosce le "istanze" presentate dal nostro Paese, dice il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto.
È prevista la possibilità di contabilizzare nel bilancio delle emissioni fino al 5% di crediti internazionali di carbonio extra Ue.
Il 5% di crediti esteri potrà essere acquistato dai Paesi per coprire gli sforzi nazionali.
Il contributo determinato nazionale (Ndc), cioè il contributo della Ue agli sforzi mondiali sul clima per il 2035 richiesti dagli impegni della Cop30 di Belém, in Brasile, prevede un taglio delle emissioni compreso tra il 66,25% e il 72,5% rispetto al 1990.
 
Qui Bruxelles
La Commissione ha accolto con favore l'accordo raggiunto dagli Stati membri “su un nuovo e ambizioso contributo dell’Ue determinato nazionale (Ndc) nel quadro dell'accordo di Parigi” e “invia alla comunità mondiale un segnale forte e unito che conferma il suo fermo impegno a conseguire gli obiettivi dell'accordo di Parigi e a collaborare con i partner globali per ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Ciò dimostra chiaramente l'impegno e la leadership dell’Ue. Dice la commissione di Bruxelles: “L’Ue si reca ora alla Cop30 con il suo nuovo Ndc, discussioni in fase avanzata sull'obiettivo per il 2040 e un messaggio chiaro: L'Europa continua a seguire la rotta e a rispettare i suoi impegni in materia di clima, nazionale e mondiale”.
 
Qui Roma
Dice Pichetto: "È stata una trattativa intensa: la Commissione ha riconosciuto che le istanze che portavamo avanti come Italia, e come gruppo di Paesi uniti all'Italia, erano rilevanti ed erano importanti, equilibrate. Ha riconosciuto le istanze che riguardavano lo slittamento di un anno dell'Ets 2".
"Per la prima volta" vengono citati nella normativa "i biofuel, i biocarburanti".
Si è aperto alla possibilità di "passare dal 3 al 5% dei crediti di carbonio internazionali, ma anche di inserire poi, in fase di revisione, un 5% a valere su quelli che sono i crediti domestici".
 
Qui Ecco
Secondo Luca Bergamaschi, Co-fondatore e direttore esecutivo di Ecco – il think tank italiano per il clima, si tratta di “un segnale positivo, che chiarisce la posizione europea in vista della Cop30. Nessun grande blocco di paesi emettitori ha obiettivi così ambiziosi per i prossimi 15 anni, al netto delle flessibilità. Ma ora è fondamentale che questi impegni si traducano in politiche e investimenti a favore dell’elettrificazione dell’economia e dell’efficienza energetica, senza ritardi o deregolamentazioni”.
Nel frattempo un nuovo rapporto di Ecco e il think tank Odi Global, “I contributi dell’Italia alla finanza internazionale per il clima”, mostra che, nonostante alcuni progressi, il nostro Paese è ancora lontano dal livello atteso di contributi. Nel 2023 i contributi finanziari attribuibili all’Italia sono aumentati a 3,4 miliardi di dollari, circa il 73% della sua quota equa, ma da 2 anni rimangono disattese le promesse fatte di contribuire al Fondo per le Perdite e i Danni. Eleonora Cogo, responsabile cluster finanza di Ecco ha detto: “Per presentarsi a Belém come un partner credibile, l’Italia dovrà formalizzare gli impegni economici annunciati, garantire maggiore trasparenza nei flussi finanziari e allineare tutti i flussi finanziari agli obiettivi climatici.”
A completare questo quadro, Ecco ha presentato un’analisi dell’avanzamento del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (Pniec) 2025. Dall’analisi emerge un significativo ritardo dell’Italia nel percorso di riduzione delle emissioni rispetto agli obiettivi europei. I settori dei trasporti e del civile restano i più critici, con emissioni stabili o in aumento e investimenti in calo, aprendo a rischi di infrazione e maggiori oneri per i conti pubblici. Nonostante alcuni progressi sul fronte delle rinnovabili (+13,5 GW tra 2023 e 2024, +4 GW nei primi otto mesi del 2025), il Piano resta non allineato al percorso europeo del Fit for 55. Persistono inoltre criticità nella fiscalità energetica, che continua a penalizzare l’elettricità rispetto ai combustibili fossili, rallentando la diffusione di tecnologie pulite. Chiara Di Mambro, direttrice strategia Europa e Italia di Ecco, ha detto: “Senza un riallineamento immediato del Pniec agli obiettivi, l’Italia pagherà due volte: in competitività e in bolletta. Servono scelte sulle politiche fiscali e industriali che spostino consumi e investimenti verso elettricità, efficienza e rinnovabili”.
 
Qui Cmcc
Il Cmcc, centro di ricerca leader globale sul riscaldamento globale, porta la sua esperienza internazionale alla Cop30 in Brasile. Le competenze di scienziate e scienziati, gli ultimi risultati degli studi più avanzati sulle scienze del clima sono a disposizione dei negoziati e delle politiche climatiche alla conferenza brasiliana.
Il Cmcc è direttamente impegnato su alcuni dei temi più rilevanti, come le foreste e la riduzione delle emissioni, le politiche e le soluzioni di adattamento, gli impatti del meteo sulla salute, la resilienza delle aree costiere.
 
Il documento europeo per Belém: https://ec.europa.eu/commission/pres....
Lo studio di Ecco sul Pniec https://eccoclimate.org/it/piano-naz....
Una tabella riepilogativa di Ecco https://eccoclimate.org/wp-content/u....

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