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I costi del clima. Così scendono i danni nel mondo e in Italia. Tornati al 2015

where Milano when Lun, 02/03/2026 who roberto

Le perdite economiche globali causate dai disastri naturali, 260 miliardi di dollari nel 2025, sono al livello più basso dal 2015. In calo gli eventi estremi anche in Italia. Le perdite assicurate sono rimaste elevate, attestandosi a 127 miliardi di dollari. Lo afferma il rapporto “Climate and Catastrophe Insight” di Aon, compagnia multinazionale di intermediazione assicurativa e riassicurativa.

Le perdite economiche globali climatecatastrophe2026.jpgcausate dai disastri naturali, 260 miliardi di dollari nel 2025, sono al livello più basso dal 2015. Le perdite assicurate sono rimaste elevate, attestandosi a 127 miliardi di dollari. Lo afferma un rapporto di Aon, compagnia multinazionale di intermediazione assicurativa e riassicurativa.
Lo studio annuale “Climate and Catastrophe Insight” fornisce dati e analisi completi sui disastri naturali a livello globale e sulle tendenze meteo nel 2025.
Nel rapporto c’è anche un dettaglio sull’Italia: il 2025 è stato per l’Italia un anno favorevole dal punto di vista della sinistrosità catastrofale, con un numero contenuto di eventi di grande impatto rispetto alla media storica. Tuttavia, una parte significativa delle perdite economiche è rimasta non assicurata, e conferma che in Italia è ancora rilevante la diffidenza nelle forme assicurative.
Il rapporto mostra che eventi frequenti e di grande portata stanno ridefinendo i modelli di perdita globali e sottolinea l'importanza fondamentale della resilienza sia fisica che finanziaria per aiutare le organizzazioni a gestire la volatilità e per ampliare l'assicurabilità.
 
Le tempeste
Ecco alcuni dei dettagli del rapporto Aon sui danni climatici del 2025. Le tempeste convettive severe hanno superato per danni i cicloni tropicali e sono diventate il rischio assicurato più costoso del XXI secolo. Solo nel 2025, hanno generato 61 miliardi di dollari di perdite assicurate a livello mondiale, il terzo valore più alto mai registrato. Le perdite assicurate si attestano a 127 miliardi di dollari a livello globale.
 
Finanza del rischio
Le perdite economiche globali causate dai disastri naturali hanno raggiunto i 260 miliardi di dollari nel 2025, il livello più basso dal 2015, ma le perdite assicurate sono rimaste elevate, attestandosi a 127 miliardi di dollari, segnando il sesto anno consecutivo in cui gli indennizzi assicurativi hanno superato la soglia dei 100 miliardi di dollari.
Questa divergenza riflette come gli eventi ad alta frequenza e forte severità, in particolare negli Stati Uniti, continuino a causare perdite assicurate sostanziali anche in anni con un livello di rischio inferiore alla media. In molte aree, soprattutto nei mercati emergenti, oltre la metà delle perdite economiche è rimasta non assicurata, esponendo milioni di persone al rischio finanziario.
Quantificando il ritorno sull'investimento delle misure di mitigazione e dimostrando agli assicuratori e ai fornitori di capitali una credibile riduzione delle perdite, le organizzazioni possono ridefinire le modalità di finanziamento del rischio e ottenere coperture assicurative più sostenibili. Questo crea opportunità per il settore di impiegare il capitale in modo più efficace e colmare il gap di protezione esistente.
 
I numeri
Nel 2025 gli assicuratori hanno coperto quasi la metà delle perdite economiche globali, lasciando un gap di protezione del 51%, il più basso mai registrato. Ciò è stato il risultato di eventi ad alto impatto concentrati negli Stati Uniti.
Nel 2025 si sono verificati 49 eventi con perdite economiche pari o superiori a un miliardo di dollari (superiori alla media di lungo periodo di 46), mentre gli eventi con perdite assicurate pari o superiori a un miliardo di dollari sono stati 30, superando di gran lunga la media storica di 17, a sottolineare l'effetto cumulativo di catastrofi di media entità frequenti.
Gli incendi boschivi in California (Palisades ed Eaton Fires) sono stati gli eventi più costosi dell'anno, causando perdite economiche per 58 miliardi di dollari e perdite assicurate per 41 miliardi di dollari, rendendoli gli incendi boschivi più costosi mai registrati a livello globale.
Il numero totale di vittime a livello globale è stato di 42mila, causate principalmente da terremoti e ondate di calore, il 45% in meno rispetto alla media del XXI secolo. Il terremoto in Myanmar è stato l'evento più letale, se si escludono le ondate di calore, causando 5.456 vittime.
 
Nel mondo
Lo studio di Aon fornisce inoltre approfondimenti sulle tendenze nelle diverse aree del mondo. Negli Usa si è verificato oltre il 54% delle perdite economiche globali, con valori superiori alla media trainati da incendi e SCS. Le perdite assicurate hanno raggiunto i 103 miliardi di dollari, pari all’81% delle perdite del settore assicurativo totali. L’uragano Melissa è stato l’evento più costoso delle Americhe, con 11 miliardi di dollari di danni economici e 2,5 miliardi di dollari di perdite assicurate in Giamaica, Cuba e in altri Paesi. Il Sud America ha subito gravi conseguenze a causa della siccità, in particolare il Brasile, dove la prolungata siccità ha causato perdite agricole per circa 5 miliardi di dollari. Gravi inondazioni hanno colpito Messico, Ecuador e Bolivia. Il terremoto in Birmania è stato l’evento più letale, fatta eccezione per le ondate di calore, con 15,7 miliardi di dollari di perdite economiche. Anche le inondazioni in Cina e i cicloni nell'Asia meridionale e sud-orientale hanno causato perdite significative. L'Australia ha registrato due eventi con perdite assicurate pari a due miliardi di dollari.
 
In Italia
Il 2025 è stato per l’Italia un anno relativamente favorevole dal punto di vista della sinistrosità catastrofale, con un numero contenuto di eventi di grande impatto rispetto alla media storica. Tuttavia, una parte significativa delle perdite economiche è rimasta non assicurata, confermando come il divario di protezione sia ancora rilevante. Le iniziative avviate dal Governo, tra cui l’introduzione dell’obbligatorietà della copertura assicurativa contro le catastrofi naturali per le imprese, vanno in questa direzione e rappresentano un passo importante per migliorare la resilienza del tessuto produttivo italiano. In parallelo, la creazione del pool riassicurativo nazionale per i rischi catastrofali, sviluppato con il sostegno del mercato e di Ania, costituisce un elemento chiave per aumentare capacità e stabilità nel lungo periodo. In questo contesto, l’adozione di modelli catastrofali sofisticati, dati ad alta granularità, tecnologie di exposure management e strumenti avanzati di analisi del rischio meteorologico è fondamentale per affiancare assicuratori e imprese nella valutazione del rischio, nella definizione di coperture sostenibili e nella gestione efficiente del capitale. Aon ha contribuito alla progettazione e alla gestione del pool mettendo a disposizione competenze tecniche, capacità di modellazione e accesso ai mercati riassicurativi globali, a sostegno di un sistema più solido e resiliente.
 
Meccanismi assicurativi
Il report Climate and Catastrophe Insight evidenzia come il trasferimento alternativo del rischio stia diventando cruciale per fornire il capitale necessario ad aiutare le organizzazioni a mitigare i rischi e rafforzare la resilienza. Ad esempio, i prodotti assicurativi parametrici, che rilasciano automaticamente fondi al verificarsi di specifiche condizioni di attivazione, si sono rivelati fondamentali durante eventi come l’uragano Melissa, consentendo una rapida ripresa delle comunità colpite. La Giamaica, ad esempio, ha ottenuto oltre 650 milioni di dollari di liquidità entro due mesi dall’impatto, grazie alla protezione tramite cat bond con trigger parametrico.
Oltre a promuovere soluzioni alternative di gestione del rischio, il report invita a rafforzare la resilienza attraverso tecnologie più intelligenti e infrastrutture più solide; migliori sistemi previsionali, standard edilizi resilienti e infrastrutture modernizzate per ridurre i danni nel lungo periodo e aiutare comunità e imprese a riprendersi più rapidamente.
“I dati del Climate and Catastrophe Insight Report 2026 confermano che la sfida climatica è ormai strutturale e i danni causati a inizio anno nel sud Italia dal ciclone Harry sono un segnale anche per il nostro paese”, ha commentato Pietro Toffanello, ceo di Aon Reinsurance Italia. “La riduzione del gap di protezione a livello globale è un segnale positivo, ma evidenzia allo stesso tempo quanto sia fondamentale continuare a rafforzare la resilienza fisica e finanziaria, soprattutto nei mercati più esposti e meno assicurati. In questo contesto, il settore riassicurativo svolge un ruolo chiave nel sostenere capacità, innovazione e soluzioni di trasferimento del rischio evolute. L’integrazione tra modelli avanzati, dati di qualità e tecnologie di analisi del rischio consente ad assicuratori, imprese e istituzioni di trasformare l’incertezza meteorologica in decisioni più informate, sostenibili e orientate al lungo periodo”.

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