Difendere il mare. L’Autorità Anticorruzione contro il ministero dell’Ambiente
Dal 1998 il ministero dell’Ambiente assegna ininterrottamente al consorzio Castalia il servizio di disinquinamento del mare. “Violati i principi di concorrenza e accesso al mercato”. I dettagli sul servizio di prevenzione, contenimento e contrasto dell’inquinamento marino da idrocarburi.
Dal 1998 il ministero dell'Ambiente
affida il servizio di prevenzione, contenimento e contrasto dell’inquinamento del mare da idrocarburi sempre allo stesso operatore, cioè al consorzio Castalia. E questo non va bene, dice con una delibera l’Autorità Anticorruzione (Anac). Inoltre, “la scelta di configurare l’affidamento del servizio nazionale di pronto intervento antinquinamento marino in un unico lotto di rilevanza nazionale non risulta preceduta da un’adeguata istruttoria e sorretta da un’adeguata motivazione, con conseguente possibile incidenza sulla contendibilità del mercato e in potenziale contrasto con i principi comunitari di accesso al mercato, tutela della concorrenza e favor partecipationis”, aggiunge l’Anac nel contestare l’affidamento a Castalia.
Per i profili di competenza, l’Anac ha mandato la sua delibera all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, cioè all’Antitrust.
La delibera contro il ministero è stata approvata dal consiglio dell’autorità il 28 gennaio e fa riferimento a un appalto di 41,8 milioni, per un valore complessivo stimato dell’affidamento di oltre 100 milioni, e, al contempo, ricostruisce il susseguirsi degli affidamenti precedenti e le modalità di gestione, nel tempo, del servizio nazionale di pronto intervento antinquinamento marino da idrocarburi.
Più lotti
La suddivisione degli appalti in lotti funzionali o prestazionali è espressione del principio di accesso al mercato e costituisce uno strumento volto a favorire la più ampia partecipazione alle procedure degli operatori economici, in particolare delle piccole e medie imprese, garantendo l’effettiva contendibilità degli affidamenti, ha spiegato l’Autorità.
“La decisione della stazione appaltante di non procedere alla suddivisione in lotti richiede una motivazione specifica, coerente con l’oggetto dell’affidamento, che dia conto, oltre delle ragioni tecniche, economiche o funzionali, anche del contemperamento con l’interesse all’apertura alla concorrenza e della partecipazione delle piccole e medie imprese. In assenza di un apparato motivazionale adeguato, che dia conto di un’adeguata istruttoria, la scelta di prevedere l’affidamento dell’appalto in un unico lotto nazionale si pone in contrasto con i principi di accesso al mercato, tutela della concorrenza e di favor partecipationis sanciti dal diritto comunitario e recepiti dalle norme nazionali”.
Il pattugliamento
L’Autorità ha poi rimarcato, in relazione al precedente appalto, come “l’eliminazione dal contratto in essere, a decorrere dal dicembre 2024, del pattugliamento continuativo finalizzato al contenimento del marine litter e del pattugliamento delle aree prospicienti le piattaforme off-shore, presenta profili di criticità in relazione al principio di immodificabilità del contenuto negoziale nei contratti pubblici, in quanto l’applicazione del cosiddetto quinto d’obbligo non è andata ad incidere sulle quantità previste e su servizi meramente accessori, bensì su prestazioni che costituivano componenti essenziali del servizio affidato, incidendo in modo significativo sulle obbligazioni contrattuali assunte dall’appaltatore”.
Leggi la delibera: https://www.anticorruzione.it/docume...
Per conoscere il consorzio Castalia: https://www.castalia.it


