Dopo Ecomondo. Le materie prime critiche, i dati sul riciclo e tutto il resto
Ripercorriamo alcuni degli eventi alla fiera che si è conclusa a Rimini il 7 novembre. All’81% il riciclo dei rifiuti edili. Il caso Invimit con Valducci. Hera va “sulle tracce dei rifiuti” e si allea con Lamborghini. Agli Stati Generali oltre 2.500 partecipanti. Il manuale per la buona raccolta dei rifiuti tessili urbani. Enea e il recupero materie prime critiche. L’Italia che ricicla. L’urban mining, uno studio di Iren con TEHA.
Si è conclusa Ecomondo, la più
importante fiera europea sull’ambiente organizzata dall’Italian Exhibition Group (Ieg) alla Fiera di Rimini. Ripercorriamo alcuni dei contenuti presentati durante l’evento che si è svolto dal 4 al 7 novembre.
Rifiuti edili
Per i rifiuti da costruzione e demolizione il tasso di riciclo è arrivato all’81%. A 25 anni dalla fondazione, l’Anpar – associazione nazionale produttori di aggregati riciclati, parte di Assoambiente – guarda al futuro del riciclo dei rifiuti da costruzione e demolizione, in un momento cruciale per le politiche europee sulla transizione circolare. Il settore gestisce ogni anno oltre 83 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui l’81% avviato a riciclo, un risultato che supera ampiamente l’obiettivo europeo del 70%, fissato per il 2020. Tuttavia, la vera sfida resta la creazione di mercati di sbocco per gli aggregati riciclati, ancora troppo poco utilizzati, in particolare nel settore delle infrastrutture e dei lavori stradali. Secondo Paolo Barberi, presidente Anpar, “da iniziativa pionieristica, il nostro settore è uno dei pilastri della gestione dei rifiuti, con enormi potenzialità di sviluppo. Per coglierle pienamente, occorre però affrontare con decisione le sfide normative e di mercato che si profilano in Italia e in Europa”. L’associazione è impegnata in un monitoraggio sull’impatto del regolamento End of Waste nel settore stradale ed edilizio, i cui risultati saranno presto condivisi con il ministero dell’Ambiente.
Gli edifici abbandonati
“Oggi possiamo parlare di un modello REgenera, il progetto nazionale di Invimit nato dalla volontà della nuova governance di ridare una nuova vita agli edifici pubblici in disuso grazie a uno strumento di partneriato pubblico-privato” è questo il messaggio lanciato dal presidente di Invimit, Mario Valducci. “Abbiamo selezionato nei fondi da noi gestiti un portafoglio di 31 immobili, variegato per tipologia e collocazione sul territorio nazionale anche in città non metropolitane e ci siamo messi al lavoro per individuare, di concerto con le amministrazioni locali che più di tutte hanno il quadro delle esigenze del territorio, le migliori funzioni per questi immobili così da proporre agli investitori di partecipare a questo ambizioso progetto di trasformare gli immobili pubblici in disuso: da buchi neri delle città, in generatori di valore economico e sociale. Con soddisfazione diciamo che Regenera ha avuto successo: dei 31 immobili proposti, 24 hanno ricevuto (e in molti casi già assegnato) offerte da parte dei privati per la trasformazione nella maggior parte dei casi in funzioni di utilità sociale quali residenze per anziani autosufficienti, studentati, hub culturali, service housing, uffici pubblici per i quali in precedenza si pagava l’affitto ai privati. Per i restanti 7 sono in corso interlocuzioni, alcune delle quali avanzate, per cui siamo fiduciosi di arrivare presto ad una soluzione”. Per esempio a Verona, nel quartiere di Chievo, la splendida Villa Pullè, che era in condizioni di abbandono dopo decenni di disuso, diventerà una senior house per persone over 65 autosufficienti. A Roma, nel quartiere di Trastevere, un ex ufficio pubblico da anni non più in funzione, verrà convertito in studentato da 80 posti grazie a fondi interamente privati.
Hera con Lamborghini
Sono stati presentati i progetti tra Automobili Lamborghini e il gruppo Hera per la gestione globale dei rifiuti dello stabilimento di Sant’Agata Bolognese, con l’obiettivo di potenziare il recupero di materia (già all’80%) e sviluppare iniziative di economia circolare a elevato contenuto tecnologico. Attraverso sette Super Robot alti più di quattro metri, costruiti con scarti di produzione delle supersportive Lamborghini, ha preso forma la collaborazione tra la Casa di Sant’Agata Bolognese e il gruppo Hera, per una gestione globale, integrata e sostenibile dei rifiuti industriali. L’intesa affida a Herambiente la gestione fino al 2028 dell’intero ciclo dei rifiuti speciali dello stabilimento Lamborghini di Sant’Agata Bolognese: circa 3.500 tonnellate annue, con una percentuale di recupero di materia arrivata all’80% nel 2024 e incrementabile. Il contratto, rinnovato per il triennio 2025-2028 dopo una prima assegnazione nel 2022, mira a ridurre al minimo lo smaltimento e valorizzare gli scarti secondo criteri di efficienza, garantendo tracciabilità e sicurezza.
Gli Stati Generali
Lo stato di salute della green economy in Italia registra luci ed ombre. Nel 2024 le emissioni di gas serra diminuiscono troppo poco; aumentano i consumi finali di energia per edifici e trasporti e si importa troppa energia dall’estero; il consumo di suolo non si arresta; la mobilità sostenibile si scontra con 701 auto ogni 1000 abitanti, il numero più alto d’Europa. Dall’altro lato, la produzione di energia elettrica da rinnovabili è arrivata al 49% di tutta la generazione nazionale di elettricità, l’Italia mantiene il suo primato europeo in economia circolare, l’agricoltura biologica cresce del 24% nel 2024 e le città italiane mostrano vivacità nella transizione ecologica. È questa la fotografia dell’Italia delle green economy contenuta nella Relazione sullo Stato della Green Economy 2025 presentata in apertura degli Stati Generali della Green Economy, il summit verde promosso dal Consiglio Nazionale della Green Economy e dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile. Nei due giorni hanno partecipato relatori dai 5 continenti, per la prima volta una sessione interamente in inglese per analizzare gli scenari globali che vedono protagonisti Europa, Stati Uniti e Cina. “Anche quest’anno è stata ampia la partecipazione e l’interesse del mondo delle imprese sugli approfondimenti relativi alla transizione ecologica in tempi di crisi e conflitti” - dichiara Edo Ronchi. Gli Stati Generali della Green Economy hanno presentato il report annuale, consultabile anche online su www.statigenerali.org.
Il manuale tessile
Unirau (Unione imprese raccolta riuso riciclo abbigliamento usato) e Ariu (Associazione recuperatori indumenti usati) mettono “nero su bianco” in un agile manuale l’esperienza decennale dei loro associati al servizio di stazioni appaltanti e consorzi epr di produttori che dovranno misurarsi con l’obbligo di raccolta dei rifiuti tessili urbani che da opzione volontaria diventa scelta obbligata. Nel testo, che è stato presentato nello stand Assoambiente, sono stati trattati il quadro normativo di riferimento, i termini e le definizioni, le caratteristiche generali del servizio, le caratteristiche dei contenitori, le modalità di raccolta e quelle di trasporto, gli impianti di stoccaggio; il documento si conclude con una breve descrizione di quello che succede a questi rifiuti dopo la raccolta differenziata. “Unirau in ambito Assoambiente”, afferma il presidente Andrea Fluttero, “rappresenta da anni le cooperative, i soggetti dell’economia sociale, le aziende che da decenni si occupano di raccolta differenziata, selezione, preparazione per il riuso e valorizzazione della frazione tessile di rifiuti urbani. L’esperienza maturata negli anni nei quali non vi era obbligo di raccolta è diventata preziosa dal 2022, anno nel quale in Italia è stato introdotto tale obbligo”.
Ecodesign Enea
L’Enea ha presentato la nuova infrastruttura di ricerca Hub Mpc dedicata al riciclo delle materie prime critiche, all’innovazione di prodotto (ecodesign) e alla realizzazione di materiali innovativi a basso costo attraverso processi ecosostenibili per la riduzione di materie prime critiche in diversi settori strategici. L’Hub Mpc (Materie Prime Critiche) nasce da un progetto Pnrr per lo sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative ed ecosostenibili fino a scala pilota. L’obiettivo è di aumentare il recupero di materie prime critiche contenute nei Raee, nelle batterie e nei prodotti complessi a fine vita, in modo da ridurre emissioni e scarti.
L’Italia che ricicla
L’Italia si conferma tra i campioni europei dell’economia circolare, ma il primato rischia di restare incompiuto senza una strategia industriale capace di trasformare il riciclo in un vero motore di competitività e decarbonizzazione. È quanto emerge dal nuovo rapporto “L’Italia che Ricicla 2025” di Assoambiente che fotografa lo stato della transizione circolare. Con un tasso di utilizzo circolare della materia del 20,8%, l’Italia supera ampiamente la media europea (11,8%) e le performance di Francia (17,6%), Germania (13,9%) e Spagna (8,5%). Un risultato che conferma la leadership nazionale nel recupero di materia e nella rimmissione delle materie prime seconde nei cicli produttivi, ma che al contempo testimonia come solo un quinto dell’economia italiana sia davvero circolare. L’80% del sistema produttivo continua a operare secondo logiche lineari, con un consumo di risorse ancora elevato e una forte dipendenza da importazioni di materie prime ed energia. “Non possiamo adagiarci sul primato europeo nel tasso di utilizzo circolare della materia, la vera sfida è rendere circolare l’80% del Paese che ancora non lo è”, ha affermato Chicco Testa presidente Assoambiente.
“Sulle tracce dei rifiuti” con Hera
Qual è il destino dei rifiuti una volta buttati? A rispondere è la 16ª edizione del report “Sulle tracce dei rifiuti”, il report con cui il gruppo Hera ricostruisce ogni anno il percorso dei principali materiali raccolti in modo differenziato. Il documento, con dati verificati da un ente indipendente (Bureau Veritas), descrive il viaggio dei rifiuti conferiti dai 3,2 milioni di cittadini dei 188 comuni serviti tra Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Toscana. Nel 2024 la raccolta differenziata ha raggiunto il 74,3% e i rifiuti urbani conferiti in discarica si sono attestati al 2,2%, a fronte del limite Ue del 10% da raggiungere entro il 2035 e di un valore medio in Italia del 16%. Il tasso di riciclo dei principali rifiuti urbani ha raggiunto il 61%, già superiore al target europeo del 60% previsto per il 2030. Questo valore sale al 78% per l’organico, all'89% per la carta e supera il 90% per verde, vetro, legno, ferro e metallo. Nel 2024 ogni cittadino servito dal gruppo Hera ha prodotto in media 363 kg di rifiuti differenziati. I materiali differenziati raccolti sono arrivati a 154 impianti di destinazione finale, di cui 135 dedicati al riciclo. L’88% delle principali raccolte differenziate è stato avviato a effettivo recupero (di cui il 73% attraverso il riciclo e il restante 15% con il recupero energetico di quanto non è possibile riciclare). In particolare, 167mila tonnellate di rifiuti organici e verde raccolte nel 2024 sono state trasformate in biometano e compost negli impianti del gruppo. Anche gli oli esausti tornano a nuova vita, grazie all’impegno dei cittadini e a 880 contenitori dedicati: lo scorso anno ne sono state raccolte e rigenerate oltre 1mila tonnellate. La nuova edizione del report è su www.gruppohera.it/report.
Urban mining
Iren ha presentato il rapporto strategico “La geopolitica delle Materie Prime Critiche: le opportunità del Piano Mattei e dell'urban mining per la competitività industriale in Italia”, realizzato da TEHA Group.
Tra le tante evidenze emerge come, per l’Italia, l’introduzione della nuova “tassa Raee” proposta rischia di tradursi in un “costo del non fare” stimato in 2,6 miliardi di euro all’anno. Investire lo stesso importo lungo la filiera nazionale del riciclo – potenziando raccolta, impianti e domanda di materie prime seconde – permetterebbe di coprire, a regime, fino al 66% del fabbisogno italiano di Materie Prime Critiche (Mpc) e valorizzare circa 1,7 miliardi di euro all’anno di Mpc contenute nei Raee. Inoltre il coinvolgimento delle imprese italiane in Nord Africa, attraverso il Piano Mattei, consentirebbe l’estrazione e valorizzazione delle Mpc contenute all’interno dei Raee, con un valore stimabile fino a 2,5 miliardi di euro. Sono intervenuti all’evento di presentazione del Rapporto: Luca Dal Fabbro, presidente di Iren, e Valerio De Molli, managing partner e ceo di The European House-Ambrosetti TEHA Group.


