Dopo la Legge di Bilancio. I pareri di Oice e Cna sull’ambiente
Francesco Ventura dell’Oice: occorrono anche tempi certi. Sulla semplificazione del Rentri e per i rifiuti, la Cna giudica questa misura “molto positiva e coerente con una richiesta avanzata da tempo: riduce un carico burocratico ritenuto sproporzionato per settori che producono quantità molto limitate di rifiuti pericolosi”.
La Legge di Bilancio 2026 introduce
un pacchetto di misure che incide in modo diretto su edilizia, fiscalità energetica, investimenti produttivi, transizione digitale ed ecologica, oltre che su alcuni adempimenti ambientali che coinvolgono molte attività di piccola dimensione. Ecco alcuni dei commenti dei segmenti economici interessati. Diverse novità riguardano il bonus casa e la riqualificazione energetica (proroga nel 2026 con due aliquote), le accise sui carburanti, il superammortamento per beni strumentali e per gli investimenti nelle fonti rinnovabili d’energia, il registro Rentri dei rifiuti.
I costruttori
“La Legge di Bilancio 2026, approvata con la legge n. 199 del 30 dicembre 2025, introduce un insieme di misure che confermano la crescente centralità delle tematiche ambientali nelle politiche pubbliche, intervenendo su ambiti chiave come la gestione dei rifiuti, la tutela del clima, la protezione delle risorse idriche e la salvaguardia del territorio. Le modifiche al sistema di tracciabilità dei rifiuti e alcune semplificazioni amministrative possono favorire una maggiore efficienza operativa e progettuale, a condizione che non venga indebolito il livello di controllo e trasparenza lungo le filiere ambientali, elemento essenziale per garantire legalità, qualità degli interventi e sostenibilità reale”. Lo ha dichiarato Francesco Ventura (nella foto), consigliere Oice con delega all’Ambiente e amministratore delegato della società di ingegneria ambientale Vdp. “Positivo è l’impegno finanziario destinato alla tutela del territorio e della risorsa idrica, settori strategici sia per la sicurezza del Paese sia per l’adattamento al riscaldamento globale, così come la continuità degli strumenti di incentivo agli investimenti green, all’innovazione tecnologica e alla progettazione sostenibile. In questo quadro assume particolare rilievo anche la disciplina dell’assegnazione delle risorse per l’attuazione del Piano Sociale Clima, che potrà rappresentare un volano importante per interventi ambientali strutturali e integrati. Rilevante, inoltre, lo stanziamento di fondi per programmi di screening sanitario finalizzati alla diagnosi di patologie connesse all’inquinamento ambientale, con un’attenzione specifica ai Siti di Interesse Nazionale, dove il nesso tra ambiente, salute e rigenerazione territoriale è particolarmente evidente. Nel complesso, per noi progettisti OICE la manovra rappresenta un passo nella giusta direzione verso un modello di sviluppo più sostenibile e resiliente; sarà però fondamentale garantire chiarezza attuativa, coordinamento tra le misure e rapidità nella realizzazione degli interventi, affinché le risorse stanziate si traducano in risultati concreti per l’ambiente e per il Paese”.
Gli artigiani
La Cna ha redatto un documento di sintesi molto utile per imprese e cittadini, nel quale sono stati selezionati alcuni interventi con ricadute importanti sia sul fronte degli incentivi sia su quello dei costi e degli obblighi.
Un’altra novità riguarda la disciplina di gestione ed erogazione delle risorse del “Fondo sociale per il clima” previsto dalla normativa Ue, finalizzato al sostegno dei cittadini maggiormente vulnerabili e delle imprese dei settori più esposti alla decarbonizzazione. Ricorda il Cna che le risorse assegnate all’Italia “sono stimate in circa 7 miliardi di euro, e dovranno essere destinate a iniziative dirette e indirette di aiuto. Tali risorse potranno incidere su ambiti in cui la presenza delle piccole imprese è significativa, con riferimenti al contrasto al disagio abitativo e iniziative del Piano Casa Italia; iniziative nel perimetro del Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile; interventi sulla povertà energetica per famiglie vulnerabili”.
Sul Rentri, il comma 789 modifica la disciplina relativa ad alcune categorie di operatori economici, intervenendo sull’articolo 188-bis del d.lgs. 152/2006 (Codice ambientale) e sostituendo il comma 3-bis.
La modifica esclude dall’obbligo di iscrizione al Rentri: i consorzi o i sistemi di gestione individuali/collettivi richiamati dall’articolo 237, comma 1; i produttori di rifiuti cui si applicano le disposizioni dell’articolo 190, commi 5 e 6, citati nel documento come imprenditori agricoli e alcune attività professionali (ad esempio centri estetici, parrucchieri, tatuatori) produttori di rifiuti pericolosi che adempiono tramite conservazione dei formulari o documenti di conferimento per tre anni.
“Cna giudica questa misura molto positiva e coerente con una richiesta avanzata da tempo: riduce un carico burocratico ritenuto sproporzionato per settori che producono quantità molto limitate di rifiuti pericolosi”.
Sul credito d’imposta per imprese energivore e gasivore, il quadro è articolato: da un lato la proroga delle detrazioni e il ritorno di un superammortamento con aliquote rilevanti; dall’altro, l’intervento sulle accise e alcuni punti di incertezza interpretativa e di impostazione. A ciò si aggiungono novità importanti sugli adempimenti (Rentri) e strumenti europei (Fondo sociale per il clima), che avranno effetti su famiglie, territori e settori produttivi”.


