Ecco il nuovo ministero dell’Ambiente. La sede sarà costruita all’Eur
L'Agenzia del Demanio ha affidato l'appalto per la progettazione del nuovo edificio. Oggi il ministero alloggia in un obbrobrio palazzinaro degli anni ’60-’70 lungo via Cristoforo Colombo. Il futuro edificio, chiamato Nexus Terrae, sostituirà un immobile in viale Boston con vista sul laghetto dell’Eur.
È stata trovata la nuova sede
del ministero dell’Ambiente, in sostituzione dell’attuale obbrobrio palazzinaro all’incrocio tra via Cristoforo Colombo e via Capitan Bavastro. Sorgerà all’Eur con una stima di spesa di circa 5,8 milioni. L’Agenzia del Demanio ha affidato il servizio di progettazione per l’abbattimento di un edificio presente in viale Boston e la costruzione del nuovo edificio denominato Nexus Terrae.
La vecchia sede
L’edificio di via Colombo in cui da decenni si trova il ministero è un terrificante falansterio progettato inizialmente come ospedale, con finestre a ghigliottina all’origine di alcune delle dispersioni termiche che ne fanno uno degli edifici meno ecologici di Roma.
La sede futura
Dove invece il ministero andrà in via Boston all’Eur, oggi c’è un fabbricato da abbattere per costruire la nuova sede; l’edificio da abbattere fu costruito nel 1956 su progetto di Renato Venturi e Guido Marinucci per ospitare il ministero del Commercio estero.
Il concorso
Al concorso hanno partecipato 31 operatori economici tra i migliori studi di progettazione nazionale e internazionale. “L’immobile verrà riqualificato secondo i più alti standard di qualità e garantirà performance prestazionali elevate in termini energetici, di sostenibilità ambientale, di funzionalità e di gestione”, dice l’Agenzia del Demanio.
Il raggruppamento
“Il progetto incarna le ambizioni di sostenibilità dell'Italia nella sua architettura e crea uno spazio civico in cui innovazione, condivisione della conoscenza e azione ambientale si fondono” ha annunciato Plp Architecture International, del raggruppamento temporaneo formato da Gpa (mandataria), Oblyk Studio, Studio Perillo, l’architetto Andrea Valentini ed Enser, che hanno vinto il concorso di progettazione. "Non sarà soltanto un luogo di lavoro - sottolinea Giuseppe Perillo, ceo della Perillo - ma un organismo vivo capace di ispirare il futuro ambientale dell'Italia".
Il progetto
“Sarà un manifesto di sostenibilità e innovazione, dove tecnologia, natura e comunità si incontreranno per costruire un unico organismo architettonico”, dice il concept del progetto. È definito “intervento di rigenerazione urbana” e afferma di puntare alla sostenibilità con verde ornamentale e strutture di legno lamellare.
L'insieme di strategie passive e impianti ad alta efficienza consentirà all'edificio di produrre più energia di quanta ne consumi.
L’edificio si svilupperà su 30mila metri quadrati, su due corpi di fabbrica di legno lamellare che reinterpretano in chiave moderna la simmetria e le proporzioni razionaliste del precedente edificio. Il piano terra sarà aperto al pubblico. La facciata di travertino e vetro unirà il ricordo degli edifici pubblici di tradizione littoria con la modernità dei materiali attuali. Al centro, un atrio verticale aperto e permeabile con piante, specchi d’acqua e giochi di luce naturale con volumi sospesi, terrazze interne, spazi per aree espositive, luoghi di incontro e zone di coworking. In alto, una terrazza panoramica con il consueto griglione con moduli fotovoltaici.


