torna alla home
Visitaci anche su:

Notiziario ambiente energia on-line dal 1999

Emissioni. Scienziati contro la grana del grana: non sono un problema climatico

where Piacenza when Lun, 17/11/2025 who roberto

Gli allevamenti inquinano? Dicono a Piacenza gli scienziati riuniti dall’Accademia dei Georgofili che è possibile ridurre del 50% le emissioni degli allevamenti con specifici mangimi che inibiscono la produzione di metano. Per l’ammoniaca, le emissioni di un allevamento condotto sono inferiori a quelle calcolate nei database.

L’Accademia dei Georgofili ha datolatte-formaggio.jpg appuntamento a scienziati di diverse discipline per discutere di “Latte e formaggio, con pasta a grana: storia e attualità”. Nutrizionisti, agronomi e esperti di scienze forestali e di industrial alimentare si sono ritrovati nella sede piacentina dell’Università Cattolica – celebre anche per la facoltà di agraria – per parlare anche dell’impatto ambientale dei formaggi grana tipici del piano padano. “È qui, a Piacenza, che storicamente nascono i formaggi a pasta dura” ha spiegato di Pier Sandro Cocconcelli, preside della facoltà di scienze agrarie alimentari e ambientali. “È qui, a sud del Po, e in una zona con carenza d’acqua, che si sono sviluppati questi formaggi non avendo foraggio tutto l’anno”.
Il tema della sostenibilità, già ampiamente sviluppato negli anni recenti, è, almeno in parte, motivato dal tentativo di evidenziarne alcune specificità: esempio quella nutrizionale (come considerare l’eccezionale valore dell’alimento latte) e quella economica, ma riferita soprattutto agli aspetti della circolarità e della lotta agli sprechi.

In particolare, gli interventi hanno riguardato il fatto che il latte è fra gli alimenti più ricchi in termini di proteine, minerali e vitamine, e per alcune componenti nutraceutiche. “Pertanto, la sua impronta ambientale deve tener conto di queste peculiarità”, dice l’Accademia dei Georgofili. “In termini di impatto ambientale, le principali ragioni di preoccupazione sono i gas serra (metano) e gli inquinanti atmosferici (ammoniaca). Senza trascurare in toto le altre, si deve ad esse porre attenzione sia per ridurne l’entità (in rapporto all’unità di latte prodotta), ma anche per individuare strumenti di mitigazione (operando sugli animali, ma pure biodigestori, interramento dei liquami)”.

Secondo Margherita Dall’Asta, docente alla Cattolica di scienza dell’alimentazione e delle tecniche dietetiche applicate, “le diete sostenibili sono regimi dietetici che promuovono tutte le dimensioni del benessere e della saluta degli individui. Concorrendo alla protezione e al rispetto della biodiversità e degli ecosistemi, esse impattano su aspetti salutistici, ma anche ambientali e socio-culturali”.
Ha aggiunto Erminio Trevisi, direttore alla Cattolica del dipartimento di scienze animali, della nutrizione e degli alimenti ma anche presidente del Centro di ricerca per il bestiame e l’ambiente (Cerzoo), che “le emissioni della zootecnia, soprattutto metano e ammoniaca, normalmente preoccupano. Noi siamo interessati a raccogliere dati utili a dimostrare quale sia l’effetto reale di queste emissioni. Per quanto riguarda il metano, nella nostra azienda sperimentale, Cerzoo, abbiamo dimostrato che è possibile ridurre del 50% queste emissioni con specifici ingredienti, nella razione alimentare, che inibiscono la produzione di metano. Per quanto concerne l’ammoniaca, invece, gli ultimi dati che stiamo raccogliendo, in collaborazione con Arpa Lombardia, dimostrerebbero che le emissioni di un’azienda ben condotta sono inferiori a quelle calcolate nei database nazionali e internazionali”. L’evento, va osservato, ha avuto la collaborazione del consorzio per la tutela del formaggio grana padano.

immagini
latte-formaggio