L’Europa e l’ambiente. Il documento su clima, Ets, emissioni. L’allarme del Wwf
Pubblichiamo il testo integrale approvato a Bruxelles. Confermati gli obiettivi. Il prossimo appuntamento sarà il 4 novembre per definire la linea comune da presentare alla Cop30 di Belém. Il Wwf è deluso e dice che i leader europei non hanno raggiunto una decisione e “l'obiettivo di riduzione delle emissioni del 90% è ancora l'unico sul tavolo”, protesta l’associazione ecologista.
Si rivedranno a giorni per parlare
di nuovo di ambiente e di clima. Questa la decisione più importante emersa dopo il Consiglio europeo che nei giorni scorsi ha confermato gli obiettivi europei in tema di ecologia. Pubblichiamo il documento del Consiglio europeo nei punti in cui viene esaminato il tema ambientale, cioè i paragrafi dal numero 39 al numero 47. Ma secondo il Wwf il risultato ottenuto finora dal Consiglio europeo che si è svolto qualche giorno fa è deludente.
In particolare, la presidenza danese dell'Ue ha convocato ufficialmente per il 4 novembre un Consiglio ambiente straordinario per finalizzare il mandato Ue in vista della Cop30 di Belém, in Brasile, e definire il target di taglio intermedio delle emissioni al 2040. Lo si apprende dopo il vertice europeo in cui i leader Ue nelle conclusioni hanno incalzato a "portare avanti tempestivamente i lavori" sul dossier, includendo nel target climatico al 2040 una "clausola di revisione" che rifletta le esigenze di competitività dell'Unione. La presidenza di turno è già al lavoro su un nuovo testo di compromesso che rifletta le "conclusioni del Vertice in modo fedele e coerente", spiegano da Bruxelles. Il 6 e 7 novembre, a Belém in Brasile, si terrà il Leaders’ Summit e poi si aprirà la Cop30 dal 10 al 21 novembre.
Il documento deciso a Bruxelles
Una transizione verde competitiva
39. La minaccia esistenziale rappresentata dai cambiamenti climatici è alla base dell'impegno dell'Unione a favore dell'accordo di Parigi e stimola la determinazione dell'Unione a sfruttare appieno il potenziale del rinnovamento industriale e della trasformazione delle sue economie, che sono necessari per creare le tecnologie pulite, i mercati, le industrie e i posti di lavoro di alta qualità del futuro. Il potenziamento della competitività dell'Unione, il rafforzamento della sua resilienza e la promozione della transizione verde sono obiettivi che si rafforzano reciprocamente e che devono essere perseguiti insieme.
40. Affinché sia coronata di successo, una trasformazione tanto fondamentale deve essere equa e giusta, pragmatica, efficiente in termini di costi e socialmente equilibrata, tenuto conto delle diverse circostanze nazionali, fornendo soluzioni abbordabili nell'intera economia e per i cittadini in tutta l'Unione, in modo da garantire la competitività e la prosperità dell'Europa per le generazioni presenti e future.
41. Il Consiglio europeo chiede di intensificare urgentemente gli sforzi per garantire l'approvvigionamento di energia a prezzi accessibili e pulita e per realizzare un'autentica Unione dell'energia prima del 2030, anche avvalendosi della nuova task force per l'Unione dell'energia. A tale scopo saranno necessari un'elettrificazione ambiziosa che faccia ricorso a tutte le soluzioni a zero emissioni nette e a basse emissioni di carbonio, nonché investimenti nelle reti, nello stoccaggio e nelle interconnessioni nazionali e dell’Ue. Alla luce dell'impatto negativo dei prezzi elevati dell'energia sulla competitività globale delle industrie europee, sull'autonomia strategica dell'Unione e sulle famiglie europee, il Consiglio europeo invita la Commissione ad accelerare i lavori volti a ridurre i prezzi dell'energia e a sostenere la produzione di energia sostenibile nell'Unione. In tale contesto, il Consiglio europeo accoglie con favore l'intenzione della Commissione di presentare al più presto proposte in materia.
42. Il Consiglio europeo ricorda l'urgente necessità di intensificare gli sforzi collettivi per garantire il rinnovamento, la modernizzazione e la decarbonizzazione industriali dell'Europa in modo tecnologicamente neutro. In tale contesto, sottolinea che occorre prestare particolare attenzione alle industrie tradizionali, segnatamente i settori automobilistico, del trasporto per vie navigabili e dell'aviazione, come pure alle industrie ad alta intensità energetica, quali la siderurgia e la metallurgia, l'industria chimica, del cemento, del vetro e della ceramica, della pasta di cellulosa e della carta, affinché rimangano resilienti e competitive in un mercato globale e in un contesto geopolitico difficile. A tale riguardo, accoglie con favore la recente proposta della Commissione volta a proteggere il settore siderurgico europeo dagli effetti iniqui della sovraccapacità globale. Accoglie altresì con favore l'intenzione della Commissione di portare avanti il riesame previsto nell'ambito del regolamento sui livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2 delle autovetture e dei furgoni e chiede la rapida presentazione di tale proposta, tenuto conto della neutralità tecnologica e del contenuto europeo. Attende con interesse la proposta della Commissione sull'accelerazione della decarbonizzazione industriale, che contribuirà a stimolare la domanda per il "made in Europe". Sono inoltre necessari sforzi per rafforzare l'innovazione e il vantaggio competitivo dell'Unione nel settore delle tecnologie pulite e digitali, come pure l'innovazione all'avanguardia.
43. Al fine di scoraggiare e contrastare le pratiche commerciali sleali, il Consiglio europeo invita la Commissione a sfruttare in modo efficace tutti gli strumenti economici dell’Ue.
44. In tale contesto il Consiglio europeo ha tenuto una discussione strategica su come sostenere il conseguimento del traguardo intermedio dell’Ue in materia di clima per il 2040.
45. Al riguardo, il Consiglio europeo sottolinea l'importanza di prendere in considerazione i seguenti elementi:
a) il contributo realistico degli assorbimenti di carbonio allo sforzo complessivo di riduzione delle emissioni, tenendo conto delle incertezze legate agli assorbimenti naturali e facendo in modo che eventuali carenze non vadano a discapito di altri settori economici;
b) l'importanza di contribuire allo sforzo globale di riduzione delle emissioni in modo sia ambizioso sia efficiente sotto il profilo dei costi, in particolare definendo un livello adeguato di crediti internazionali di alta qualità;
c) la necessità di una clausola di revisione, alla luce delle più recenti evidenze scientifiche, dei progressi tecnologici nonché delle sfide e delle opportunità in evoluzione per la competitività globale dell’Ue.
46. Il Consiglio europeo chiede alla Commissione di sviluppare le condizioni abilitanti necessarie per sostenere l'industria e i cittadini europei nel conseguimento del traguardo intermedio per il 2040 e, in tale contesto, accoglie con favore la recente lettera della presidente della Commissione su clima e competitività. Si attende che la Commissione e i colegislatori portino avanti rapidamente i lavori.
47. Il Consiglio europeo prende atto dell'intenzione della Commissione di proporre misure per facilitare l'entrata in vigore dell'Ets 2 e invita la Commissione a presentare una revisione del quadro di attuazione dell'Ets 2, compresi tutti gli aspetti pertinenti.
L’allarme del Wwf
Dice il Wwf: “I leader europei si sono riuniti per discutere l'obiettivo climatico dell’Ue per il 2040, ma non hanno raggiunto una decisione e hanno ripassato il testimone ai ministri dell'Ambiente, che a loro volta glielo avevano passato circa un mese fa. Hanno però messo in chiaro un dato fondamentale: l'obiettivo di riduzione delle emissioni del 90% è ancora l'unico sul tavolo”.
Nel testo delle conclusioni del Consiglio – avverte l’organizzazione ecologista - permangono insidie sui tempi, sull'ammontare e sulla qualità delle compensazioni internazionali, che potrebbero indebolire l'ambizione complessiva dell'obiettivo.
Per questo motivo il Wwf esorta i ministri dell'Ambiente dell'Unione europea a portare a termine il lavoro in tempo per la Cop30 a Belém, confermando l’obiettivo per il 2040 di almeno il 90% di riduzione delle emissioni, senza alcuna compensazione internazionale.
I leader dell'Unione europea hanno anche rinnovato la loro spinta alla semplificazione delle leggi dell'Unione, e il Wwf teme che ciò possa indebolire le protezioni ambientali fondamentali. Da quando è entrata in carica, la spinta alla semplificazione della Commissione europea si è tradotta in una deregolamentazione che ha già portato a un indebolimento di diversi standard ambientali e sanitari.
“I ministri dell'Ambiente hanno passato il testimone ai leader europei, che lo hanno restituito immediatamente. È ora di smetterla con questo gioco allo scaricabarile. Occorre prendere una decisione, affinché l'Unione non si presenti alla Cop30 di Belém a mani vuote”, ha affermato Mariagrazia Midulla, responsabile clima ed energia del Wwf Italia. "L'obiettivo del 90% non è stato contestato dai leader dell'Unione, rimane l'unico numero sul tavolo. La domanda è: quanto di questo sarà costituito da reali riduzioni delle emissioni interne, piuttosto che da compensazioni internazionali?”
Dante Caserta, responsabile affari legali e istituzionali del Wwf Italia, ha dichiarato: “Dalle conclusioni vediamo scarse garanzie che i leader dell'Unione europea vogliano davvero proteggere le norme a tutela delle persone e della natura. Se hanno davvero a cuore la competitività e la certezza normativa per le imprese, dovrebbero attuare pienamente le leggi ambientali esistenti”.
Il documento del consiglio europeo
https://www.consilium.europa.eu/it/p...


