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Il gran rifiuto. Il rapporto Ispra: obiettivi raggiunti. Quanto costa il nimby

where Roma when Lun, 15/12/2025 who roberto

Le regioni senza termovalorizzatori hanno costi molto superiori e un ambiente peggiore. L’organico è la frazione più raccolta (37,8%), seguita da carta e cartone, vetro e plastica (8,8%). Il riciclo dei rifiuti arriva al 52,3% ma per il segmento degli imballaggi sono già stati superati gli obiettivi europei al 2025 e perfino al 2030.

Nel 2024, la produzione nazionale rapporto-rifiuti-ispra.jpegdei rifiuti urbani si attesta a poco più di 29,9 milioni di tonnellate, con un incremento del 2,3% rispetto al 2023. La frazione organica è quella più raccolta, seguita da carta, vetro e plastica; il 52,3% dei rifiuti domestici trova la via del riciclo ma il risultato è eccezionale per gli imballaggi, i cui obiettivi di riciclo per il 2030 sono stati raggiunti e superati in anticipo di molti anni. Sono alcuni dei dati presentati a Roma dall’Ispra nel Rapporto rifiuti urbani edizione 2025 su dati 2024.
 
Crescita organica
Tra i rifiuti differenziati, l’organico si conferma la frazione più raccolta (37,8% del totale, in crescita del 2,6%), seguita dalla carta e cartone, con il 19,5%, dal vetro (11,3%) e dalla plastica (8,8%). Nel 2024 sono operativi 625 impianti per la gestione dei rifiuti urbani, oltre la metà dei quali dedicati alla frazione organica, anche se in alcune regioni le strutture restano insufficienti. Il recupero dell’organico avviene soprattutto negli impianti integrati anaerobico-aerobico (58,5% dei quantitativi trattati), seguiti dal compostaggio (34%) e dalla sola digestione anaerobica (7,5%). Il totale trattato biologicamente raggiunge circa 7,2 milioni di tonnellate, in aumento del 3,9% rispetto al 2023.
 
Riciclo al 52,3%
La percentuale di riciclaggio del complesso dei rifiuti urbani si attesta al 52,3%, in crescita rispetto a quella del precedente anno (50,8%) e al di sopra dell’obiettivo europeo del 50% che la normativa ha dato per il 2020.
L’obiettivo del 55% di riciclo da conseguire entro il 2025 per l’insieme di tutti i rifiuti urbani richiede una crescita di 2,7 punti, difficile da raggiungere; per il 2030 l’obiettivo davvero ambizioso è pari al 60% di riciclo.
La raccolta, commenta l’Ispra, “non può limitarsi al solo raggiungimento di tassi elevati ma deve garantire anche un’elevata qualità delle differenti frazioni intercettate al fine di consentirne l’effettivo riciclo”.
Ci sono infatti la crisi del riciclo delle plastiche e il divario (in calo leggerissimo) del 15,4% tra la raccolta differenziata e il riciclo.
 
Obiettivo raggiunto
Per quanto riguarda i soli rifiuti da imballaggio, il riciclo sale dal 75,6% al 76,7%, dopo avere superato anni fa l’obiettivo del 65% fissato per il 2025. Tutte le frazioni di materiali da imballaggio hanno raggiunto e superato i target fissati per il 2030 dall’Ue, mentre la plastica supera per la prima volta l’obiettivo del 50% fissato al 2025, facendo registrare un aumento di oltre 7 punti percentuali rispetto al 2020 (51,1% contro il 43,8%).
 
La discarica al 14,8%
I rifiuti urbani complessivamente smaltiti in discarica rappresentano il 14,8% dei rifiuti prodotti (in termini quantitativi, oltre 4,4 milioni di tonnellate, in calo del 3,7% rispetto al 2023). L’incenerimento senza recupero di energia nel 2024 ha smaltito il 15,5% dei rifiuti urbani.
 
Fuga all’estero
Nel 2024 è stato esportato il 4,3% dei rifiuti urbani prodotti, 1,3 milioni di tonnellate, di fronte alle 216mila tonnellate di rifiuti importati. Campania, Lazio e Lombardia sono le regioni che esportano i maggiori quantitativi. Danimarca, Paesi Bassi, e Austria sono i Paesi cui destiniamo più rifiuti urbani sotto varia forma e classificazione. Il 38,3% è combustibile solido secondario Css, il 28,4% è costituito da rifiuti speciali frutto del trattamento meccanico-biologico.
Per i rifiuti organici, i trasferimenti in altre regioni vedono come regione peggiore la Campania (544mila tonnellate), Lazio (circa 303mila tonnellate) e Toscana (circa 210mila tonnellate), dotate “di infrastrutture obsolete e con una capacità di trattamento inadeguata”, scrive Ispra.
 
L’inefficienza costa

L’analisi economica dell’Ispra sul costo del servizio conferma il fatto che dove il servizio è efficiente e dove ci sono impianti moderni di trattamento e smaltimento – a cominciare dai termovalorizzatori tanto temuti dai comitati nimby – l’ambiente migliora e la tassa rifiuti ribassa. I cittadini delle aree più riottose alla realizzazione degli impianti pagano lo smaltimento negli impianti delle regioni più avanzate, e ciò fa salire il prezzo pagato dai cittadini riottosi e fa scendere la tassa rifiuti pagata dai cittadini più moderni. Ma ecco i numeri. Il costo medio nazionale annuo pro capite di gestione dei rifiuti urbani è salito a 214,4 euro per abitante (nel 2023 era 197), in aumento di 17,4 euro. Il Centro, con il buco nero di Roma senza impianti moderni e asservito alla tecnologia inefficace dei Tmb, paga il costo più elevato con 256,6 euro per abitante; segue il Sud con 229,2 euro; l’area meno cara è l’Alta Italia con un costo pari a 187,2 euro per abitante.
 
Dettaglio sul Pnrr
Il Pnrr ha destinato 2,1 miliardi di euro alla gestione dei rifiuti e a progetti di economia circolare. Il Rapporto analizza le iniziative finanziate. L’Istituto affianca il monitoraggio del Programma nazionale di gestione dei rifiuti, una riforma chiave del Pnrr, per verificarne l’attuazione e l’efficacia rispetto agli obiettivi.
 
Che cos’è il rapporto
Il Rapporto Rifiuti Urbani, giunto alla ventisettesima edizione, con i dati aggiornati al 2024 sulla produzione, raccolta differenziata, gestione e flussi di import ed export dei rifiuti urbani e degli imballaggi, a livello nazionale, regionale e provinciale, è stato elaborato dal centro nazionale dei rifiuti e dell’economia circolare di Ispra, con il contributo delle agenzie ambientali territoriali, e offre un quadro conoscitivo completo e oggettivo a sostegno del legislatore per orientare politiche e interventi, monitorarne l’efficacia e introdurre eventuali misure correttive.
Il rapporto include anche il monitoraggio dei costi dei servizi di igiene urbana, l’applicazione del sistema tariffario e una ricognizione dello stato di attuazione della pianificazione territoriale aggiornata al 2024.
 
Leggi il Rapporto Ispra rifiuti urbani: https://tinyurl.com/c6ns8e8f
Leggi il Catasto Nazionale dei Rifiuti: https://tinyurl.com/29t44kdu
Guarda in video della presentazione del rapporto Ispra https://www.youtube.com/watch?v=6_uv...

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