Il gran rifiuto. Il rapporto Ispra: produciamo più spazzatura. Il Sud migliora
Il rapporto annuale sui rifiuti urbani: nel 2024 la produzione di immondizia è arrivata a 29,9 milioni di tonnellate e cresce del +2,3% rispetto al 2023. Emilia-Romagna, Veneto e Sardegna le regioni più virtuose.
Nel 2024, la produzione nazionale
dei rifiuti urbani si attesta a poco più di 29,9 milioni di tonnellate, con un incremento del 2,3% rispetto al 2023. A titolo di confronto, nello stesso periodo l’economia italiana ha fatto registrare una crescita del prodotto interno lordo e della spesa per consumi finali sul territorio nazionale, pari, per entrambi gli indicatori socioeconomici, allo 0,7%. Complessivamente, nei 14 comuni con popolazione residente al di sopra dei 200mila abitanti si registra un aumento della produzione di rifiuti urbani dell’1,8% soprattutto per il contributo dei rifiuti prodotti dalle attività economiche e gestiti nel perimetro del servizio pubblico.
Sono alcuni dei dati presentati a Roma dall’Ispra nel Rapporto rifiuti urbani edizione 2025 su dati 2024.
La frazione organica è quella più raccolta, seguita da carta, vetro e plastica; il 52,3% dei rifiuti domestici trova la via del riciclo ma il risultato è eccezionale per gli imballaggi, i cui obiettivi di riciclo per il 2030 sono stati raggiunti e superati in anticipo di molti anni.
Che cos’è il rapporto
Il Rapporto Rifiuti Urbani, giunto alla ventisettesima edizione, con i dati aggiornati al 2024 sulla produzione, raccolta differenziata, gestione e flussi di import ed export dei rifiuti urbani e degli imballaggi, a livello nazionale, regionale e provinciale, è stato elaborato dal centro nazionale dei rifiuti e dell’economia circolare di Ispra, con il contributo delle agenzie ambientali territoriali, e offre un quadro conoscitivo completo e oggettivo a sostegno del legislatore per orientare politiche e interventi, monitorarne l’efficacia e introdurre eventuali misure correttive.
Il rapporto include anche il monitoraggio dei costi dei servizi di igiene urbana, l’applicazione del sistema tariffario e una ricognizione dello stato di attuazione della pianificazione territoriale aggiornata al 2024.
Cresce anche il Sud
In aumento il dato nazionale di raccolta differenziata, che si attesta al 67,7%, con percentuali del 74,2% al Nord, del 63,2% al Centro e del 60,2% al Sud. Il Mezzogiorno è ancora indietro ma continua a ridurre il divario con Centro e Nord, con uno scarto che si è ridotto del 2,7% rispetto al Centro e del 3,3% rispetto all’Alta Italia. Precisa l’Ispra che “le regioni del Mezzogiorno sono quelle che hanno mostrato negli ultimi anni le maggiori crescite della raccolta differenziata”.
Le regioni a confronto
Le percentuali più alte di raccolta differenziata si registrano in Emilia-Romagna (78,9%) e in Veneto (78,2%). Seguono Sardegna (76,6%), Trentino-Alto Adige (75,8%), Lombardia (74,3%) e Friuli-Venezia Giulia (72,7%).
Tra queste regioni, l’Emilia-Romagna è quella che fa registrare la maggiore progressione della percentuale di raccolta, con un incremento pari a 1,7 punti rispetto ai valori del 2023.
Superano l’obiettivo del 65% anche Marche (71,8%), Valle d’Aosta (71,7%), Umbria (69,6%), Piemonte (68,9%), Toscana (68,1%), Basilicata (66,3%) e Abruzzo (65,7%).
La Campania è appena al 58,1%, ma vanno ancora peggio la Calabria al 57,5%, il Lazio al 56,2% con il buco nero di Roma e la Sicilia al 55,5%.
Le città del Nord-Est
Nel complesso, più del 72% dei comuni ha conseguito una percentuale di raccolta differenziata superiore al 65%. Nell’ultimo anno, l’89,7% dei comuni intercetta oltre la metà dei rifiuti urbani in modo differenziato.
Tra le città con oltre 200mila abitanti, i livelli più alti di raccolta differenziata sono a Bologna (72,8%), Padova (65,1%), Venezia (63,7%) e Milano (63,3%).
Seguono Firenze (60,7%), Messina (58,6%), Torino e Verona (57,4%). Più indietro, seppure in crescita, Genova (49,8%), Roma (48%), Bari (46%) e Napoli (44,4%).
Leggi il Rapporto Ispra rifiuti urbani: https://tinyurl.com/c6ns8e8f
Leggi il Catasto Nazionale dei Rifiuti: https://tinyurl.com/29t44kdu
Guarda in video della presentazione del rapporto Ispra https://www.youtube.com/watch?v=6_uv...


