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Mondo fossile. Italia sotto infrazione Ue per le emissioni di metano e la Tari

where Bruxelles when Lun, 21/07/2025 who roberto

La Commissione Ue mette sotto tiro l’Italia e otto Stati membri a conformarsi sul regolamento metano. L’Italia avrebbe dovuto istituire entro lo scorso febbraio l’autorità per censire le emissioni fuggitive di metano non bruciato, il quale ha un effetto serra decine di volte più intenso della CO2.

Una raffica di procedure di infrazionefumi-crediti-nickhumpries-creative-commons.jpg è stata aperta dalla Commissione Europea contro gli stati membri. Fra queste, l’accisa contro l’Italia di essere inadempiente nel controllare le emissioni fuggitive di metano ma anche sul funzionamento della Tari e sulla tassazione discriminatoria sul reddito di alcuni lavoratori autonomi non residenti.
Le decisioni adottate in relazione alle procedure d’infrazione comprendono 49 lettere di costituzione in mora e 51 pareri motivati. La Commissione ha inoltre deciso di sottoporre 6 casi alla Corte di giustizia dell’Unione europea e di archiviare 64 casi in cui gli Stati membri interessati, in cooperazione con la Commissione, hanno posto fine alle infrazioni e assicurato il rispetto del diritto dell’Ue.
 
Il metano
La Commissione europea invita l’Italia e altri otto Stati membri Ue (Bulgaria, Estonia, Irlanda, Spagna, Lituania, Austria, Slovacchia e Finlandia) a conformarsi al regolamento sul metano per affrontare il problema delle emissioni nei settori del petrolio greggio, del gas naturale e del carbone. Lo rende noto l’esecutivo europeo. Gli Stati membri non hanno adempiuto agli obblighi in quanto erano tenuti a notificare alla Commissione europea i nomi e i recapiti delle rispettive autorità competenti entro il 5 febbraio 2025.
 
Il regolamento

La Commissione invita Bulgaria, Estonia, Irlanda, Spagna, Italia, Lituania, Austria, Slovacchia e Finlandia a conformarsi al regolamento sul metano (regolamento (UE) 2024/1787) per non aver nominato e notificato alla Commissione un’autorità competente responsabile del monitoraggio e dell’applicazione delle norme.
Il regolamento Ue sul metano affronta il problema delle emissioni di metano nei settori del petrolio greggio, del gas naturale e del carbone. Mira a migliorare la misurazione e la comunicazione delle emissioni di metano nell’Ue, a promuoverne l’abbattimento e ad aumentare la trasparenza nell’Ue e a livello globale. Incentiva inoltre i partner internazionali dell’Ue a misurare, comunicare e ridurre le emissioni di metano.
Gli Stati membri dovevano notificare alla Commissione i nomi e i recapiti delle autorità competenti entro il 5 febbraio 2025. La Commissione osserva che gli Stati membri in questione non hanno ancora adempiuto a tale obbligo. La Commissione invia pertanto lettere di costituzione in mora a Bulgaria, Estonia, Irlanda, Spagna, Italia, Lituania, Austria, Slovacchia e Finlandia, che dispongono ora di due mesi per rispondere e porre rimedio alle carenze rilevate dalla Commissione. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà decidere di emettere un parere motivato.
 
Il caso della Tari
La Commissione invita l’Italia ad allineare la legislazione sui vantaggi fiscali per i pensionati non residenti in materia di Imu e tassa sui rifiuti al diritto dell’Ue.
La legislazione italiana prevede che i pensionati non residenti possano beneficiare dei vantaggi fiscali Imu e Tari solo a condizione che risiedano nel Paese estero che eroga la pensione e abbiano contribuito sia al sistema previdenziale italiano sia a un sistema previdenziale estero con cui sia in vigore un accordo internazionale, il che riguarda anche i pensionati non residenti che hanno contribuito ai sistemi previdenziali di organizzazioni internazionali.
È meno attraente per tali pensionati non residenti acquistare o mantenere immobili in Italia solo perché esercitano il loro diritto di trasferirsi in un altro Stato membro dell’Ue o hanno lavorato per un’organizzazione internazionale durante la loro carriera professionale. La Commissione invia pertanto una lettera di costituzione in mora all’Italia, che ha ora due mesi di tempo per rispondere e porre rimedio alle carenze sollevate dalla Commissione. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà decidere di emettere un parere motivato.
 
Per saperne di più https://ec.europa.eu/commission/pres...

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