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Il Plantigrafo. Orso batte cerbiatto (e se lo mangia)

where Treviso when Lun, 04/08/2025 who roberto

Per la rubrica “Il Plantigrafo” prosegue la collaborazione del naturalista Fabio Chinellato con e-gazette. Un orso, un bonaccione dall’andatura ciondolante, il sedere tondo come le orecchie, simpaticone, coccolone, preda un piccolo di cervo nato da poche ore spezzandogli il collo con un solo morso. Uno spettacolo della parte crudele della natura. Cacciatore sapiens oppure arctos. Un killer spietato. Lo spiegone tecnico.
di Fabio Chinellato*

 E adesso che si fa? Da che parte stiamo? Perché è facile quando la storiaplantigrafo.png coinvolge un animale – o meglio, un vertebrato omeotermo, dunque un animale “bello” – e un uomo: l’animale rappresenta sempre la purezza della natura, l’innocenza del buon istinto naturale, l’amorevole protezione della propria essenza più pura, mentre l’uomo è il prodotto egoriferito e devastante di un’aberrazione evolutiva che dalla natura si è allontanato, pensando di diventarne il padrone, se non il despota.
Quindi se si parla di piani di abbattimento selettivo per ridurre la popolazione di cervi a causa del loro impatto sugli ecosistemi forestali (impatto legato anche alla scarsità di predatori che possano tenere sotto controllo la popolazione) partono le proteste contro “le doppiette facili”, contro i sanguinari assassini che vogliono uccidere Bambi e fare strage – orrore! – di femmine incinte (perché sì, da ottobre a maggio quasi tutte le femmine adulte di cervo sono gravide).
 
Venator sapiens vel arctos?
Cambiamo cacciatore, e invece dell’Homo Sapiens vediamo quando l’attività venatoria è condotta da un Ursus arctos, ovvero un orso.
Se un’orsa decide di sfamarsi e insegnare ai propri piccoli come trovare da mangiare in prossimità di un centro abitato arrampicandosi sugli alberi da frutto vicino alle case, “rubacchiando biscotti” dai fornai o curiosando tra i rifiuti, ecco che le diamo un nome da animale domestico (Amarena, ad esempio), la facciamo diventare un’attrazione per i turisti convinti di poter osservare l’anima selvaggia della natura e insultiamo e dileggiamo chi asserisce che forse no, avere un’orsa con i suoi piccoli che si avvicina ai centri abitati non è una buona  idea, che potrebbe mettere in pericolo sé stessa, i suoi piccoli e forse qualche bipede.
Ma qui la questione diventa complessa.
Un articolo su Fanpage riporta un titolo a dir poco spiazzante: “Orso preda cerbiatto in Abruzzo”.
Ma come? Un orso, un bonaccione dall’andatura ciondolante, il sedere tondo come le orecchie, un Marsicano tra l’altro, sempre definito non pericoloso, simpaticone, coccolone, preda un piccolo di cervo nato da poche ore spezzandogli il collo con un solo morso?
 
Immagini crude
E le immagini sono effettivamente crude, dirette. Una stilettata.
Chiariamo subito una cosa: le immagini sono crude, dirette e una stilettata anche per chi con gli animali selvatici ci lavora. E sono immagini bellissime, emozionanti come riportano i due tecnici che hanno assistito alla scena.
Il dolore che sale dallo stomaco vedendo quelle immagini si sviluppa però in due fasi. La prima è il dolore immediato, che ti fa distogliere lo sguardo appena capisci di che cosa si tratta: un piccolo cervo sollevato da terra da un’orsa che ne tiene il collo tra le fauci. È una scena cruda, didascalica, a cui non serve aggiungere niente. Non avrebbe senso aggiungere niente.
 
Il killer spietato
Il secondo dolore arriva dopo qualche secondo, o qualche minuto. Il tempo di rendersi conto che il killer spietato stavolta non è l’uomo, non è il distruttore di habitat, non è il “cattivo” per elezione. Stavolta il killer è un orso. Anzi, un’orsa, marsicana, potrebbe essere un’altra Amarena, un’altra amorevole mamma con i suoi cuccioletti che avanza ciondolando in una radura tra i faggi in mezzo agli Appennini.
Che cosa dobbiamo pensare di te, orsa?
Chi sei veramente, orsa?
La domanda, dal personale punto di osservazione di chi scrive, contiene già la risposta. L’orsa è un’orsa. E fa ciò che un’orsa dovrebbe fare.
 
Spiegone tecnico
Spiegone tecnico. Gli orsi sono Carnivori dal punto di vista sistematico (fanno parte dell’Ordine Carnivora,  hanno i denti carnassiali e tutto il resto), ma ecologicamente sono onnivori. Gran parte della loro dieta è composta da vegetali, in particolare piccoli frutti ricchi di zuccheri a seconda delle disponibilità, le proteine animali le ottengono principalmente dagli invertebrati (larve di formiche, lombrichi, altre prelibatezze prive di endoscheletro) e in minima parte da alti vertebrati che possono essere già morti (perché sì, in natura gli animali muoiono) oppure possono esser predati se la cosa non richiede particolari sforzi per l’animale (ecco perché talvolta gli orsi entrano in stalle o recinti e fanno scempio di pecore o asini).
I cervi, al momento della nascita, sono perfettamente formati ma non riescono a camminare, se non in modo goffo e incerto a causa delle zampe lunghe e difficili da manovrare nei primi giorni di vita (serve pratica anche in quello). Non potendo scappare dai predatori, la strategia difensiva per i cervi appena nati è quella di acquattarsi immobili nell’erba mentre la madre si allontana per nutrirsi e produrre i latte, perfettamente mimetici nel loro manto pomellato e quasi totalmente privi di odori.
Per un predatore è praticamente impossibile accorgersi del piccoletto.
A meno che…
 
A meno che
…a meno che il piccoletto non abbia già qualche giorno di vita e abbia l’incauta idea di muoversi, magari per provare a seguire la madre oppure incuriosito o spaventato da qualcosa: se quel minimo movimento viene visto da un predatore è la fine. Oppure esiste la sfortuna. È molto difficile vedere un piccolo di cervo nascosto (la strategia si chiama tecnicamente hiding) anche passando a un metro di distanza, ma se si passa esattamente sopra al piccolo, allora si rischia di calpestarlo.
Potrebbe essere stata questa la sfortuna di bambi, essere nel luogo sbagliato al momento sbagliato?
Non lo sapremo mai, il fatto è piuttosto raro, ma non impossibile. Una lotteria.
Purtroppo per bambi, ma per fortuna per l’orsa, il biglietto vincente l’ha pescato quest’ultima, che non ha colpe, non è cattiva, non va né condannata né assolta.
L’orsa è un’orsa. A noi non resta che assistere a quello che è a tutti gli effetti uno spettacolo, anche se con una stretta allo stomaco.
 
(*) Dottore forestale, zoologo naturalista
 
Guarda le immagini dell’orsa marsicana con il cucciolo di cervo pubblicate da Fanpage. Attenzione, immagini forti. https://www.fanpage.it/innovazione/scienze/orso-preda-cerbiatto-in-abruzzo-le-foto-esclusive-del-
naturalista-emozione-che-custodiro-per-sempre/

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