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​Rapporto europeo: l’ambiente migliora, ma va fatto di più

where Copenaghen (Danimarca) when Lun, 09/03/2015 who michele

Sono più pulite aria e acqua, meno i rifiuti. Le politiche ambientali danno benefici e lavoro

Aria e acqua più pulite nell'Unione europea negli ultimi cinque anni. Non solo: i cittadini mandano meno rifiuti in discarica e riciclano di più, mentre le politiche ambientali si sono dimostrate anche uno stimolo per la crescita e l'occupazione. Tuttavia, la relazione sull'ambiente pubblicata dalla Commissione europea lancia anche un segnale d'allarme: il traguardo che l'Europa si pone a lungo termine, “vivere bene entro i limiti del nostro pianeta”, non può essere realizzato con l’attuale livello di ambizione delle politiche sull'ambiente e di quelle correlate.

“L'ambiente in Europa - Relazione 2015: situazione attuale e prospettive” è stato curato dall'Agenzia europea dell'ambiente. Si tratta di una valutazione integrata che comprende dati a livello globale, regionale e nazionale, accompagnati da confronti tra vari paesi. Inoltre riflette sui prossimi cinque e più anni e lancia un chiaro segnale d'allarme sui rischi di degrado ambientale, che a loro volta incidono sul benessere e la prosperità dell’uomo.
La Commissione mira a ristabilire l’equilibrio nel 2015, con un ambizioso pacchetto per l'economia circolare che si propone di trasformare l’Europa in un’economia efficiente nell’impiego delle risorse e più competitiva e che punta su altri settori economici oltre a quello dei rifiuti. Ottenere il massimo valore dalle risorse ci obbliga a tenere conto di tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto: dall’estrazione delle materie prime alla progettazione, produzione, distribuzione e consumo dei prodotti; dalle iniziative per la riparazione a quelle per il riutilizzo dei prodotti; dalla gestione dei rifiuti a un sempre maggior utilizzo delle materie prime secondarie.
Le politiche ambientali e climatiche dell'Europa hanno fornito benefici sostanziali, migliorando l'ambiente e la qualità della vita, dando impulso al contempo all'innovazione, alla creazione di posti di lavoro e alla crescita. Nonostante questi successi, l'Europa si trova ancora a dover affrontare una serie di sfide ambientali in costante aumento. Risolverle richiederà modifiche fondamentali nei sistemi di produzione e consumo che sono alla radice dei problemi ambientali.

Questi sono alcuni dei messaggi chiave della valutazione quinquennale "L'ambiente in Europa - Stato e prospettive nel 2015" (SOER 2015) dell'Agenzia europea dell'ambiente. Il SOER 2015 è una valutazione integrata dell'ambiente in Europa. La relazione include valutazioni e dati a livello globale, regionale e nazionale, oltre ad analisi comparative tra vari paesi.
Le politiche dell'UE hanno prodotto benefici sostanziali - Oggi, i cittadini europei usufruiscono di aria e acqua più pulite, vengono portati in discarica meno rifiuti e viene riciclato un maggior numero di risorse. Tuttavia, l'Europa è ancora ben lontana dal centrare l'obiettivo di "vivere bene entro i limiti del nostro pianeta" entro il 2050, come previsto nel 7° Programma d'azione europeo per l'ambiente. Sebbene utilizziamo le risorse naturali in modo più efficiente rispetto a prima, stiamo continuando a deteriorare le fonti primarie da cui dipendiamo in Europa e nel resto del mondo. Le sfide maggiori rimangono problemi quali la perdita della biodiversità e il cambiamento climatico.
hansbruyninckx.jpgHans Bruyninckx, direttore esecutivo dell'AEA ha affermato: "La nostra analisi mostra che le politiche europee hanno affrontato con successo le numerose sfide ambientali nel corso degli anni. Tuttavia, evidenzia al tempo stesso che continuiamo a danneggiare i sistemi naturali che sostengono la nostra prosperità. Sebbene vivere entro i limiti del pianeta rappresenti una sfida immensa, vi sono enormi benefici nel raccogliere questa sfida. Utilizzare appieno la capacità innovativa dell'Europa potrebbe renderci realmente sostenibili e situarci alla frontiera della scienza e della tecnologia, creando nuovi settori produttivi e una società più sana".

Il SOER 2015 evidenzia la necessità di politiche più ambiziose per raggiungere la "Visione 2050" dell'Europa e sottolinea l'esigenza di nuovi approcci che rispondano alla natura sistemica di molti problemi ambientali. Per esempio le pressioni esterne, incluse le macro-tendenze globali, possono contrastare le politiche specifiche e gli sforzi di gestione ambientale a livello locale. Inoltre, molte sfide ambientali sono strettamente correlate a sistemi di produzione e consumo che favoriscono un più alto livello occupazionale e distribuiscono mezzi di sostentamento. Di conseguenza modifiche a tali sistemi comportano diversi costi e benefici. Per di più, i miglioramenti dal punto di vista dell'efficienza vengono spesso vanificati dall'aumento del consumo.
In conclusione, la relazione afferma che, sebbene la piena adozione delle politiche esistenti sia fondamentale, né le politiche ambientali attualmente in vigore, né i successi in termini di efficacia guidati da fattori economici e tecnologici saranno sufficienti a raggiungere la "Visione 2050 " dell'Europa.

Esigenza di trasformazione dei sistemi chiave - Affrontare le sfide complesse che attendono l'Europa richiederà politiche più ambiziose, oltre a una migliore conoscenza e a investimenti intelligenti, volti a trasformare radicalmente sistemi fondamentali quali alimentazione, energia, alloggi, trasporti, finanza, sanità e istruzione. Saranno necessarie strategie e approcci volti alla mitigazione delle pressioni , alla prevenzione di potenziali danni, al ripristino degli ecosistemi, alla correzione delle disuguaglianze socio-economiche e all'adattamento alle tendenze globali, come il cambiamento climatico e l'esaurimento delle risorse.
Bruyninckx ha proseguito affermando: "Abbiamo 35 anni di tempo per assicurarci di essere certi di vivere in un pianeta sostenibile entro il 2050. Questa data può sembrare lontana ma per raggiungere i nostri obiettivi dobbiamo agire adesso. Le nostre azioni e i nostri investimenti devono diventare ancora più ambiziosi e coerenti. Molte delle decisioni prese oggi determineranno il nostro modo di vivere nel 2050".

Capitale naturale - Le politiche dell'UE hanno ridotto l'inquinamento e hanno migliorato in modo significativo la qualità dell'aria e dell'acqua in Europa. Tuttavia, il costante degrado degli ecosistemi minaccia la produzione economica e il benessere europeo.
La biodiversità continua a essere erosa. Rispettivamente il 60% delle valutazioni relative a specie protette e il 77% di quelle relative a diversi tipi di habitat considerati hanno evidenziato uno stato di conservazione sfavorevole. L'Europa non è sulla buona strada per raggiungere l'obiettivo fissato per il 2020 di arrestare la perdita di biodiversità.
La qualità dell'acqua dolce è migliorata negli ultimi anni, tuttavia circa la metà dei corpi idrici d'acqua dolce in Europa difficilmente raggiungerà il "buono stato ecologico" nel 2015.
La biodiversità marina e costiera rappresenta un ambito di particolare preoccupazione. Le pressioni comprendono danni al fondo marino, inquinamento, specie esotiche invasive e acidificazione. La pesca eccessiva è diminuita nell'Atlantico e nel Baltico, tuttavia non nel Mediterraneo, che mostra un quadro negativo, con il 91% degli stock valutati soggetti a eccessivo sfruttamento nel 2014.
Meno del 6% della superficie coltivata dell'Europa è stata utilizzata per l'agricoltura biologica nel 2012, con grandi differenze tra i paesi.
Guardando al futuro, si prevede che gli impatti del cambiamento climatico intensificheranno le pressioni e gli effetti e che persisteranno le cause della perdita della biodiversità.

Efficienza delle risorse - Il consumo di risorse interno è stato di 16,7 tonnellate pro capite nel 2007 ed è sceso a 13,7 tonnellate nel 2012, in parte a causa del crollo del settore edile in alcuni paesi.
La gestione dei rifiuti è migliorata negli ultimi anni, con un calo dei rifiuti prodotti e conferiti in discarica. I tassi di riciclaggio sono aumentati in 21 paesi tra il 2004 e il 2012, mentre i tassi di smaltimento in discarica sono diminuiti in 27 su 31 paesi (per i quali sono disponibili dati). I paesi del AEA hanno raggiunto un tasso medio di riciclaggio del 29% nel 2012, rispetto al 22% nel 2004.
Le emissioni di gas a effetto serra sono diminuite del 19% a partire dal 1990, nonostante un aumento del 45% della produzione economica. L'uso di combustibili fossili è diminuito, così come le emissioni di alcuni inquinanti derivanti dai trasporti e dall'industria.
La crisi finanziaria del 2008 e le successive difficoltà economiche hanno contribuito inoltre alla riduzione di alcune pressioni ambientali. Resta da vedere se i miglioramenti saranno duraturi.
Le attuali politiche condivise non sono sufficienti per il raggiungimento a lungo termine degli obiettivi ambientali dell'Europa, come la riduzione dell'80-95% delle emissioni di gas a effetto serra.

Salute e benessere - Le politiche ambientali hanno prodotto miglioramenti sulla qualità dell'acqua potabile e delle acque di balneazione e hanno ridotto l'esposizione ai principali inquinanti pericolosi.
L'inquinamento atmosferico e acustico continua a produrre gravi effetti sulla salute nelle aree urbane. Nel 2011, circa 430.000 decessi prematuri nell'UE sono stati attribuiti alle polveri sottili, mentre l'esposizione al rumore contribuisce ad almeno 10.000 morti premature dovute a malattie cardiache ogni anno.
Il crescente uso di sostanze chimiche, in particolare nei prodotti di largo consumo, è stato associato a un evidente aumento dell'insorgenza di malattie e disordini endocrini nella popolazione.
Si presume che i miglioramenti previsti per la qualità dell'aria non saranno sufficienti a prevenire i danni, mentre è previsto un peggioramento degli impatti derivanti dal cambiamento climatico.
Il settore dell'industria ambientale è cresciuto di oltre il 50% dal 2000 al 2011 ed è uno dei pochi settori ad avere prosperato in termini di ricavi e posti di lavoro dall'inizio della crisi finanziaria del 2008.
L'Agenzia europea dell'ambiente (AEA) è un'agenzia dell'Unione europea. L'AEA mira a supportare lo sviluppo sostenibile e ad aiutare a conseguire miglioramenti notevoli e misurabili nell'ambiente in Europa, mediante la fornitura di informazioni tempestive, mirate, pertinenti e affidabili ai responsabili politici e al pubblico. È coadiuvata nella sua attività dalla Rete europea d'informazione ed osservazione ambientale (Eionet), che riunisce 39 paesi europei.

"L'ambiente in Europa - Stato e prospettive nel 2015" è composto da due relazioni e 87 sessioni informative online, tra cui la "Relazione di sintesi" e la relazione "Valutazione delle macro-tendenze globali", integrata da 11 sessioni sulle macro-tendenze globali, 25 sessioni informative tematiche europee, 9 sessioni informative sui confronti tra paesi, 39 sessioni informative su paesi e regioni (basate su relazioni nazionali sullo stato dell'ambiente) e 3 sessioni informative regionali.
 
Per leggere il rapporto www.eea.europa.eu/soer
 

 

 

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Direttore esecutivo dell'Agenzia Europea per l'Ambiente
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