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I rifiuti speciali. Crescono gli scarti industriali. Record di ricupero al 73%

where Roma when Lun, 28/07/2025 who roberto

Il rapporto dell’Ispra. Nel 2023 la produzione di rifiuti generati dalle attività industriali, commerciali, artigianali, di servizi, di trattamento dei rifiuti e di risanamento ambientale arriva a 164,5 milioni di tonnellate (+1,9%). Lo smaltimento in discarica è in forte in calo (-11,2%). Quelli pericolosi e quelli no. I settori. Dove sono gli impianti di trattamento. È prima l’Alta Italia, con Lombardia e Veneto in testa.

Ecco il nuovo rapporto dell’Isprarifiuti-speciali-ispra.jpg sui rifiuti speciali, giunto alla ventiquattresima edizione. I dati sono quelli relativi al 2023. Torna ad aumentare nel 2023 la quantità di rifiuti generati dalle attività industriali, commerciali, artigianali, di servizi, di trattamento dei rifiuti e di risanamento ambientale, attestandosi a quasi 164,5 milioni di tonnellate di rifiuti speciali (+1,9% rispetto al 2022, corrispondente a più di 3 milioni di tonnellate). Va ricordato che i rifiuti delle attività economiche, definiti “speciali”, sono circa il quintuplo dei rifiuti urbani. Il rapporto dell’Ispra dice che lo smaltimento in discarica è in forte in calo (-11,2%), censisce quelli pericolosi e quelli no, elenca i settori che producono più rifiuti (in testa l’edilizia) e dove sono gli impianti di trattamento, e di smaltimento finale. Ma c’è anche il fenomeno dell’import-export di rifiuti speciali. Come sempre per produzione di rifiuti speciali è prima l’Alta Italia, con Lombardia e Veneto in testa.
 
Andamenti economici
L'economia italiana ha registrato una crescita più contenuta con aumento dei valori del prodotto interno lordo e della spesa per consumi finali sul territorio nazionale, nell’ordine dello 0,7% e 0,5%.
Cresce la produzione di rifiuti, ma nel 2023 si raggiunge un dato record nel recupero, grazie al quale il 73% (130 milioni di tonnellate) degli speciali acquista una nuova vita: di questi, oltre 80 milioni di tonnellate sono rifiuti da costruzione e demolizione che diventano prevalentemente sottofondi stradali e rilevati; 21 milioni di tonnellate di rifiuti di metalli e composti metallici (11,6% del totale gestito) vengono in prevalenza riutilizzati dalle acciaierie del Nord Italia; riciclate le sostanze organiche come carta, cartone e legno (circa il 7% del totale gestito).
Molto positivo il dato sullo smaltimento in discarica dei rifiuti speciali: rispetto al 2022, diminuzione di 997mila tonnellate (-11,2%).
 
Auto, gomme, depuratori
Dai dati rilevati nell'ultimo Rapporto Rifiuti Speciali, giunto alla ventiquattresima edizione, si rileva che ancora una volta è il settore delle costruzioni e demolizioni - con circa 83,3 milioni di tonnellate - quello con la maggiore produzione totale di rifiuti speciali, concorrendo per quasi il 51% alla produzione complessiva.
I rifiuti non pericolosi, che rappresentano il 93,8% del totale dei rifiuti prodotti, crescono di 2,8 milioni di tonnellate (+1,9%), quelli pericolosi seguono la stessa tendenza, aumentando di 193mila tonnellate (+1,9%). Il dato complessivo vede i rifiuti speciali non pericolosi ammontare a quasi 154,3 milioni di tonnellate e quelli pericolosi a poco più di 10 milioni di tonnellate.
È il settore manifatturiero ad incidere maggiormente sulla produzione dei rifiuti pericolosi con il 36,1%, corrispondente a quasi 3,7 milioni di tonnellate.
 
Come sempre l’Alta Italia
Il Nord Italia evidenzia la maggior produzione di rifiuti speciali, con 94,1 milioni di tonnellate. In testa la Lombardia con 35,9 milioni di tonnellate, mentre il Centro si attesta a quasi 28,1 milioni con la Toscana capolista che produce 10,4 milioni di tonnellate di rifiuti speciali. Al Sud il valore di produzione è di quasi 42,3 milioni di tonnellate. La Campania, con una produzione complessiva di rifiuti speciali di oltre 11,1 milioni di tonnellate, corrisponde per il 26,4% del totale della macroarea geografica.
 
I rifiuti critici
Il rapporto è completato con le informazioni su alcuni flussi di rifiuti che, per quantità o complessità, presentano le maggiori criticità gestionali: il quantitativo di rifiuti prodotti contenenti amianto si attestano a 240mila tonnellate. Per i veicoli fuori uso, la cui produzione è in calo del 4% rispetto al 2022, il reimpiego e riciclaggio sono complessivamente pari all'85,8%. I quantitativi di pneumatici fuori uso gestiti in Italia sono pari a quasi 500mila tonnellate (-4% rispetto al 2022). La produzione dei fanghi di depurazione delle acque reflue urbane si attesta a 3,2 milioni di tonnellate, in leggera contrazione ( -0,16%) rispetto al 2022. L' 81% dei rifiuti da costruzione e demolizione , al netto dei quantitativi relativi alle terre e rocce e ai fanghi di dragaggio, è stato riciclato. Le quantità di rifiuti sanitari pericolosi prodotti sono pari a poco meno di 220mila tonnellate con un decremento del 5,9% rispetto al 2022.
 
Primi Lombardia e Veneto
La produzione dei rifiuti speciali, strettamente correlata alle attività economiche insistenti su uno specifico territorio, si concentra nel Nord, dove il tessuto industriale è più sviluppato, con 94,1 milioni di tonnellate (57,2% del dato complessivo nazionale), mentre al Centro si attesta a circa 28,1 milioni di tonnellate (17,1% del totale) e al Sud a quasi 42,3 milioni di tonnellate (25,7%).
A livello regionale, la Lombardia produce quasi 35,9 milioni di tonnellate (38,1% del totale dei rifiuti speciali generati nel nord Italia e il 21,8% di quelli prodotti a livello nazionale), il Veneto circa 17,6 milioni di tonnellate (18,7% della macroarea e 10,7% della produzione totale), l’Emilia-Romagna 14,1 milioni di tonnellate (15% e 8,6%) e il Piemonte 13,7 milioni di tonnellate (14,6% e 8,3%).
Tra le regioni del Centro, i maggiori valori di produzione si riscontrano per la Toscana con 10,4 milioni di tonnellate (37,2% della produzione del centro Italia e 6,3% della produzione nazionale) e per il Lazio con circa 10,2 milioni di tonnellate (36,3% e 6,2%).
Al Sud la Campania, con una produzione complessiva di rifiuti speciali di oltre 11,1 milioni di tonnellate, costituisce il 26,4% del totale della macroarea geografica e il 6,8% della produzione nazionale, seguita dalla Puglia con 10,1 milioni di tonnellate (23,8% e 6,1%) e dalla Sicilia con 9,4 milioni di tonnellate, pari al 22,3% dell’intera macroarea e al 5,7% del totale nazionale.
 
Gli impianti di trattamento

Gli impianti di gestione dei rifiuti speciali operativi sono 10.592 di cui 5.888 sono situati al Nord, 1.782 al Centro e 2.922 al Sud. In Lombardia sono localizzate 2.108 infrastrutture, il 19,9% del totale degli impianti presenti sul territorio nazionale. Gli impianti dedicati al recupero di materia a livello nazionale sono 4.550 (43% del totale), quelli di coincenerimento 301, quelli di incenerimento 74, mentre le discariche operative sono 249 (105 per rifiuti inerti, 133 per rifiuti non pericolosi e 11 per rifiuti pericolosi).
I quantitativi di rifiuti speciali complessivamente gestiti in Italia sono pari a 178,9 milioni di tonnellate, di cui 169,6 milioni di tonnellate (94,8% del totale gestito) sono non pericolosi e i restanti 9,3 milioni di tonnellate (5,2% del totale gestito) pericolosi. Rispetto al 2022, le quantità avviate a operazioni di recupero aumentano di 3,1 milioni di tonnellate (+2,1%), mentre quelle avviate a smaltimento diminuiscono di 773mila tonnellate (-2,7%).
 
Ricuperare materia
Il ricupero di materia costituisce la quota predominante della gestione dei rifiuti speciali con il 73,1% (130,7 milioni di tonnellate), mentre le operazioni di smaltimento rappresentano il 14,9% (25,6 milioni di tonnellate). Le altre forme di gestione, che hanno un’incidenza più contenuta, includono il coincenerimento, l’incenerimento, la “messa in riserva” e il “deposito preliminare”.
Il Nord recupera più della metà del totale dei rifiuti complessivamente gestiti a livello nazionale (53,1%, oltre 95,1 milioni di tonnellate).
L’operazione di gestione più utilizzata è il riciclo e il ricupero di sostanze inorganiche, riguardando circa 78,8 milioni di tonnellate (44% del totale gestito; +3,2% rispetto al 2022). Tale attività di recupero interessa, soprattutto, i rifiuti da attività di costruzione e demolizione (69,9 milioni di tonnellate), generalmente recuperati in rilevati e sottofondi stradali.
 
I metalli riciclati
Il recupero dei rifiuti di metalli e dei composti metallici rappresenta l’11,6% del totale gestito e comprende, tra gli altri, i rifiuti prodotti dal settore delle costruzioni (6,5 milioni di tonnellate) e dal trattamento meccanico dei rifiuti (4,5 milioni di tonnellate); la gran parte sono recuperati nelle acciaierie in Lombardia. Il recupero di sostanze organiche rappresenta il 7,2% del totale gestito, trattasi principalmente di carta, cartone e legno.
 
Incenerire

In impianti di incenerimento sono smaltiti circa 1,1 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, di cui quasi 690mila tonnellate (64,7% del totale) non pericolosi e 376mila tonnellate (35,3% del totale) pericolosi. Circa 1,9 milioni di tonnellate sono utilizzati come combustibile in impianti industriali.
Lo smaltimento in discarica interessa circa 7,9 milioni di tonnellate di rifiuti (il 4,4% del totale gestito), di cui 7 milioni di tonnellate di non pericolosi e poco più di 882mila tonnellate di pericolosi. Rispetto al 2022, si rileva un decremento di circa 997mila tonnellate (-11,2%) e rispetto al 2021 una riduzione del 23,1% (pari a circa 2,3 milioni tonnellate).
 
Le discariche
Gli impianti situati nel nord del Paese smaltiscono il 55,7% del totale dei rifiuti avviati in discarica; gli impianti del Centro il 25,3% e quelli del Sud il 19%. Dall’analisi delle quantità di rifiuti speciali smaltite nelle diverse categorie di discarica si osserva la seguente ripartizione: 3,2 milioni di tonnellate circa sono allocate nelle discariche per rifiuti inerti (40% dei rifiuti totali smaltiti), 3,9 milioni di tonnellate in quelle per rifiuti non pericolosi (50%), e oltre 820mila tonnellate nelle discariche per rifiuti pericolosi (10%).
Nell’anno 2023, il numero totale delle discariche operative è pari a 249, di cui 105 impianti per rifiuti inerti (42% del totale), 133 per rifiuti non pericolosi (53% del totale), e 11 per rifiuti pericolosi (5% del totale).
 
Import ed export
In Italia vengono importate oltre 6,8 milioni di tonnellate a fronte di un’esportazione di 5,5 milioni di tonnellate. Il 98,5% dei rifiuti importati (circa 6,7 milioni di tonnellate) è costituito da rifiuti non pericolosi e il restante 1,5% (101mila tonnellate) da rifiuti pericolosi. In particolare, sono prevalentemente importati rottami metallici dalla Germania (1,7 milioni di tonnellate) e dalla Francia (421mila tonnellate di rifiuti), avviati a recupero nelle industrie metallurgiche localizzate in Lombardia e in Friuli-Venezia Giulia. Dalla Svizzera provengono 452mila tonnellate di terre e rocce destinate per la quasi totalità in Lombardia in attività di recupero ambientale.
Il 67% delle esportazioni, 3,7 milioni di tonnellate, è costituito da rifiuti non pericolosi e il restante 33% (circa 1,8 milioni di tonnellate) da pericolosi. I rifiuti sono prevalentemente esportati in Germania (1,2 milioni tonnellate, di cui 762mila tonnellate pericolosi).
 
Leggi il Catasto Nazionale dei Rifiuti http://www.catasto-rifiuti.isprambie...
Il Rapporto rifiuti speciali dell’Ispra in sintesi https://www.isprambiente.gov.it/it/p...
Scarica il Rapporto rifiuti speciali dell’Ispra https://www.isprambiente.gov.it/it/p...

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