Sempre più respirabile. Qui Toscana. L’aria migliora. Il problema biomasse
I dati dell’Arpat confermano che, a dispetto dei luoghi comuni, continua a migliorare la qualità dell’aria. Scendono le emissioni di biossido di azoto a Firenze. Contro il problema della combustione di legna e pellet la Regione dà incentivi per chiudere i caminetti e ammodernare gli impianti di riscaldamento. L’assessore David Barontini: “Miglioramenti, ma molto da fare”.
Gli scienziati dell’ambiente sanno
che da anni la qualità dell’aria in Toscana continua a migliorare; l’inquinamento è in calo continuo. Anche quest’anno i dati dell’Arpat confermano che, a dispetto dei luoghi comuni, continua a migliorare la qualità dell’aria e - in attesa della verifica completa di tutti i dati raccolti dalla rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria nel 2025 - l'Agenzia regionale per la protezione ambientale ha anticipato i dati rilevati per l’anno 2025 sugli elementi inquinanti storicamente più critici ovvero Pm, biossido di azoto (NO2) e ozono (O3).
Le analisi
Le prime analisi evidenziano una generale diminuzione degli sforamenti da Pm 10, Pm 2,5 e biossido di azoto nelle varie province toscane, collegati anche alle strategie integrate attuate negli ultimi anni dalla Regione Toscana e dalle amministrazioni locali sul tema della qualità dell’aria. Dove attuate con maggior efficacia e in posizioni geografiche più favorevoli, le politiche di mobilità sostenibile e la transizione energetica dimostrano di produrre risultati concreti, come dimostrato ad esempio dalla riduzione delle emissioni di biossido di azoto a Firenze.
Le soluzioni
Per contrastare le concentrazioni dei maggiori elementi che concorrono all’inquinamento dell’aria, la Regione Toscana ha attualmente due bandi attivi, a disposizione dei cittadini residenti nei 14 comuni dell’area di superamento in cui più frequentemente si registrano livelli di materiale particolato (Pm 10) oltre i limiti normativi (Altopascio, Capannori, Lucca, Porcari, Buggiano, Chiesina Uzzanese, Massa e Cozzile, Montecatini Terme, Monsummano Terme, Montecarlo, Pescia, Pieve a Nievole, Ponte Buggianese, Uzzano), finalizzati a migliorare la qualità della vita del territorio.
Il Bando Caminetti prevede fino a 3mila euro per la riqualificazione di focolari aperti o la sostituzione di generatori obsoleti alimentati a biomasse legnose. Gli interventi ammessi contemplano l'installazione di apparecchi con certificazione ambientale minima di 4 stelle secondo il decreto ministeriale 186/2017, oppure l'adozione di pompe di calore.
Il Bando Casa a zero emissioni invece eroga contributi, in base all’Isee del nucleo familiare, fino a 12.500 euro per la dismissione completa di impianti inquinanti – dai caminetti aperti alle caldaie a biomassa e a gasolio – e l'installazione di pompe di calore ad alta efficienza abbinate a sistemi fotovoltaici o solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria.
Parla Barontini
“Siamo soddisfatti di questi dati in miglioramento – dichiara l’assessore Barontini. - Tuttavia non si può abbassare la guardia, poiché permangono criticità in alcuni livelli, ad esempio l'ozono, che supera i limiti normativi in alcune aree, e le concentrazioni di Pm 10, in particolare nella piana di Lucca, dove la geografia e le condizioni meteorologiche favoriscono l'accumulo di inquinanti”.
“C'è ancora molto lavoro da fare - conclude Barontini - per raggiungere gli obiettivi di qualità dell'aria e proteggere la salute dei cittadini toscani. Dobbiamo continuare a lavorare per implementare misure efficaci e a investire in politiche di riduzione delle emissioni, senza fermarci ai risultati pur positivi raggiunti”.


