Sempre più respirabile. Qui Veneto. La Regione commenta la Legambiente
Qualità dell’aria in Veneto, l’assessore Elisa Venturini commenta il report di Legambiente: “I dati 2025 incoraggianti, ora pragmatismo e risorse per la sfida del 2030”. Secondo il rapporto Mal’aria, per il Veneto “il 2025 è stato uno degli anni più positivi dell'ultimo periodo per la qualità dell'aria nelle nostre città”, dice Venturini.
“I dati del report Mal'Aria 2026
fotografano, per il Veneto, una situazione incoraggiante: nessun trionfalismo ma la conferma che il 2025 è stato uno degli anni più positivi dell'ultimo periodo per la qualità dell'aria nelle nostre città. La stessa Legambiente, nel suo report, sottolinea che i territori più esposti all’inquinamento atmosferico stanno mostrando i primi segnali concreti di miglioramento grazie agli sforzi dei territori degli ultimi anni”. Con queste parole Elisa Venturini (nella foto), assessore all'Ambiente della Regione del Veneto, commenta il nuovo rapporto della Legambiente, sottolineando come le politiche regionali basate su incentivi e innovazione stiano portando risultati concreti.
Secondo il dossier, nel 2025 le principali città venete hanno registrato medie annuali di Pm10 ampiamente entro i limiti attuali di 40 µg/m³ (microgrammi per metro cubo d’aria): Padova e Rovigo si attestano a 27 µg/m³, Venezia a 26 µg/m³ e Verona a 29 µg/m³.
“Nonostante il problema naturale del ristagno dell'aria nelle nostre zone, il dato fondamentale è che tutte le città venete sono rientrate nei limiti medi annuali. È la conferma che, al di là dei singoli giorni condizionati dal meteo, la qualità dell’aria nel lungo periodo è in costante miglioramento, segno di una stabilità consolidata e di un impegno collettivo che sta dando frutti” dichiara l'assessore.
“La sfida del 2030 lanciata dall’Europa richiede altri sforzi, e va affrontata con pragmatismo, cercando di puntare soprattutto sugli incentivi, sul miglioramento tecnologico e l’innovazione. In questo senso gli stanziamenti di circa 500 milioni da parte del ministero dell’Ambiente guidato da Gilberto Pichetto, destinati alla mobilità sostenibile, vanno nella giusta direzione perché servono ai territori per rinnovare i mezzi e offrire alternative reali, senza far ricadere i costi della transizione unicamente sulle spalle delle famiglie”.


