Surprais. Ciò che impesta l’aria del Nord sono le stufe a legna e pellet
I primi risultati sulla qualità dell’aria del progetto Breathing sviluppato con l’Austria. I dati sul carbonio organico e sul carbonio elementare hanno confermato una netta distinzione tra le stagioni. In inverno l’aria è fortemente influenzata dai fumi derivanti dalla combustione di biomassa (legna e pellet), mentre in estate il particolato è dominato dai processi fotochimici.
Sorpresa. Stando alle rilevazioni
, le stufe a legna e a pellet sono la prima fonte di sporcizia dell’aria del Veneto in inverno, quell’aria che le mappe colorate indicano di tonalità rosso cupo insieme con tutta la fascia delle pianure dell’Alta Italia. È questo il frutto delle analisi dell’aria condotte dall’Arpa Veneto, analisi il cui risultato è stato presentato di recente per il progetto italo-austriaco Breathing.
Il progetto
A dieci mesi dal suo avvio, il progetto Interreg Italia-Austria Breathing ha riunito a Innsbruck in novembre i suoi partner, tra cui Arpa Veneto, per presentare i primi risultati operativi e per fare il punto sull’avanzamento delle attività. L’incontro ha confermato il fatto che il progetto non è più solo in fase di pianificazione ma sta già producendo dati cruciali per la tutela dell’ambiente transfrontaliero.
I partner del progetto hanno già completato analisi e raccolte dei dati fondamentali, i quali forniscono un quadro chiaro delle sfide relative alla qualità dell’aria.
Il progetto Interreg Italia Austria Breathing si propone di affrontare una delle sfide più urgenti del nostro tempo: il persistere dell'inquinamento atmosferico nelle città e nei territori circostanti, aggravato dai cambiamenti climatici. Con un approccio olistico e transfrontaliero, Breathing mira a sviluppare strumenti e strategie per migliorare la qualità dell'aria e proteggere la salute dei cittadini nelle aree urbane prospicenti a territori collinari e montani.
Rispondere a un problema
L'aumento delle temperature globali sta alterando la composizione dell'aria che respiriamo, con effetti quali la diversa distribuzione degli inquinanti, una maggiore velocità di degradazione delle sostanze per effetto fotochimico e cambiamenti nell'uso di prodotti fitosanitari nelle zone rurali. Questi fenomeni comportano la comparsa di inquinanti emergenti, finora poco studiati, che possono rappresentare una minaccia per la salute pubblica.
Il progetto si pone l'obiettivo di fornire soluzioni di adattamento per affrontare il problema dell'aumento dell'inquinamento dell'aria conseguente al riscaldamento globale in area urbana con il coinvolgimento attivo delle amministrazioni cittadine.
Attraverso un approccio olistico, il progetto creerà un set di strumenti a supporto delle amministrazioni locali e di specifici gruppi target, per prevedere e monitorare i cambiamenti della qualità dell'aria legati al clima e minimizzarne gli effetti.
L’aria veneta
Durante l’incontro a Innsbruck, l’Arpa Veneto ha presentato i risultati delle analisi del particolato. Le attività di modellistica e le analisi sul particolato atmosferico – e in particolare i dati analitici sul carbonio organico e sul carbonio elementare – hanno confermato una netta distinzione tra le stagioni.
In concreto, è emerso che in inverno l’aria della pianura veneta è fortemente influenzata dai fumi derivanti dalla combustione di biomassa (legna e pellet), mentre in estate il particolato è dominato dagli aerosol organici secondari, legati ai processi fotochimici estivi.
Ora deve essere completata l’analisi delle componenti carboniose specifiche relative al periodo invernale per approfondire l’impatto della combustione da biomassa.
Pollini
È stata completata inoltre la mappatura degli allergeni e la raccolta storica dei dati pollinici relativi a un lungo periodo (2010–2024). Questo database è ora la base per valutare come le stagioni allergeniche stiano evolvendo nell’area e quali siano i possibili effetti sulla salute dei cittadini.
Per saperne di più https://www.arpa.veneto.it/arpav/com...


