Dai territori. Qui Gorizia. Note sul margine dell’alluvione
La vicenda degli allagamenti consueti di ogni autunno in Friuli-Venezia Giulia mostra l'inversione delle priorità nel Green Deal. Puntiamo a ridurre le emissioni e lasciamo al "fato" la protezione del territorio. La viceministra Vannia Gava: “Ore drammatiche per il Friuli-Venezia Giulia, dalle istituzioni massimo impegno e vicinanza”.
“Da Roma sono in contatto
con l’assessore regionale alla Protezione Civile Riccardo Riccardi, che ringrazio come sempre per il lavoro instancabile suo, dei volontari della protezione civile e dei vigili del fuoco. Sono ore drammatiche per la mia regione: si stanno ancora cercando due persone e inizierà a breve l’evacuazione di altre 300 perché l’acqua è troppo alta. Resto vicino a tutte le famiglie colpite e confermo il massimo impegno delle istituzioni per garantire sicurezza e assistenza in questo difficile momento”. Così ha detto l’altro giorno la viceministra dell’Ambiente Vannia Gava durante gli allagamenti e le inondazioni nella provincia di Gorizia e in Friuli.
Note a piè di pagina
Qualche nota a margine. Molti anni fa in Friuli era stato presentato un progetto per mettere in sicurezza il territorio in caso di eventi estremi.
Il piano non chiamava in causa il riscaldamento globale ma – più semplicemente e con maggiore sincerità programmatoria – si basava sul ricordo che eventi di questo tipo erano già avvenuti negli ultimi 30 anni.
Il progetto non è stato finanziato dal Pnrr perché la priorità era un’altra, la priorità era la transizione energetica.
In altre parole, la vicenda degli allagamenti consueti di ogni autunno in Friuli-Venezia Giulia mostra l'inversione delle priorità nel Green Deal. Puntiamo a ridurre le emissioni e lasciamo al "fato" la protezione del territorio.


