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Dai territori. Qui Piemonte. Come risanare Spinetta Marengo dagli Pfas

where Alessandria when Lun, 28/07/2025 who roberto

Rinviata al marzo 2026 l’udienza al processo per l’inquinamento da Pfas nell’Alessandrino in attesa di un incontro fra azienda e ministero dell’Ambiente per esaminare la decontaminazione e il risarcimento del danno.

È previsto per il 2 settembrespinetta-marengo-syensqo.jpg il prossimo incontro fra i rappresentanti dell’azienda chimica Syensqo di Spinetta Marengo (ex Solvay) e quelli del ministero dell’Ambiente per discutere su decontaminazioni e risarcimenti nell’ambito del processo in corso ad Alessandria. Lo apprendiamo da La Via Libera. L’azienda alessandrina, già del gruppo Montedison e poi Solvay, oggi Syensgo, da decenni sviluppa la chimica del fluoro per le applicazioni più avanzate, anche aerospaziali, e fra le produzioni vi sono i polimeri alchilici al fluoro definiti Pfas. A differenza del caso Miteni, in cui gli scarichi in un corso d’acqua locale nel Vicentino erano penetrati nelle falde acquifere profonde e avevano contaminato con gli Pfas gli acquedotti del Veneto centrale che da quelle falde acquifere si alimentano, nel caso di Spinetta Marengo la contaminazione da Pfas è assai meno distribuita perché lo scarico dello stabilimento va diretto nella Bormida e subito nel Tanaro per scorrere verso l’Adriatico, senza entrare in contatto diretto con il sottosuolo dove si approvvigionano gli acquedotti dell’intera regione, a parte un acquedotto di Montecastello.

Un primo processo penale contro la multinazionale Solvay si era concluso in Cassazione nel dicembre 2019 con la condanna per disastro colposo innominato per sostanze storiche come il cromo esavalente.
In questo secondo processo in corso ad Alessandria, in questo caso riguardante la contaminazione da Pfas, l’udienza preliminare fissata il 27 giugno (il giorno dopo la sentenza di Vicenza per il caso Miteni) non si è svolta ed è stata rinviata al 12 marzo 2026 in attesa dell’incontro di settembre fra azienda e ministero dell’Ambiente.
Secondo La Via Libera, “lo slittamento, deciso dal giudice per l’udienza preliminare Andrea Perelli, è stato chiesto il 16 giugno scorso dagli avvocati Guido Carlo Alleva e Riccardo Lucev, che assistono Andrea D. e Stefano B., ex dirigenti della multinazionale Syensqo, dal 2021 accusati di aver contaminato i suoli e l’acqua di falda sotto lo stabilimento”.

Nel dicembre 2023 fu chiusa l’indagine per disastro ambientale da Pfas; il ministero dell’Ambiente fu riconosciuto parte offesa e aveva avviato la costituzione di parte civile per chiedere un risarcimento per i danni subiti o per i costi sostenuti.
I risarcimenti offerti finora, però, non si avvicinano alle cifre richieste per un processo simile negli Usa, nel New Jersey, dove la multinazionale aveva dovuto risarcire lo Stato con 393 milioni di dollari. Ad Alessandria la difesa ha proposto alle singole parti civili somme inferiori ai 10mila euro ciascuno, alle associazioni ambientaliste meno di 50mila euro e al Comune di Montecastello, colpito dalla contaminazione da Pfas nell’acquedotto, 100mila euro. Stessa cifra al Comune di Alessandria per il danno d’immagine.

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