Dai territori. Qui Veneto. La Regione stoppa l’inceneritore per eliminare gli Pfas
Dalla commissione Via regionale un parere negativo al progetto dell’Eni Rewind per un inceneritore per bruciare i fanghi di depurazione. L’assessore Bottacin: “L’attenzione della Regione per ambiente, sicurezza e salute”. L’assessore Marcato: “La transizione industriale deve essere sostenibile grazie anche alla zls”.
Il comitato tecnico regionale
per la valutazione di impatto ambientale (Ctr Via) ha espresso parere negativo sul progetto presentato da Eni Rewind per la realizzazione di un impianto per il trattamento dei fanghi di depurazione civile a Marghera (Venezia). Dopo questa decisione, si interrompe l’iter autorizzativo in corso, essendo il pronunciamento di compatibilità ambientale presupposto necessario per il proseguimento del procedimento.
Gli Pfas
Il Ctr Via ha ritenuto che non siano state acclarate tutte le garanzie di irrilevanza dell’impatto ambientale e sanitario dell’iniziativa proposta da Eni, in particolare per le criticità sottolineate dall’Istituto Superiore di Sanità e dalle autorità sanitarie locali, in un contesto delicato e gravato nel tempo da rilevanti pressioni ambientali come Marghera, secondo il principio della cosiddetta “giustizia ambientale”.
Tra i principali aspetti tecnici considerati non sufficientemente chiariti, la combustione degli pfas a temperature di combustione ritenute insufficienti per una completa degradazione delle molecole inquinanti.
Politici
“Sottolineando l'indipendenza delle scelte del Comitato Via, com’è giusto che sia in un ambito prettamente tecnico, si conferma comunque l’attenzione che la Regione ha per ogni aspetto collegato a tematiche ambientali, e relativo alla sicurezza e alla salute dei cittadini”, commenta l’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin. Afferma Roberto Marcato, assessore allo Sviluppo economico con delega alla Legge Speciale per Venezia e alla Riconversione del polo di Marghera: “In un’area che ha pagato un prezzo altissimo in termini ambientali e sanitari, non possiamo più insediare progetti che non offrano garanzie assolute sotto il profilo della sicurezza e della salute. Il futuro di Marghera è una transizione industriale sostenibile, che punti su bonifiche, tecnologie pulite e nuova occupazione verde: in questo ci aiuta la zls (zona logistica semplificata) Porto di Venezia-Rodigino, che con i primi insediamenti di imprese italiane ed estere può rappresentare davvero una rinascita per l’area di Marghera”.
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