Tessuti, pneumatici, cosmetici: ecco quali microplastiche impestano il Tirreno
Analisi dell’Arpat nel mare della Toscana. Le fibre dei tessuti sintetici liberate dalle lavatrici (35% delle microplastiche primarie), abrasione degli pneumatici durante la guida (28%), microplastiche aggiunte intenzionalmente nei prodotti cosmetici (2%). Rilevati circa 0,049 frammenti per metro quadro di mare.
L’Arpat ha presentato i risultati
del monitoraggio svolto nel 2024, nell’ambito degli obiettivi previsti dalla direttiva quadro sulla strategia marina, per verificare la presenza di microplastiche nello strato superficiale del mare. L'Unione Europea richiede agli Stati membri di reperire informazioni sui trend, per individuare la quantità, la distribuzione e, se possibile, la composizione di microparticelle e nano plastiche presenti in ambiente marino con l’obiettivo finale di minimizzarne la quantità e i danni da esse causate sulle reti trofiche.
Che cosa sono
Per microplastiche si intendono frammenti di dimensioni comprese da 0,1 a 5mila micrometri (cioè da 0,001 a 5 millimetri), per nanoplastiche invece da 0,001 a 0,1 micrometri. L’origine di queste particelle è difficile da identificare. Possono provenire sia da fonti primarie che secondarie. Nel primo caso si tratta di frammenti rilasciati direttamente nell’ambiente con queste dimensioni e la loro fonte principale è il lavaggio di capi sintetici (35% delle microplastiche primarie), seguita da abrasione degli pneumatici durante la guida (28%) e microplastiche aggiunte intenzionalmente nei prodotti cosmetici (2%). Nel secondo caso si tratta di frammenti di materie plastiche derivanti dalla disgregazione progressiva di rifiuti di maggiori dimensioni.
La forma più comune raccolta lo scorso anno è il frammento (81%), seguita dal foglio (9%). I colori dominanti ritrovati sono bianco (76%), blu (11%) e verde (10%).
Lo scorso anno, secondo i dati aggregati che saranno contenuti nell’Annuario dei dati ambientali, i frammenti di microplastiche presenti nello strato superficiale del mare toscano sono stati quantificati in circa 0,049 oggetti per m2. Il dato medio degli oggetti rinvenuti per metro quadro è di 0,062.
Il valore mediano di densità delle microparticelle presenti nei nostri mari, calcolato elaborando i dati raccolti dal Sistema nazionale di protezione dell’ambiente dall’inizio del monitoraggio, è pari a 0,04 microparticelle per m2. A livello di Mediterraneo, la Convenzione di Barcellona ha fissato un valore soglia di 0,000845 microparticelle per m², pertanto, rispetto a questo valore, l’Italia e anche la Toscana è ancora distante dal raggiungimento del buono stato ambientale.
Il controllo
Arpat esegue campionamenti in mare lungo 4 transetti trasversali alla costa - in corrispondenza di Fiume Morto (Pisa), Donoratico (Livorno), Carbonifera (Livorno) e Foce Ombrone (Grosseto). La scelta delle aree di mare da monitorare è stata effettuata tenendo conto di quanto previsto dalla Direttiva Quadro, ovvero la presenza di aree di accumulo per condizioni idrodinamiche locali, distanza da fonti di immissione diretta come, ad esempio, foci fluviali e distanza da strutture portuali o rilevanti insediamenti urbani. Ciascuno dei 4 transetti è caratterizzato da tre stazioni di campionamento poste a circa 1, 3 e 11 km dalla costa. In ogni stazione indagata si procede trainando per 20 minuti in direzione contraria alla corrente predominante il retino “manta” (vedi foto a fianco e quella di copertina fatta con GoPro all’interno della bocca del manta), costituito da una bocca metallica rettangolare collegata ad una rete a maglie fini e dotato nella parte terminale di un bicchiere raccoglitore del campione. Dal tratto percorso e dalla misura dell’apertura della bocca del retino si stima la superficie campionata risalendo così al parametro “numero oggetti/m2 per forma, colore, trasparenza opacità.
Per saperne di più https://www.arpat.toscana.it/notizie...


