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Per tutti gli isotopi! L’Isin censisce in Italia 32.663 metri cubi di rifiuti radioattivi

where Roma when Lun, 14/07/2025 who roberto

L’ispettorato per la sicurezza nucleare ha presentato la Relazione annuale al Governo e al Parlamento. Tutti i giorni si producono rifiuti radioattivi per i processi industriali, medici, diagnostici e di ricerca. Ai 32mila metri cubi distribuiti in una ventina di depositi atomici locali si aggiungeranno altri 48mila metri cubi che saranno prodotti dallo smantellamento delle 4 centrali atomiche italiane spente.

Sono pari a 32.663 metri cubi isin-nucleare.jpegi rifiuti radioattivi censiti dall’Isin (l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione) nell’Inventario nazionale contenuto nella relazione presentata dall’Isin nella Sala della Regina della Camera. La relazione Isin sulle attività svolte e sullo stato della sicurezza nucleare in Italia, presentata dal direttore Francesco Campanella, fa riferimento all’anno 2024 a 10 anni dall’istituzione dell’ispettorato, avvenuta con il decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 45.

La pubblicazione della Relazione al Governo e al Parlamento giunge quest’anno in un momento di particolare attenzione per le tematiche di cui istituzionalmente l’Ispettorato si occupa. Lo scenario nazionale è ancora in divenire ma l’Isin, indipendentemente dalle scelte strategiche che verranno fatte nel prossimo futuro, come nel 2024, anno oggetto di questa Relazione, lavora per garantire la sicurezza nucleare degli impianti in decommissioning, comprensivi dei depositi di rifiuti radioattivi e di combustibile esaurito, e dei reattori di ricerca attualmente in esercizio nonché la protezione della popolazione e dell’ambiente dalle radiazioni ionizzanti.
Si tratta di rifiuti per la maggior parte stoccati in una ventina di depositi nucleari locali. Gran parte di questi materiali devono ancora essere sottoposti a processi di trattamento e condizionamento per poterli rendere idonei a essere trasferiti nel futuro deposito nazionale. A questi, si aggiungeranno in futuro i rifiuti generati dalle operazioni di smantellamento delle installazioni nucleari, classificabili ad attività bassa o molto bassa, stimati in altri 48mila metri cubi.
A questi rifiuti radioattivi devono essere aggiunti i rifiuti prodotti dalle operazioni di riprocessamento del combustibile usato dalle quattro centrali atomiche italiane spente nel 1987 con il primo referendum antinucleare (il secondo nel 2011) e inviati per il riprocessamento all’estero: si tratta di circa 35,87 metri cubi ad alta attività e circa 47,58 metri cubi a media attività.
Nel documento, l’Isin spiega che le attività medicali, industriali e di ricerca, costituiscono una fonte di produzione di rifiuti radioattivi destinata a continuare.
 
Leggi la relazione dell’Isin
https://www.isinucleare.it/sites/def...

immagini
isin-nucleare