I veleni di Fidenza. Arrivano 19,3 milioni per risanare le aree contaminate
Per il Sin di Fidenza (Parma) via all'ultima fase della decontaminazione nelle aree Carbochimica, Cip e dell’inceneritore di San Nicomede. Circa 140mila metri quadrati di territorio contaminato da riconsegnare alla comunità e alle generazioni future. La storia degli impianti inquinanti. L’elenco di tutti i 43 Sin italiani.
Circa 140mila metri quadrati
di territorio fortemente contaminato da riconsegnare alla comunità e alle generazioni future, in un’ottica di piena sostenibilità. Dopo una lunga serie di interventi di risanamento avviati nel 2001, Fidenza (Parma) entra nella fase conclusiva del disinquinamento del Sin, il sito di interesse nazionale, che comprende le aree Carbochimica, Cip e l’inceneritore di San Nicomede. Sono stati assegnati al Comune 19,3 milioni di euro dal Fondo sviluppo e coesione (Fsc) europeo 2021-2027. I fondi si aggiungono ai 28 milioni già investiti negli anni e coprono "la quasi totalità delle risorse richieste" per completare l’opera di decontaminazione, spiega in una nota il Comune di Fidenza.
Che cosa sono i Sin
I 43 Siti contaminati di interesse nazionale (https://www.mase.gov.it/portale/siti...) sono porzioni di territorio in cui la quantità e la pericolosità degli inquinanti presenti rende elevato l’impatto sull’ambiente in termini di rischio sanitario ed ecologico, nonché di danno o minaccia per i beni culturali e ambientali. Questi siti sono individuati con decreto del ministro dell’Ambiente, d’intesa con le Regioni interessate, secondo i criteri definiti dal decreto legislativo 152/2006.
Contaminazioni a Fidenza
Nel caso del Sin di Fidenza, l’area ha ospitato in passato la produzione di acido fosforico e fertilizzanti fosfatici, di piombo tetraetile e mercaptani nell’area Cip, e la distillazione del catrame e del carbon fossile per fare oli di antracene, di naftalina e benzolo nella Carbochimica. Il decreto ministeriale 468 del 2001 ha inserito Fidenza fra i Sin, assegnando i primi fondi per l’avvio degli interventi di decontaminazione.
La Carbochimica
La Carbochimica nacque come Distilleria di catrame nel 1888. Nel 1929 divenne Cledca, Conservazione Legno e Distillazione Catrame e, dal 1972 fino al 2004, Carbochimica. L’inquinamento nell’area Carbochimica è aggravato dalle pesanti distruzioni dei bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale, in considerazione dell’importanza del nodo ferroviario e del polo chimico esistente. Dopo un pauroso incidente scoppiato nel giugno 2004, la ditta Carbochimica dichiarò fallimento.
L’area Cip
Nell’area Cip operava dal 1908 la Campanini Tito & C., fabbrica di acido solforico e concimi fosfatici assorbita nel 1928 dalla Montecatini.
Dal 1950 e fino al 1970, anno del suo fallimento, nella stessa area si insediò la Cip, Compagnia Italiana Petroli, per la produzione del piombo tetraetile che veniva utilizzato come additivo antidetonante delle benzine. Il piombo tetraetile, cancerogeno e velenoso, è un liquido incolore che va in ebollizione a 200°C. Nei motori a scoppio, durante la combustione, genera gas corrosivi. Il piombo tetraetile veniva impiegato in miscela con bromuro e cloruro di etile per ovviare al problema della corrosione. La fabbrica fu chiusa all’inizio degli anni Settanta per la gravità degli effetti denunciati sui lavoratori delle produzioni. A seguire fu dichiarato il fallimento della società.
Dall’estate del 1991 si svilupparono una serie di studi per definire l’estensione dell’inquinamento da piombo nell’area occupata dallo stabilimento Cip. Durante queste verifiche svolte di concerto fra Usl, Regione e Comune di Fidenza, si definì progressivamente una massiccia presenza di inquinanti che erano indiscutibilmente da attribuirsi al ciclo di produzione.
Lo studio di approfondimento evidenziò che l’inquinamento era caratterizzato, oltre che da piombo, anche da idrocarburi policiclici aromatici, provenienti dalla vicina Carbochimica, da solventi come benzene, toluene e fenoli.
Il risanamento
Il Comune di Fidenza decise nel 2001 di acquisire la curatela fallimentare dell’area ex Cip e nel 2005, in procedura espropriativa, dell’area Carbochimica a titolo gratuito, con l’obiettivo di gestire direttamente la decontaminazione e programmare il successivo riuso economico-produttivo dell’area.
Il decreto ministeriale n. 468 del 18 settembre 2001 ha inserito Fidenza fra i Siti d’interesse nazionale (Sin) e la successiva perimetrazione conteneva le aree da sottoporre a interventi di messa in sicurezza e ripristino ambientale.
Oltre all’ex Cip e Carbochimica, il Sin comprende anche le aree site in località Vallicella, Fornio, sedi di discariche dismesse di rifiuti urbani e speciali in aree golenali del torrente Stirone, aree nelle quali gli interventi sono ultimati, e infine l’area di San Nicomede, contaminata dalle ceneri dell’impianto di incenerimento dismesso, anch’essa posizionata in un’area esondabile dello Stirone e all’interno del Parco regionale fluviale dello Stirone e Riserva del Piacenziano.
Lavori in corso
Le attività operative di decontaminazione sono al momento seguite da Furia, società fidentina attiva nella gestione dei rifiuti industriali e nei risanamenti ambientali, controllata dal 2023 dal gruppo francese Séché. Finora sono state rimosse dai siti intorno a Fidenza oltre 178mila tonnellate di terreni contaminati, e trattati più di 618mila metri cubi di acque. In una nota l'amministratore delegato di Furia, Luigi Zuffetti, ha ricordato che la società “attualmente sta eseguendo un lavoro di revamping della barriera idraulica a presidio del Sin”. Il direttore dei disinquinamenti dell’azienda, Paolo Bongiorni, ha detto che il rifacimento della barriera dovrebbe essere ultimata entro fine estate mentre per completare l’opera di risanamento serviranno “presumo almeno un anno di intervento e fino a due anni”.
La visita del ministro
Al sito di Fidenza si è svolta la visita del ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, assieme al presidente della Regione, Michele De Pascale, e all’assessora regionale all’Ambiente, Irene Priolo. Presenti anche il sindaco, Davide Malvisi, e il presidente della Provincia di Parma, Alessandro Fadda.
Parla De Pascale
“Il Sin di Fidenza - ha affermato il presidente De Pascale - rappresenta una delle criticità ambientali più rilevanti del territorio che, grazie all’impegno del Comune e alla collaborazione tra istituzioni, sta finalmente entrando nella fase conclusiva del suo risanamento, con l’obiettivo di restituire alla comunità un luogo di rigenerazione e sviluppo sostenibile. Risanare i siti contaminati è una priorità e una responsabilità pubblica che riguarda la tutela della salute delle persone, la qualità dell’ambiente, ed è un impegno che, come Regione, stiamo portando avanti su tutto il territorio emiliano-romagnolo. L’avvio della fase conclusiva degli interventi di disinquinamento rappresenta un passaggio fondamentale per consolidare un percorso avviato negli anni, riportando progressivamente sicurezza e qualità ambientale in un’area per troppo tempo segnata da una presenza industriale altamente impattante. Intervenire su questi siti - ha aggiunto il presidente - non significa solo sanare le conseguenze del passato, ma creare le condizioni per un futuro diverso, in cui spazi compromessi possano tornare pienamente integrati nel tessuto urbano e contribuire a nuove opportunità di crescita per il territorio”.
Parla Irene Priolo
“L’intervento di Fidenza, di interesse nazionale, si inserisce in un più ampio programma di risanamento ambientale che interessa l’intero territorio regionale, da Piacenza a Rimini, e che risulta già completato per il 70% - ha sottolineato l’assessora Priolo. - Mi riferisco ai 17 siti orfani attualmente oggetto di interventi di risanamento finanziati con risorse del Pnrr. Si tratta di un’azione strategica che consente di recuperare aree rimaste per troppo tempo inutilizzate o che rappresentavano un potenziale rischio per la salute e per l’ambiente, restituendole alle comunità e rendendo possibile l’avvio di nuove destinazioni e opportunità di riqualificazione e sviluppo per i territori”.
Tutti i Sin in Italia https://www.mase.gov.it/portale/siti...
Il Sin di Fidenza secondo il Comune https://www.comune.fidenza.pr.it/com...
La nota della Regione Emilia-Romagna https://www.regione.emilia-romagna.i...
Per saperne di più: https://indicatoriambientali.ispramb...


