Amici della Terra: “il Green Deal è fallito, serve una nuova strategia europea”
Lo ha detto la presidente Monica Tommasi, alla 17esima Conferenza nazionale sull’efficienza energetica. L’Italia può contribuire alla “nuova” decarbonizzazione, “ma è necessaria una proposta organica”.
“L’analisi dei risultati raggiunti
dall’Unione europea evidenzia che il percorso delineato dal Green Deal si è rivelato inefficace e contraddittorio”. Lo ha detto la presidente degli Amici della Terra, Monica Tommasi (nella foto), aprendo i lavori della 17esima Conferenza nazionale sull’efficienza energetica organizzata a Roma dalla stessa associazione. Resettare le politiche europee in tema verde è un’esigenza improrogabile per gli Amici della Terra, tanto che “il fallimento del Green Deal non rappresenta una sorpresa per chi, come noi, l’aveva da subito criticato. Ora diventa imprescindibile avviare una riflessione basata su fatti, dati e responsabilità politiche”, ha spiegato Tommasi.
Gli aggiustamenti introdotti dal Consiglio Ue dei ministri dell’Ambiente del 4 novembre scorso per raggiungere un accordo in vista della Cop 30 si erano limitati a diluire gli impegni per obiettivi già mancati. Ma confermando gli obiettivi a medio e lungo termine (-90% di riduzioni delle emissioni al 2040) si mantengono intatte le contraddizioni strutturali dell’European Green Deal e non si pongono neanche le basi di una nuova impostazione che possa decarbonizzare la Ue, ma con obiettivi realistici: lo ha sottolineato l’associazione in una nota distribuita alla Conferenza.
Deindustrializzazione e delocalizzazione
Alla base del Green Deal – sostengono gli Amici della Terra – vi era l’idea di una leadership europea nel processo globale di riduzione delle emissioni, in linea con l’Accordo di Parigi del 2015. Ma la realtà dei dati racconta un’altra storia: si è conseguita una riduzione dei consumi di energia e delle emissioni, ma al prezzo di un processo di deindustrializzazione e di una delocalizzazione degli stabilimenti con più emissioni climalteranti. Dal 1990 al 2024 le emissioni mondiali di gas a effetto serra sono aumentate del 65%, i consumi di energia sono aumentati del 70% e il peso delle fonti fossili è oggi dell’81%, con un trend di continua crescita.
“Per superare l’impasse europea non basta correggere i limiti del Green Deal: occorre abbandonarne l’impostazione ideologica, fondata su un approccio catastrofista al riscaldamento globale e condizionato dalle strategie economiche e geopolitiche della Cina”, ricorda l’associazione.
Le proposte
Per gli Amici della Terra è necessario rilanciare le politiche energetico climatiche europee con una nuova impostazione basata su neutralità tecnologica, obiettivi realistici e priorità all’efficienza energetica, valorizzando il ruolo delle pompe di calore, del teleriscaldamento, del recupero energetico dei rifiuti, dei biocarburanti, e massimizzando le sinergie con le filiere industriali italiane ed europee. La presidente degli Amici della Terra sottolinea come sia necessario “bloccare nuovi incentivi alle rinnovabili elettriche, finanziati con gli oneri di sistema, per alleviare l’alto costo dell’elettricità che rimane uno dei fattori principali del fallimento delle politiche di elettrificazione dei consumi”.
Bonacci: rilanciare il Fondo nazionale per l’efficienza energetica
Per fare questo, anche il governo italiano deve fare “un salto di qualità”, elaborando una nuova impostazione organica con una prospettiva europea. Su questo, Enrico Bonacci, membro della segreteria tecnica del dipartimento energia del ministero dell’Ambiente, intervenuto ai lavori, ha assicurato l’attenzione alle strategie di efficienza energetica anche oltre lo strumento dei certificati bianchi. Inoltre, ha annunciato come il ministero creda “nella possibilità di rilanciare il Fondo nazionale per l’efficienza energetica con strumenti strategici”.
Scarica il rapporto degli AdT su “Obiettivi e realtà delle politiche climatiche”: https://drive.google.com/file/d/1je2...
Foto: ufficio stampa Amici della Terra

