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Analisi Cna - Il 73% degli artigiani è favorevole alla transizione energetica

where Roma when Ven, 19/09/2025 who roberto

“Mancano però strumenti di sostegno efficaci pensati per le piccole e piccolissime imprese”, avverte la Confederazione. La ricerca sull’elettrificazione del calore analizza la burocrazia e i costi che frenano la svolta.

La transizione energetica matteorealepresidentecnamilano.jpgper le micro e piccole imprese italiane è una priorità. Lo evidenzia il nuovo report di Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato) Milano, presentato a Roma all’auditorium di Cna Nazionale durante il convegno “Pmi e transizione energetica: quali barriere e opportunità?”. Al centro l’elettrificazione del calore industriale, chiave per sicurezza energetica, competitività e taglio delle emissioni.
Lo studio fotografa un settore che vale il 99% delle aziende italiane, produce il 63% del valore aggiunto e occupa il 76% dei lavoratori privati, ma resta spesso escluso dai tavoli decisionali. “Le imprese non possono essere lasciate sole”, avverte Matteo Reale, presidente di Cna Milano (nella foto), “senza regole chiare e incentivi stabili la transizione rischia di sembrare un costo, non un’opportunità”.
 
Pronti a cambiare ma...
“Le pmi italiane, diversamente da quello che a volte si sente dire, sono decisamente favorevoli alla transizione energetica ed ecologica”, afferma Andrea Barbabella, coordinatore e responsabile scientifico di Italy for climate. “In un sondaggio realizzato lo scorso anno con Cna, il 73% degli artigiani intervistati si è detto d’accordo con l’affermazione che all’Italia conviene accelerare sulla via della transizione energetica perché è un’opportunità di sviluppo. Mancano, però, strumenti di sostegno efficaci specificamente pensati per le piccole e piccolissime imprese, senza le quali nessuna transizione sarà possibile”.
 
“Ridurre i costi dell’energia”
La ricerca nasce da quattro workshop a Brescia, Bologna, Pescara e Milano, che hanno coinvolto 47 imprese per individuare criticità e soluzioni. Le tecnologie ci sono – pompe di calore industriali fino a 180 gradi, fotovoltaico, accumuli elettrochimici e comunità energetiche – ma pesano burocrazia, costi iniziali, infrastrutture carenti e un diffuso “pensiero abitudinario”, sottolinea lo studio.
Per Cna servono formazione, sostegno operativo e strumenti finanziari accessibili: “La decarbonizzazione ha bisogno del pieno coinvolgimento delle piccole imprese”, sottolinea Otello Gregorini, segretario generale di Cna, “e passa da una drastica riduzione dei costi dell’energia”.
Il report indica anche le figure professionali più richieste: esperti termo-energetici, facilitatori di comunità, data analyst e specialisti esg. E sollecita un quadro normativo semplice e stabile, capace di favorire investimenti e replicare sui territori modelli energetici partecipativi. Perché, conclude Reale, “solo portando la transizione nei processi produttivi le imprese potranno trasformare gli ostacoli in valore condiviso”.
 
Foto: ufficio stampa Cna

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