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“Case Green”: l’Italia non ha rispettato la prima scadenza della direttiva Ue

where Bruxelles (Belgio) when Ven, 20/02/2026 who roberto

Entro la fine del 2025 tutti gli Stati membri dovevano trasmettere le bozze dei piani nazionali di ristrutturazione degli edifici. In ritardo, oltre a Roma, anche Francia e Germania.

L’Italia ha saltato la prima mappatura-termica.jpgscadenza della nuova direttiva “Case Green”. Entro la fine del 2025 tutti gli Stati membri dovevano trasmettere le bozze dei piani nazionali di ristrutturazione degli edifici alla Commissione europea: l’Italia non lo ha fatto.

La Energy performance of buildings directive IV (Epbd IV) – entrata in vigore il 28 maggio 2024 – ridefinisce l’efficienza energetica degli edifici nell’Ue. Obiettivo finale: un parco edilizio a zero emissioni entro il 2050.
I piani nazionali sono il cuore operativo della direttiva. Devono descrivere lo stato del patrimonio costruito, i traguardi intermedi al 2030, 2040 e 2050, le politiche, gli investimenti e le risorse necessarie. La prima bozza doveva arrivare a Bruxelles entro il 31 dicembre 2025, per essere poi valutata dalla Commissione e perfezionata entro 31 dicembre 2026. Secondo fonti comunitarie, a fine 2025 solo otto Paesi su 27 avevano rispettato la scadenza, attestando ritmi divergenti nell’Unione.
 
Gli obiettivi vincolanti
La direttiva impone obiettivi vincolanti: ridurre il consumo di energia primaria del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035 rispetto al 2020; nei nuovi edifici, emissioni zero già dal 2030 (pubblici dal 2028). L’Italia ritardataria non è isolata: anche grandi economie come Francia e Germania non hanno inviato la bozza entro la scadenza.
 
Critici gli ambientalisti
Le associazioni ambientaliste sono critiche. In una nota congiunta, Greenpeace, Wwf e altre realtà affermano: “La mancata inclusione della direttiva Epbd nella legge di delega europea mette seriamente a rischio il rispetto delle scadenze, con possibili procedure di infrazione”.
Resta aperta la partita sul recepimento finale entro il 29 maggio 2026, quando l’Italia dovrà anche definire strumenti normativi interni per far avanzare le ristrutturazioni energetiche dell’edilizia esistente.
 

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